Bondage & co: perché si lega il piacere con il dolore

L'asfissiofilia, il soffocamento simulato come gioco erotico, è una forma di masochismo. Cosa spinge a provarla? Lo spiega l'esperto

Sesso estremo. Sesso in cui piacere e dolore si fondono. Sesso che a volte sfiora la morte. O ci scivola dentro, come è successo a Roma a una studentessa fuorisede pugliese, morta per soffocamento mentre praticava con un’altra ragazza e un ingegnere di 42 anni il breath play. Ovvero il gioco del respiro: le due donne, legate, avevano una corda attorno al collo. Muovendosi, come in una bilancia, si toglievano il respiro, mentre l’uomo osservava. Finché qualcosa è andato storto.

«In questo caso si parla di asfissiofilia, o ipossifilia: è una sottocategoria del masochismo o sadomasochismo», spiega Davide Dettore (puoi chiedergli un consulto), docente di psicopatologia del comportamento sessuale all’Università di Firenze. «Consiste nel provare una sensazione di soffocamento, che dovrebbe essere fermata prima che diventi pericolosa. Secondo chi la pratica, la mancanza di aria amplifica l’eccitazione e le sensazioni sessuali, rendendo più intenso il piacere e l’orgasmo».

Corde, sacchetti e bende su naso e bocca, insomma, aiuterebbero chi subisce un breath play a godere maggiormente. Ma si tratta, com’è evidente, di una pratica pericolosa. Che può sfuggire al controllo anche se si hanno a portata di mano forbici o coltelli per liberare le vittime. Anche se c’è una parola in codice predefinita per stoppare il gioco. Anche se si è seguito un corso apposito, dedicato allo Shibari (o kinbaku, prevede di legarsi con corde) e al kinbaku, come avevano fatto i tre protagonisti della vicenda.

Ma cosa spinge a provare esperienze sessuali estreme e pericolose? «Il bondage, così come l’asfissiofilia, è una pratica che permette a una parte di dominare, all’altra di sentrirsi umiliata e controllata», spiega Dettori «Molte teorie hanno provato a spiegare perché ci si sottoponga a rituali erotici come questi. Secondo alcuni, i masochisti si sentono forti perché sono in grado di tollerare il dolore. Secondo altri, il piecere è dato dalla perdita di controllo (che è concentrato nelle mani di un altro): un modo per andare contro all’ipercontrollo della persona imposto dalla società».

Inoltre, le aree di piacere e dolore, nel cervello, sono molto vicine. E la stimolazione di una di queste potrebbe, per effetto rebound (rimbalzo), ampliare la risposta dell’altra.

Nulla di sbagliato se il gioco è fatto tra persone consenzienti e in condizioni di sicurezza. Anzi, legare il proprio partner con un nastro, spiega il sessuolo, può essere un modo per stimolare la vita erotica, introducendo un aspetto di novità. Ma una parafilia (manifestazione inusuale della sessualità) può diventare patologica e diventare esclusiva. Trasformarsi, cioè, nell’unica via per accedere al piacere. In questo caso, il rischio è di provare esperienze sempre più estreme. E di correre rischi non calcolati.
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Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2011

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