Sessualità

Periodo migliore per la fecondazione assistita: estate o inverno?

Estate o inverno per i trattamenti di fertilità? Scopri quali sono i vantaggi di entrambe le stagioni, i dati scientifici e come scegliere il momento migliore per realizzare il sogno di diventare genitori

La ricerca del momento perfetto per intraprendere un percorso di fecondazione assistita rappresenta un passo di fondamentale importanza per molte coppie. Spesso ci si domanda se l’estate sia effettivamente il periodo migliore per iniziare i trattamenti di fertilità o se la stagione fredda possa offrire garanzie migliori. Negli ultimi anni, una serie di dati scientifici di rilievo ha gettato nuova luce su questo argomento, evidenziando che i mesi estivi possono incrementare le probabilità di successo dei cicli di fecondazione in vitro (IVF).

Qual è il periodo migliore per la fecondazione assistita?

Dal punto di vista della biochimica cellulare, infatti, la maggiore disponibilità di luce solare e l’innalzamento delle temperature medie stimolano la sintesi ormonale, creando nell’organismo femminile condizioni biologiche più favorevoli per il concepimento. Parallelamente, l’analisi del liquido seminale ha dimostrato che lo sperma è circa due volte più attivo nei mesi di luglio e agosto rispetto a gennaio.

Questo non significa che l’inverno debba essere escluso: la stagione fredda si rivela altrettanto favorevole se si desidera concentrare tutte le energie sul trattamento. Dal punto di vista clinico non sussiste alcuna controindicazione medica specifica legata al periodo dell’anno. La scelta finale deve basarsi sulla serenità emotiva della coppia, tenendo conto del fatto che l’estate è biologicamente la stagione più calda e favorevole per concepire un bambino.

Estate e fecondazione assistita: perché le probabilità di successo possono aumentare

coppia in uno studio medico per capire quale sia il periodo migliore per la fecondazione assistita
Estate e fecondazione assistita: perché le probabilità di successo possono aumentare – www.ok-salute.it

I mesi estivi comportano una naturale modificazione dello stile di vita che influenza positivamente la biologia della riproduzione. L’allineamento con ritmi più rilassati, la concomitanza delle vacanze e il calo generalizzato delle tensioni professionali favoriscono una significativa riduzione del cortisolo e una crescita dell’intimità di coppia.

Questo stato di relax e serenità, unito a una maggiore quantità di tempo libero, si rivela estremamente utile per affrontare il carico emotivo di un trattamento di fecondazione assistita. Oltre ai fattori psicologici, la fisiologia risente positivamente dell’aumento della luce solare e delle temperature alte, parametri ambientali storicamente favorevoli all’avvio di una gravidanza.

Sperma più attivo in estate

Diversi studi confermano che la motilità degli spermatozoi raggiunge il suo picco in estate, attestandosi al 65,3% contro il 50% riscontrato nei mesi invernali. Questa spinta si riflette nei tassi di concepimento naturale e assistito, che passano dal 7,5% in inverno al 15,7% in estate, supportati da una capacità di impianto del feto che risulta superiore del 16% nei mesi caratterizzati da una maggiore luce diurna. Per queste ragioni, l’estate si rivela la stagione ideale per provare ad avere un bambino.

Luce solare e fertilità

L’irraggiamento solare agisce come un potente modulatore endocrino, influenzando direttamente l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi sia nell’uomo che nella donna. Studi clinici indicano che un’elevata esposizione solare nel giorno del prelievo degli ovociti si associa a un aumento del 28% delle probabilità di successo del trattamento.

Allo stesso modo, la presenza di una maggiore luce diurna garantisce un tasso di impianto embrionale superiore del 16% nei mesi con più ore di sole. Il meccanismo risiede in una biochimica cellulare che predispone l’endometrio all’accoglienza dell’embrione, ottimizzando la ricettività uterina.

