Alimentazione

Conosci il metodo 5-4-3-2-1 per una spesa senza sprechi?

Pianificare gli acquisti, includendo la giusta varietà di ingredienti, può aiutare a semplificare le scelte, ottimizzare i costi e seguire un’alimentazione equilibrata

Quando si fa la spesa, tra la fretta, le offerte e la mancanza di una lista ben definita, può capitare di fare acquisti impulsivi. Quante volte torniamo dal supermercato con buste piene di prodotti che non ci servono davvero? Magari, finiamo anche per dimenticare ciò che era realmente necessario, accumulare alimenti che restano in frigorifero fino a scadere e spendere più del previsto.

Per cercare di limitare gli sprechi e organizzarsi al meglio, online e sui social media hanno acquisito popolarità alcune strategie, tra cui il metodo 5-4-3-2-1. Scopriamo di cosa si tratta.

Come funziona il metodo 5-4-3-2-1

Una versione diffusa del metodo, che si basa su uno schema semplice, suggerisce di acquistare:

  • 5 verdure;
  • 4 frutti;
  • 3 fonti di proteine;
  • 2 fonti di carboidrati;
  • 1 “sfizio”.

I numeri si riferiscono alle tipologie di alimenti e non alle quantità acquistate, che possono essere adattate in base al numero di persone in famiglia e alle proprie abitudini. La logica è quella di costruire una base alimentare varia ma essenziale, sufficiente per preparare diversi pasti durante la settimana e senza fare scorta di cibi destinati a rimanere inutilizzati.

Nella selezione dei prodotti, è inoltre consigliabile privilegiare quelli di stagione, a beneficio della sostenibilità, del gusto e, in molti casi, anche del costo. Nel mese di giugno, ad esempio, si può puntare su verdura e frutta come zucchine, peperoni, cetrioli, sedano, pomodori, fragole, ciliegie, albicocche, anguria e melone.

Per le proteine, si può spaziare tra legumi, uova, carne, tofu, pesce o latticini, mentre per i carboidrati si può variare tra cibi come riso, orzo, farro, pasta, pane o patate. Lo “sfizio”, infine, è una piccola aggiunta a piacere, non indispensabile ma gratificante.

Perché provare i metodi per pianificare la spesa

donna che prepara in anticipo il cibo della settimana, pratica del batch cooking
Perché provare i metodi per pianificare la spesa – www.ok-salute.it

Più che per la formula numerica in sé, il metodo 5-4-3-2-1 può essere utile perché invita a fare una spesa ragionata. Così come il metodo 6 a 1, reso popolare dallo chef Will Coleman, che prevede 6 verdure, 5 frutti, 4 fonti di proteine, 3 di amidi, 2 salse o creme spalmabili e 1 “cosa divertente”.

Prima di acquistare, è comunque buona abitudine verificare cosa si ha già in casa, fare un inventario rapido di frigorifero e dispensa e preparare una lista. Al di là dello schema utilizzato, il punto centrale resta la pianificazione: adottando un approccio di questo tipo, si può comprare in modo più mirato e organizzato.

Anche strategie come il meal prep o il batch cooking, grazie alla preparazione anticipata dei pasti, possono aiutare sia a risparmiare tempo, sia a pianificare gli acquisti.

Metodo 5-4-3-2-1: un modello che si può adattare alle proprie esigenze

Ad ogni modo, il metodo 5-4-3-2-1 non rappresenta una regola rigida, né un modello nutrizionale da seguire alla lettera. Le esigenze alimentari e organizzative possono infatti variare da persona a persona. Ad esempio, coloro che seguono diete specifiche o famiglie numerose potrebbero avere bisogno di una varietà più ampia di ingredienti.

Lo schema, che non tiene conto di articoli come oli, spezie, erbe aromatiche, bevande o altri prodotti a lunga conservazione, è soprattutto uno strumento pratico per integrare l’acquisto di cibi freschi o di consumo frequente nell’arco di alcuni giorni. Offre un punto di partenza che si può adattare alle proprie abitudini, riducendo lo stress e orientandosi con maggiore facilità tra le innumerevoli opzioni disponibili.

Aurora Pianigiani

Collabora con OK Salute e Benessere e si occupa di comunicazione in ambito medico-scientifico e ambientale. Laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Firenze, si è formata nel settore dei media digitali e del giornalismo. Ha conseguito il Master in Comunicazione della Scienza e della Salute presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e contestualmente ha scritto articoli per testate giornalistiche che svolgono attività di fact-checking.
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