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La terapia di coppia funziona ma a queste condizioni

Complici i vip che l’hanno sdoganata, si parla sempre più spesso di questo percorso come strumento per recuperare o mantenere una relazione felice. Ecco come funziona

Non è finita, finché non è finita. La terapia di coppia arriva solitamente come ultimo, disperato tentativo di salvare una relazione. In realtà è un sostegno psicologico che potrebbe essere preso in considerazione in anticipo per focalizzarsi sulla relazione, e non solamente sui problemi. Complici diversi vip che l’hanno sdoganata, a inizio anno c’è stato un notevole aumento di richieste di sedute. Più del 78% rispetto al 2021, secondo i dati di TherapyChat. Ecco in cosa consiste e i 5 benefici di questo percorso.

I vip che l’hanno provata e sdoganata

Da Will Smith a Justin Timberlake e Jessica Biel sono diversi i personaggi famosi ad ammettere di rivolgersi a un terapista di coppia. Ultimi, ma non certamente in ordine di importanza, Chiara Ferragni e Fedez che hanno mostrato parte delle sedute nella loro serie tv The Ferragnez. Una piccola rivoluzione, perché da quel momento si è iniziato a parlare di questo percorso come strumento per recuperare o mantenere una relazione felice. Ecco come funziona.

Gruppo San Donato

Il percorso psicologico prevede uno o due psicologi

Questo tipo di terapia è rivolto a entrambi i membri della coppia. Può esserci un solo terapista, ma spesso sono due, un uomo e una donna, in modo che ciascuno possa sentirsi più compreso. In alcuni casi, per esempio, si dialoga con l’esperto, mentre il secondo psicologo resta dietro un vetro oscurato per carpire anche il linguaggio non verbale di chi si trova nell’altra stanza. Il percorso a quattro, dunque, ha il compito di ristabilire un nuovo equilibrio e una presa di coscienza delle dinamiche conflittuali sorte, in campo neutro. Un approccio interessante è quello che intreccia comunicazione e gesti corporei, elaborato e approfondito da due esperti, Alberto Penna e Laura Fino, nel loro libro Al di là delle parole. Un modello di terapia di coppia basato sulla Connessione Interpersonale.

Le motivazioni alla base delle crisi di coppia sono diverse

Le motivazioni che spingono due individui a iniziare un percorso di terapia di coppia sono diverse. Le più comuni sono:

  • Tradimento;
  • Routine del rapporto;
  • Assenza di vita sessuale;
  • Difficile gestione dei figli;
  • Incompatibilità caratteriali;
  • Assenza di comunicazione;
  • Gestione dell’aggressività, del controllo e delle emozioni in generale.

C’è chi lo inizia quando subentra una crisi, chi dopo un episodio in particolare o ancora chi ci prova dopo un ritorno di fiamma, per evitare di commettere gli errori del passato.

Lo scopo della terapia di coppia è la consapevolezza

Nella coppia non si è “soltanto in due”. Oltre ai partner c’è un terzo fattore da considerare: la relazione. In questa ottica, nelle sedute si inizia a ragionare pensando non solo ai bisogni individuali, ma anche a quelli del rapporto. Lo scopo, quindi, è quello di guidare verso una nuova consapevolezza di sé, che non significa necessariamente ritrovarsi. Potrebbe anche far separare le strade, agevolando una separazione consensuale. L’importante è far emergere ciò che non si vede.

La coppia è come un icerbeg

L’incontro tra due persone che si scelgono avviene spesso senza rendersi conto che ciascuna porta con sé un proprio bagaglio di esperienze. Utilizzando una metafora, la coppia si lega con una sorta di contratto che somiglia a un iceberg.

La parte emersa che avvicina la coppia, è composta da:

  • richieste aperte e accettazione del/la compagno/a;
  • regole condivise tra i due partner;
  • scelte fatte insieme.

La parte sommersa che separa è costituita da:

  • vincoli inconsapevoli;
  • schemi famigliari che vengono ripetuti, anche inconsapevolmente;
  • bisogni non espressi;
  • aspettative che il partner corrisponda a un immaginario ideale.

C’è una condizione essenziale per iniziare una terapia di coppia

Non c’è un momento preciso. Non è un obbligo, né per forza un’ancora di salvezza di un rapporto. C’è però una condizione che tutti i terapisti tengono in considerazione prima di mettersi al servizio di due partner: la motivazione condivisa. Entrambi i partner devono decidere volontariamente di intraprendere il percorso.

Si può fare anche se non si è in crisi

Anche le coppie più funzionali possono trarre beneficio da una terapia. Le esperienze positive suggeriscono come la terapia di coppia si riveli utile anche per partner sani che sentono il desiderio di migliorare la comunicazione interna, rafforzare il legame e affrontare al meglio cambiamenti ed eventi stressanti.

I 5 benefici della terapia di coppia

Quali sono i cinque benefici, utili per chiunque si senta ancora incerto se iniziare o meno una terapia di coppia.

  1. Una maggiore comprensione di sé stessi e del partner;
  2. Riconoscere le proprie emozioni e stabilire cosa si desidera;
  3. Una maggiore vicinanza, in termini di fiducia e complicità emotiva e sessuale;
  4. L’accettazione del proprio passato e di quello del partner;
  5. L’accettazione dei difetti di entrambi e la spinta a migliorarsi.

La terapia di coppia funziona?

È stata condotta nel 2006 una ricerca scientifica italiana orientata sull’efficacia-inefficacia (ricerca sugli esiti), degli abbandoni precoci e delle indicazioni (ricerca sui trattamenti manualizzati) della terapia di coppia. Dai risultati è emerso che i partner che chiedono un aiuto specialistico ottengono diversi benefici, aumentando la percentuale di successo del percorso intrapreso. Gli amanti riescono con probabilità di successo a superare le situazioni di stallo per recuperare una dimensione comunicativa e relazionale più gioiosa.

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Simona Cortopassi

Classe 1980, è una giornalista iscritta all’Ordine regionale della Lombardia. Toscana d’origine, vive a Milano e collabora per testate nazionali, cartacee e web, scrivendo in particolare di salute e alimentazione. Ha un blog dedicato al mondo del sonno (www.thegoodnighter.com) che ha il fine di portare consapevolezza sull’insonnia.
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