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Vaccino nasale contro l’influenza: chi può farlo? Come funziona?

Quali sono i vantaggi rispetto a quello tradizionale? Quali sono gli effetti collaterali? A cosa stare attenti? Tutte le risposte

Il vaccino nasale contro l’influenza è raccomandato dal Ministero della Salute italiano da diversi anni, rappresentando ormai una modalità consolidata di immunizzazione pediatrica e una pietra angolare delle campagne vaccinali stagionali. Quest’anno tutti gli esperti, pediatri in testa, stanno lanciando l’allarme sulla severità dei sintomi dell’influenza stagionale soprattutto nei bambini. Ecco che la vaccinazione antinfluenzale, raccomandata ai bambini tra i sei mesi e i sei anni (e offerta gratuitamente anche ai soggetti a rischio di ogni età), diventa uno strumento importante, anche per non rischiare la sovrapposizione con Sars-CoV-2 e con il Virus Sinciziale Respiratorio (VSR).

Vaccino spray nasale contiene tutti i più importanti ceppi influenzali

un medico vaccina una bambina con lo spray nasale
Vaccino spray nasale contiene tutti i più importanti ceppi influenzali – www.ok-salute.it

Per agevolare la vaccinazione dei più piccoli si preferisce usare uno spray nasale, invece della classica iniezione. Il vaccino in spray nasale (LAIV – Live Attenuated Influenza Vaccine) è formulato per proteggere dai principali ceppi di virus influenzali in circolazione nella stagione (sottotipi A/H1N1, A/H3N2 e ceppi di tipo B), in conformità con le raccomandazioni annuali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Va ricordato che a differenza del vaccino iniettato inattivato, quello in spray vede la presenza di virus vivi, anche se attenuati rispetto a quelli naturali. Per capire meglio, questi virus respirati attraverso il vaccino “muoiono” già a 37 gradi, che è la temperatura corporea media dei bambini. Quindi entra nel naso, riuscendo a moltiplicarsi esclusivamente nelle mucose nasali più fredde (attorno ai 32°C) e ad attivare le difese immunitarie. Una volta che raggiunge i polmoni o l’organismo profondo, però, muore perché incapace di replicarsi alla temperatura corporea centrale.

Chi può fare o chi non può fare il vaccino nasale contro l’influenza?

In Italia è raccomandato e somministrato gratuitamente nella fascia d’età compresa indicativamente tra i 2 e i 18 anni (con indicazione primaria per l’infanzia e la prima adolescenza). Negli Usa e in altri Paesi viene utilizzato anche negli adulti fino ai 49 anni.

Non può fare il vaccino spray chi ha meno di 2 anni o più di 18 anni in Italia, oppure chi abbia avuto una reazione allergica grave (anafilassi) a una precedente dose o a una sua componente.

Niente vaccino spray per chi sia gravemente allergico alle proteine dell’uovo (anche se le reazioni lievi vengono oggi valutate caso per caso in ambiente protetto), per chi stia assumendo acido acetilsalicilico (aspirina o salicilati, per il rischio di sindrome di Reye nei bambini), per chi sia gravemente immunodepresso o conviva con una persona con grave immunosoppressione, o per chi sia in stato di gravidanza. Infine non può fare questo vaccino chi abbia un attacco asmatico in corso o un respiro sibiloso attivo, o in passato abbia avuto un attacco asmatico molto forte o respiro sibilante persistente nei 14 giorni precedenti.

Attenzione: il vaccino contiene gelatina ottenuta dal maiale come stabilizzante. Ne devono tenere conto i vegetariani e i vegani, oltre alle persone che per motivi religiosi non assumono mai carne di questo animale.

Quando è meglio aspettare prima di fare il vaccino?

Come succede per tutti i vaccini, è meglio rimandarlo se si abbia febbre alta o un’infezione acuta con sintomi severi (un lieve raffreddore senza febbre non controindica la somministrazione). Se il bambino è stato vaccinato da meno di 4 settimane con un altro vaccino vivente attenuato (come il vaccino MPRV contro morbillo, parotite, rosolia e varicella), bisogna aspettare che si concluda un mese per evitare interferenze nella risposta immunitaria.

Quali sono i vantaggi del vaccino nasale?

Il vantaggio dello spray è che gli anticorpi non si producono solo a livello del sangue come avviene con quello tradizionale, ma si sviluppa una solida immunità mucosale locale (IgA secretorie) direttamente nelle prime vie respiratorie, creando una vera e propria barriera contro i virus influenzali sin da naso e bocca.

L’altro vantaggio è la facilità di somministrazione. È sufficiente uno spruzzo per ogni narice. Sappiamo che i bambini, specie i più piccoli, hanno paura dell’ago e l’approccio needle-free (senza ago) riduce notevolmente lo stress da vaccinazione.

Quante dosi servono?

Dipende dai casi. Se si ha già ricevuto un vaccino antinfluenzale negli anni precedenti, sarà sufficiente una dose. Lo stesso accade per chi abbia almeno 9 anni, anche se non hai ricevuto un vaccino antinfluenzale.

Chi ha meno di 9 anni e non è mai stato vaccinato contro l’influenza deve fare due dosi a distanza di 4 settimane l’una dall’altra, specie se si tratta di un bambino a rischio di complicanze gravi.

Quali sono gli effetti collaterali?

Gli effetti collaterali sono quelli tipici del vaccino antinfluenzale. I più frequenti sono febbre bassa, naso che cola, mal di testa, sensazione generale di malessere. In genere dopo 48 ore questi sintomi spariscono. Di solito è sufficiente assumere del paracetamolo. Le reazioni allergiche gravi sono estremamente rari.

Bisogna considerare che siccome il virus inalato è vivo – anche se muore a 37 gradi – potrebbe diventare un problema per qualche giorno se il bambino convive con una persona gravemente immunodepressa. In questo caso si consiglia di vaccinare il bambino con il vaccino tradizionale.

Studi e fonti scientifiche di riferimento

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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