Salute

Nutrizione medica in oncologia: una risorsa fondamentale per pazienti e sistema sanitario

I Supplementi Nutrizionali Orali (ONS) sono una soluzione efficace per contrastare la malnutrizione e migliorare la qualità della vita, ma il loro accesso resta disomogeneo con forti differenze regionali

In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro (4 febbraio), su iniziativa della Senatrice Licia Ronzulli, Vicepresidente del Senato della Repubblica, e in collaborazione con FAVO RA OdV, Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, presso la Sala degli Atti Parlamentari, Biblioteca del Senato «Giovanni Spadolini», si è svolto l’evento “Quando nutrirsi è curarsi: il valore della nutrizione medica specializzata in oncologia. Una risorsa per il sistema sanitario, un diritto per tutti”.

La malnutrizione colpisce fino all’80% dei pazienti oncologici

L’incontro ha posto al centro una delle sfide più rilevanti ma ancora sottovalutate dell’assistenza oncologica: la malnutrizione, che colpisce fino all’80% dei pazienti con tumore e incide negativamente su sopravvivenza, tolleranza alle terapie, qualità di vita e sostenibilità del sistema sanitario.

«In Italia, circa il 60% dei pazienti oncologici è a rischio di malnutrizione già al momento della diagnosi. La cachessia (deperimento fisico e nutrizionale, ndr) e la sarcopenia (perdita di massa e funzionalità muscolare, ndr) colpiscono fino all’80% dei malati in fase avanzata, con conseguente aumento del 250% della mortalità, triplicazione delle complicanze e prolungamento significativo della durata delle degenze ospedaliere (+30%). Per questo motivo FAVO, già nel 2016, ha promosso, insieme ad AIOM e SINPE, la Carta dei diritti del malato oncologico all’appropriato e tempestivo supporto nutrizionale, uno dei pilastri delle Linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici del Ministero della Salute, approvate in Conferenza Stato-Regioni nel 2017», dichiara Francesco De Lorenzo, Presidente Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO).

«Tuttavia, a distanza di anni, solo poche Regioni le hanno recepite pienamente. Più recentemente, l’approvazione della mozione dalla Camera, che impegna il Governo a rendere il supporto nutrizionale parte integrante dei percorsi oncologici, e dell’emendamento alla Legge di Bilancio 2026, che introduce l’obbligo di registrare in cartella clinica gli esiti dello screening nutrizionale, rendendo dunque misurabile, tracciabile e quindi esigibile la presa in carico nutrizionale, rappresentano una svolta per superare le disuguaglianze e per facilitare l’inserimento degli Alimenti a Fini Medici Speciali (AFMS), veri e propri presidi terapeutici, nei LEA».

Nutrizione medica in oncologia: il ruolo dei Supplementi Nutrizionali Orali (ONS)

In questo contesto, un ruolo fondamentale è svolto dalla nutrizione medica attraverso gli Alimenti a Fini Medici Speciali (AFMS), espressamente formulati per la gestione dietetica dei pazienti e da assumere sotto controllo medico. Sono destinati all’alimentazione completa o parziale di persone con capacità limitata, disturbata o alterata di assumere, digerire, assorbire, metabolizzare o eliminare alimenti comuni o sostanze nutrienti, oppure con altre esigenze nutrizionali specifiche determinate da condizioni cliniche, che non possono essere gestite esclusivamente modificando la normale dieta.

Tra questi, i Supplementi Nutrizionali Orali (ONS) rappresentano una soluzione clinica efficace per contrastare la malnutrizione e hanno dimostrato benefici significativi sugli esiti clinici e sulla qualità di vita dei pazienti.

Quali sono i benefici per i pazienti e per il sistema sanitario

L’incontro in Senato è stato anche l’occasione per presentare la recente revisione narrativa europea condotta dall’Italian Intersociety Working Group for Nutritional Support in Cancer Patients, che conferma il ruolo centrale degli ONS, prescritti sotto supervisione clinica specialistica, nel migliorare in modo significativo gli esiti di salute nei pazienti oncologici.

«Le evidenze disponibili dimostrano che un supporto nutrizionale personalizzato nei pazienti oncologici ospedalizzati è associato a benefici clinici ben documentati a breve termine, tra cui il miglioramento della qualità di vita e una riduzione significativa della mortalità a 30 giorni. La prescrizione di ONS si associa a un miglioramento dello stato nutrizionale, in particolare della massa muscolare, e di quello funzionale, che è strettamente connesso alla qualità della vita», afferma Riccardo Caccialanza, Direttore della SC Dietetica e Nutrizione Clinica della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia e Professore Ordinario del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università degli Studi di Milano.

«Accanto ai benefici clinici, la nostra ultima revisione mette in luce anche l’impatto positivo degli ONS in termini di sostenibilità economica. L’impiego appropriato degli ONS è infatti associato a risparmi medi fino al 12% in ambito ospedaliero e al 9% nei contesti territoriali, grazie alla riduzione delle degenze prolungate, delle complicanze e delle riospedalizzazioni. Studi internazionali stimano che un supporto nutrizionale strutturato possa generare risparmi netti di diverse migliaia di euro per paziente, a fronte di costi di implementazione molto contenuti. Al contrario, la mancata identificazione e il trattamento della malnutrizione comportano un incremento significativo dei costi sanitari».

Nutrizione medica in oncologia: l’accesso agli ONS resta frammentato in Italia

Nonostante queste evidenze, in Italia gli ONS non sono ancora inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il rimborso è spesso lasciato alle singole Regioni, creando significative diseguaglianze e costi a carico dei pazienti e ostacolando così l’equità delle cure.

Un esempio virtuoso arriva dalla Regione Lombardia, che dal 2021 garantisce gratuitamente gli ONS ai pazienti oncologici in terapia attiva, previa prescrizione da parte dei centri identificati ed afferenti alla Rete di Nutrizione Clinica, istituita nel 2022. La Regione ha anche reso obbligatorio lo screening nutrizionale per tutti i pazienti ricoverati, prevedendo sanzioni economiche in caso di mancato rispetto delle disposizioni.

Le testimonianze: la malnutrizione come “malattia nella malattia”

Nel corso dell’incontro sono state condivise anche testimonianze dirette, come quella dell’attrice Rosanna Banfi, ospite dell’evento in Senato, che ha posto l’accento su un aspetto spesso trascurato del percorso di cura: «Quando si affronta una malattia, raramente qualcuno ti spiega cosa succederà al tuo corpo. Ti preparano alle terapie, non alle conseguenze che esse hanno sulla vita di tutti i giorni. Molti pazienti oncologici perdono peso e diventano più fragili, anche nell’aderenza alle cure, affrontando una malattia nella malattia: la malnutrizione. I trattamenti farmacologici possono alterare anche il gusto. Per me il sapore degli alimenti risultava distorto, amaro, con un retrogusto metallico, e questo ha minato appetito e qualità della vita».

«Oggi, sento il dovere di raccontare questa esperienza e di ricordare quanto la nutrizione medica specializzata sia fondamentale, perché prendersi cura della nutrizione significa prendersi cura della vita. Garantire a ogni paziente un supporto nutrizionale adeguato non è un’opzione, ma un diritto, legato alla salute e alla dignità di ogni persona».

Aurora Pianigiani

Collabora con OK Salute e Benessere e si occupa di comunicazione in ambito medico-scientifico e ambientale. Laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Firenze, si è formata nel settore dei media digitali e del giornalismo. Ha conseguito il Master in Comunicazione della Scienza e della Salute presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e contestualmente ha scritto articoli per testate giornalistiche che svolgono attività di fact-checking.
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