Salute

Perché le nuove generazioni di mamme sono sempre stanche?

Uno studio mette in discussione i modelli moderni: la stanchezza cronica dei neo-genitori non dipenderebbe solo dalle ore di sonno, ma dalle aspettative sociali e dall'isolamento

La stanchezza dei genitori moderni potrebbe dipendere dal modo in cui viviamo e consideriamo il riposo. Alcuni studi suggeriscono che aspettative rigide, isolamento sociale e modelli di sonno “perfetto” rendano la genitorialità contemporanea più faticosa rispetto al passato.

«Sono esausta, è una fatica costante». Questo grido d’aiuto arriva sempre più spesso sui forum di internet e secondo gli esperti fotografa una realtà su cui ragionare approfonditamente: la genitorialità contemporanea è sinonimo di privazione del sonno e stanchezza cronica. Eppure, secondo gli scienziati evoluzionisti, i nostri antenati cacciatori-raccoglitori potrebbero non aver mai sofferto quanto noi.

Recenti ricerche suggeriscono che il problema non sia quante ore dormiamo, ma come pensiamo al sonno e dove riposiamo.

Il paradosso dei numeri: i genitori dormono (quasi) quanto gli altri

Contrariamente alla credenza comune, i dati mostrano che i genitori non dormono drasticamente meno di chi non ha figli. Uno studio tedesco condotto su 40.000 persone ha rilevato che le madri di bambini sotto i sei anni dormono in media sette ore a notte: solo 10 minuti in meno rispetto alle donne senza figli.

Dati simili emergono da un’indagine statunitense del 2024 e da uno studio francese, dove la media sfiora le otto ore. Allora perché ci sentiamo così distrutti? La risposta risiede nella percezione della qualità. Mentre in Francia il 75% delle madri dichiara di non dormire abbastanza, nelle società di cacciatori-raccoglitori come gli Hadza della Tanzania, il concetto di “cattivo sonno” quasi non esiste.

Mamme sempre stanche: la trappola del “sonno consolidato”

Secondo David Samson, direttore dello Sleep and Human Evolution Lab dell’Università di Toronto, il problema è nato con la Rivoluzione Industriale. Abbiamo imposto a noi stessi l’obiettivo del “sonno tutto d’un fiato” per essere produttivi dalle 9 alle 17. «I nostri antenati non dovevano guidare auto o manovrare macchinari pesanti», spiega Helen Ball, direttrice del Durham Infancy and Sleep Centre. «Svegliarsi spesso era la norma, non un fallimento biologico».

Nelle società tradizionali, il sonno è frammentato ma sociale. Gli Hadza si svegliano frequentemente, ma si dichiarano soddisfatti. Per loro, dormire “come un sasso” è un concetto alieno e persino pericoloso.

Finché allattano è ok dormire con il bambino

Un altro fattore determinante è l’ambiente in cui si dorme. In Occidente, spingiamo i neonati a dormire in stanze separate, una pratica che gli antropologi definiscono bizzarra dal punto di vista evolutivo. James McKenna, della University of Notre Dame, ha coniato il termine “breastsleeping”: l’integrazione totale tra sonno materno e allattamento.

Le ricerche indicano che le madri che condividono il letto (seguendo le linee guida di sicurezza) si svegliano più spesso, ma si riaddormentano più velocemente e, soprattutto, tendono a dimenticare i risvegli. Non raggiungendo la piena coscienza durante l’allattamento notturno, il cervello percepisce il riposo come continuo, riducendo il senso di spossatezza il giorno successivo.

Mamme sempre stanche: cosa possiamo imparare?

La stanchezza dei genitori moderni è nutrita da:

  1. Mancanza di comunità: cresciamo figli isolati, senza il supporto del “villaggio”. Fino a qualche generazione fa, la donna dopo il parto era assistita non solo dal nucleo familiare ristretto, ma anche da zie e cugine. Si occupava “solo” dell’allattamento e del contatto fisico con il bambino.
  2. Aspettative rigide: l’ossessione per le 8 ore ininterrotte genera ansia quando il bambino si sveglia.
  3. Pressione lavorativa: il dovere di essere performanti in ufficio rende ogni risveglio notturno un ostacolo al successo professionale.

Ridurre le aspettative sul sonno “perfetto” e riscoprire una dimensione più naturale e meno solitaria della cura del neonato potrebbe essere la chiave per ritrovare l’energia perduta.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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