La tabella seguente riassume i principali parametri clinici e di laboratorio modificati dall’andamento stagionale:

Parametro clinico Valore riscontrato in estate Fonte e correlazione biologica
Successo ovocitario +30% di probabilità di successo Ovociti prelevati in estate mostrano tassi di fertilizzazione superiori rispetto all’autunno
Impatto esposizione solare +28% probabilità di successo Un’elevata radiazione solare nel giorno del prelievo correla con esiti migliori
Tasso di nati vivi +30% nei mesi estivi Incremento significativo dei parti a termine per cicli avviati in estate e autunno
Tassi di concepimento 15,7% estate vs 7,5% inverno Raddoppio delle percentuali di successo complessive nel trimestre caldo
Motilità spermatica 65,3% estate vs 50% inverno Picco massimo della qualità cinetica dei gameti maschili
Attività seminale 2 volte più attivo in luglio-agosto Lo sperma mostra una vitalità raddoppiata rispetto al mese di gennaio

Inverno e fecondazione assistita: quando può essere la scelta migliore

Nonostante le percentuali biologiche spingano verso i mesi caldi, l’inverno si configura come un periodo altrettanto favorevole se si desidera rallentare il ritmo della vita sociale per concentrare il trattamento in un momento dell’anno privo di distrazioni.

Scegliere i mesi invernali permette di non sovrapporre le terapie mediche alle ferie estive, evitando di dover rinunciare alle esperienze di viaggio e al relax delle vacanze. Sotto il profilo strettamente cronologico, il fattore tempo e le probabilità complessive di successo sono in gran parte indipendenti dalla stagione, poiché la qualità embrionale finale rimane indistinta rispetto alla stagione dell’anno, garantendo tassi di gravidanza soddisfacenti pari al 27% in primavera e al 24% in autunno.

Quando scegliere l’inverno

L’opzione di intraprendere il percorso riproduttivo nei mesi freddi si rivela ottimale in base alle specifiche esigenze lavorative e organizzative della coppia. Questa situazione è ideale se l’obiettivo è concentrare l’iter diagnostico e terapeutico in un periodo dell’anno in cui la routine quotidiana è più strutturata.

Pianificare il ciclo in inverno consente di vivere i mesi caldi in assoluta libertà, senza l’obbligo di rinunciare alle esperienze delle vacanze o alle trasferte estive a causa dei monitoraggi ecografici ravvicinati. Dal punto di vista strettamente clinico, i parametri biologici legati alla riserva ovarica e alla fertilità sono indipendenti dal tempo meteorologico; la qualità embrionale resta indistinta rispetto alla stagione e questo rende l’inverno un momento altrettanto valido per i futuri genitori.

Quali fattori influenzano davvero il successo della fecondazione assistita

Il percorso di procreazione medicalmente assistita è governato da una pluralità di variabili biologiche e cliniche che superano l’influenza del meteo o del calendario, determinando l’esito finale del trattamento.

La tabella seguente evidenzia i fattori primari che determinano il successo terapeutico in modo del tutto slegato dal clima esterno:

Fattore clinico  Influenza sul trattamento Fonte di validazione medica
Qualità embrionale Determina la capacità di impianto e lo sviluppo fetale Indistinta rispetto alla stagione dell’anno
Fattore tempo Età materna e riserva ovarica basale della paziente Indipendente dal periodo di esecuzione del ciclo
Stato emotivo Il momento psicologico migliore per i futuri genitori Autonomo rispetto alle condizioni atmosferiche
Condizione clinica Presenza di patologie uterine, tubariche o andrologiche Rappresenta la base biologica di ogni trattamento
Stile di vita della coppia Peso corporeo, astensione dal fumo e corretta nutrizione Fattori indipendenti dall’alternanza dei mesi

L’analisi dei dati evidenzia che il successo del trattamento dipende da fattori indipendenti dal tempo cronologico, tra cui spiccano la qualità embrionale e la stabilità clinica della coppia. Il compito del centro di fertilità consiste nel correggere i difetti metabolici di base, a prescindere dal mese in cui si avvia la stimolazione.

Fonti e approfondimenti

Marica Musumarra

Giornalista iscritta all'Albo e SEO Copywriter, ha costruito la sua professione partendo da una profonda passione per la scrittura. Ha iniziato i suoi studi a Catania, laureandosi in Lettere Moderne, per poi trasferirsi a Parma dove ha conseguito la laurea magistrale in Giornalismo e Cultura Editoriale con lode. La sua tesi d'inchiesta sul ruolo delle donne dagli anni Trenta a oggi le è valsa la vittoria del primo premio CUG dell'Ateneo sul tema della parità di genere. Dopo aver lavorato in Emilia Romagna come vicedirettrice di ParmAteneo e in diverse agenzie di comunicazione, è rientrata in Sicilia. Oggi lavora come freelance per clienti in tutta Italia, in particolare nel settore medico-sanitario, con l’obiettivo di “tradurre” il linguaggio medico in testi accessibili e alla portata di tutti.
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