Ansia per il futuro? È colpa di un’area del cervello

Ansia per il futuro

Uno studio americano ha scoperto che chi è particolarmente ansioso ha una zona del cervello, chiamata striato, più grande. Ora si apre la strada per nuove terapie

Incertezze, preoccupazioni per il domani, ansia. Alcune persone non riescono proprio ad aderire alla filosofia del pensiero positivo e si fanno travolgere dall’ansia per il futuro. Colpa del carattere dicono in molti. Sbagliato. La ragione è genetica.

Area del cervello più grande

Uno studio, condotto dal Dartmouth College negli Stati Uniti, ha dimostrato che le persone che vivono il proprio futuro con ansia hanno costituzionalmente
un’area neurale – in particolare lo striatodi dimensioni maggiori.
In pratica questa zona del cervello è più grande. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista dell’Associazione degli Psicologi Americani, Emotion.

Cos’è lo striato

Lo striato è un’area del cervello coinvolta nell’elaborazione delle emozioni legate alla gratificazione o all’attesa di qualcosa di gratificante per il futuro. Già in passato più di una ricerca collegava la sua attività ai disturbi d’ansia.

Lo studio

I ricercatori americani hanno messo sotto osservazione un gruppo di persone sane, dopo averli sottoposti ad alcuni questionari per misurare il loro grado di tolleranza alle incertezze che riserva il futuro. Successivamente hanno
osservato il loro cervello con la risonanza magnetica.

I risultati

Dai dati analizzati, chi risultava essere scarsamente in grado di sostenere l’incertezza del futuro, mostrava sistematicamente di avere uno striato di dimensioni maggiori rispetto a chi era meno preoccupato per il futuro e le sue
incertezze.

Il parere dell’esperto

«La cosa più sorprendente – ha spiegato Justin Kim, primo autore della ricerca – è che solo lo striato e non altre regioni neurali ha dimensioni diverse tra le persone a seconda della tolleranza individuale per le incertezze per il futuro. I risultati suggeriscono che le dimensioni dello striato di un individuo potrebbero riflettere il suo rischio di sviluppare disturbi d’ansia o anche disturbo ossessivo-compulsivo».

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