Migliaia di coppie in Italia si sottopongono a percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), ma c’è una verità scomoda che molti centri non dicono: l’uomo è spesso il “grande ignorato” del processo. Nonostante i dati parlino chiaro, la medicina continua a considerare la fertilità un affare quasi esclusivamente femminile, trascurando diagnosi maschili che potrebbero cambiare radicalmente l’esito di una gravidanza.
Abbiamo affrontato la questione con il Prof. Giovanni M. Colpi, Direttore Scientifico e andrologo di fama internazionale, Direttore scientifico di Next Fertility Procrea, che lancia un monito durissimo: «Molti medici si limitano a guardare un referto seminale senza che l’uomo venga mai visitato da uno specialista. Non è etico e contravviene ai principi basilari della medicina».
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L’illusione della ICSI: «Basta uno spermatozoo qualsiasi»
Il punto di rottura nel dibattito sollevato dal Prof. Colpi riguarda l’uso (e l’abuso) della ICSI, la tecnica che inietta un singolo spermatozoo nell’ovulo. Paradossalmente, questa innovazione ha peggiorato l’attenzione verso la salute maschile. È passato il messaggio pericoloso che, siccome “ne basta uno”, la qualità di quello spermatozoo e la salute dell’uomo che lo produce siano irrilevanti.
Niente di più falso. Colpi definisce lo sperma come una “biopsia liquida”: un liquido seminale scadente non è solo un ostacolo al concepimento, ma un campanello d’allarme per la salute generale dell’uomo, correlato a rischi di infarto, diabete e neoplasie. Ignorare l’andrologo significa, dunque, ignorare la salute del padre e, potenzialmente, del nascituro.
Il ruolo dell’uomo nella PMA: lo scandalo dell’eterologa “precoce”

Ma l’aspetto più controverso è quello che riguarda le coppie spinte troppo in fretta verso la fecondazione eterologa (il ricorso a un donatore esterno). Secondo il Prof. Colpi, molte coppie si arrendono a questa soluzione non perché sia l’unica strada, ma perché i centri a cui si rivolgono non hanno le competenze tecniche per fare di meglio.
«Molte coppie vengono spinte verso l’eterologa troppo presto, solo perché il centro non ha le competenze microchirurgiche necessarie», spiega il Professore. Questo accade soprattutto nei casi di azoospermia non ostruttiva (NOA), la forma più grave di infertilità. Mentre molti centri alzano le braccia, l’eccellenza microchirurgica – attraverso la Micro-TESE – permette di trovare spermatozoi nel 57-59% dei casi, esplorando il testicolo al microscopio.
La chirurgia “al buio”
C’è poi una critica aperta alle tecniche tradizionali. Molti uomini vengono ancora operati con la TESE classica, che il Prof. Colpi non esita a definire una ricerca “al buio”: si asportano pezzi di tessuto sperando di trovare qualcosa, rischiando di danneggiare la produzione di testosterone e la salute ormonale del paziente. Al contrario, la Micro-TESE agisce con ingrandimenti fino a 36x, individuando solo i tubuli promettenti.
Il dibattito sul ruolo dell’uomo nella PMA: È una questione di business o di competenza?
Il messaggio del Prof. Colpi è un invito alla ribellione per le coppie: non accontentatevi. L’infertilità maschile è ancora un tabù dominato dall’omertà e da percorsi medici che “scorciano” verso la soluzione più facile (l’eterologa) invece di perseguire quella più completa (la microchirurgia).
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Giovanni M. Colpi
Il Professor Giovanni M. Colpi è un andrologo, urologo ed endocrinologo di fama internazionale, attuale Direttore Scientifico e Responsabile del Servizio di Andrologia presso il centro di medicina riproduttiva Next Fertility Procrea a Lugano (e attivo anche a Milano). Accademico Ordinario della European Academy of Andrology, vanta una formazione d'eccellenza arricchita da master alla Bocconi e all'Università di Ginevra. È considerato un pioniere assoluto e un'autorità mondiale nella MicroTESE, una tecnica microchirurgica d'avanguardia per il recupero di spermatozoi in casi di grave infertilità maschile (azoospermia), con una casistica personale di oltre 2.200 interventi. Già fondatore dell'istituto ISES di Milano, affianca alla pratica clinica un'intensa attività di ricerca: ha organizzato oltre 45 congressi ed è revisore per le più prestigiose riviste scientifiche internazionali del settore, promuovendo da sempre la prevenzione andrologica e il rigore etico nei percorsi di procreazione assistita.




