Dieta mima digiuno rallenta gli effetti dell’invecchiamento

Dieta mima digiuno

Arriva la conferma: il regime alimentare creato da Valter Longo aiuta a prevenire diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumore. Ecco uno schema-tipo di questa dieta

Un nuovo studio conferma gli effetti benefici della dieta mima digiuno, capace di favorire la prevenzione di malattie tipiche dell’invecchiamento.

La dieta è stata creata dal professor Valter Longo

La dieta mima digiuno è stata messa a punto da Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità della University of Southern California a Los Angeles e responsabile del laboratorio di Longevità e Cancro dell’IFOM di Milano, che ha coordinato anche il team di ricerca.

La nuova ricerca conferma uno studio precedente 

Già un precedente studio aveva dimostrato effetti anti-aging, ma si era limitato a farlo con gli animali. Ora questa nuova ricerca dimostra che seguire questo regime fa diminuire i fattori di rischio di diabete, di alcuni tipi di cancro e delle malattie cardiovascolari, della pressione sanguigna, del colesterolo, del fattore infiammatorio CRP, della molecola IGF-1 associata a cancro e invecchiamento.

La massa muscolare resta intatta

Diminuisce il grasso viscerale, quello più pericoloso, mentre rimane intatta la massa muscolare, che generalmente accade quando si affrontano diete particolarmente rigide. La sperimentazione clinica, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Translational Medicine, ha coinvolto 100 persone, che hanno seguito la dieta.

Ma in cosa consiste in pratica questa dieta?

Questo regime appunto imita il digiuno, puntando ad avere gli stessi effetti benefici, ma con il vantaggio significativo che ci permette di mangiare. Poco, ma si mangia. «La prima regola – dice Longo – è che tutto quello che ingeriremo durante i 5 giorni sarà al 100% vegetale: dovremo quindi evitare qualsiasi prodotto animale o di derivazione animale».

Gli zuccheri sono banditi

Grande spazio alle verdure cotte o crude condite con un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva. Non tutte però: si possono mangiare zucchine, pomodori, spinaci, broccoli, porri, cipolle, sedano, funghi, cavolo cappuccio, verza e fagiolini.

No a patate, legumi e soia 

Sono assolutamente da evitare le patate per l’alto contenuto di amidi e l’alto indice glicemico, i legumi e la soia per l’alto contenuto di proteine. Bisogna poi mangiare circa 20 grammi di frutta secca o qualche oliva. Va seguita per cinque giorni ogni mese o ogni tre mesi

Lo schema tipo della dieta

Come abbiamo detto i giorni in cui seguire questa dieta sono cinque: il primo prevede 1100 calorie. A colazione si può prendere del tè – se ne possono bere fino a quattro tazze al giorno – con una barretta ai cereali integrali. A pranzo e cena un minestrone o una zuppa preparata con le verdure che abbiamo elencato prima. Non dimenticate di condire con l’olio a crudo. Le proteine arriveranno principalmente dai 20 grammi di frutta secca: questa quantità di noci ha più o meno 140 calorie, di pistacchi o di mandorle 120.

Gli altri quattro giorni

Gli altri quattro giorni le calorie scendono a 800. Lo schema è quello del primo giorno, ma riducendo le porzioni. In commercio si trovano minestroni anche surgelati già pronti che contengono le verdure permesse: potete utilizzarli – e questo rende tutto più facile – perché sulla confezione sono scritte le proprietà nutrizionali. Naturalmente devono essere zuppe di sole verdure, con pochissimi grassi, conservanti o addensanti.

Francesco Bianco

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