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Salute

Vaccino anti Covid: non sarà disponibile prima dell’estate 2021

Il team che sta lavorando al vaccino americano frena l'entusiasmo dopo i promettenti risultati della prima fase della sperimentazione. "Siamo solo all'inizio, è giusto che la gente lo sappia"

“Abbiamo superato solo la fase 1, ne restano altre tre”. Il dottor Carlos del Rio, che sta lavorando alla sperimentazione del vaccino anti Covid, smorza le speranze di avere un vaccino già nel prossimo autunno. Intervistato dalla rete televisiva americana Cnn, del Rio ha spiegato che i passaggi che mancano impiegheranno molto tempo. “Quello che ci hanno detto i risultati della fase 1 della sperimentazione è che il vaccino è sicuro – ha spiegato. – Inoltre è molto importante che si siano creati gli anticorpi neutralizzanti nel sangue di alcuni volontari”.

Vaccino anti Covid: nella fase 2 si capirà quale sia la dose giusta, nella 3 l’efficacia definitiva

“Nelle prossime fasi – ha continuato del Rio – dobbiamo capire quale sia la dose minima possibile che provoca la risposta immunitaria del nostro organismo. Nella fase 3 saranno coinvolte centinaia di persone e verranno divise in due gruppi. In questo modo potremo confrontare i risultati con il placebo per capire se il vaccino sia davvero efficace. Com’è facile intuire anche se tutto dovesse procedere come speriamo, ci vorranno diversi mesi per completare la fase 2 e la fase 3. Siamo solo all’inizio, è giusto che la gente lo sappia”.

La fase 3 dovrebbe partire a luglio 

“Ripeto – ha aggiunto – se tutto andrà nel modo migliore la nostra sperimentazione può terminare nel mese di gennaio 2021. Teniamo conto però che poi il vaccino dev’essere prodotto in quantità enormi. Serviranno miliardi di dosi di questo vaccino. Onestamente penso che non si riuscirà ad avere tutto questo prima dell’estate dell’anno prossimo e comunque sarà un record incredibile. Generalmente servono anni per mettere a punto un vaccino e renderlo disponibile al pubblico”.

Vaccino anti Covid: l’entusiasmo ha fatto fare un balzo anche alla Borsa

In effetti si era diffuso entusiasmo dopo la diffusione con una conferenza stampa dei risultati della fase 1 della sperimentazione del vaccino condotto dalla società americana Moderna insieme all’Istituto Nazionale di Malattie Infettive e Allergia degli Stati Uniti.

I ricercatori non hanno ancora pubblicato questi risultati su una rivista scientifica, ma hanno spiegato che i 45 volontari hanno sviluppato gli anticorpi contro la malattia, esattamente come i pazienti guariti. Ma c’è di più. I partecipanti hanno ricevuto dosi diverse di vaccino: 25, 100 e 250 microgrammi. Otto delle persone che hanno ricevuto le dosi di 25 e 100, quella bassa e la media per intenderci, hanno sviluppati gli anticorpi neutralizzanti in numero maggiore rispetto ai guariti da Covid-19. La dose maggiore è stata esclusa per gli effetti indesiderati.

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Il vaccino contiene un piccolo frammento del codice genetico del virus. Non è sufficiente per ammalarsi, ma è abbastanza per causare la risposta immunitaria.

Dubbi sul vaccino anti Covid studiato in Gran Bretagna 

Anche il vaccino portato avanti dall’Università di Oxford sta facendo la sperimentazione su volontari, ma i risultati non sono stati ancora rivelati. Ci sono però dubbi sull’efficacia dopo i primi risultati sul modello animale. I test hanno dimostrato che le scimmie avevano sintomi meno gravi e non sviluppavano la polmonite. Comunque non risultavano immuni al virus. “Se questi risultati saranno confermati anche sui volontari il vaccino fornirà una parziale protezione contro la malattia ma non sarà in grado di ridurre il contagio tra la popolazione” ha spiegato la professoressa Eleanor Riley dell’Università di Edimburgo.

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