Salute

Vaccini Covid dai 12 ai 15 anni: le risposte alle domande dei genitori

Presto anche gli adolescenti potranno ricevere la vaccinazione. Molti genitori sono preoccupati. Ecco perché non devono esserlo

Negli Stati Uniti i vaccini Covid dai 12 ai 15 anni sono ampiamente una realtà. Già centinaia di migliaia gli adolescenti hanno ricevuto la loro prima dose di Pfizer Biontech. La Food and Drug Administration, che è l’agenzia del farmaco americano, ha dato nelle settimane scorse il via libera. Per noi europei la data da segnare in agenda è il 28 maggio, quando l’Agenzia del Farmaco Europea darà il via libera all’utilizzo del vaccino Pfizer per i ragazzi che abbiano un’età compresa tra i 12 e i 15 anni. Sono però molti i genitori che hanno paura che la vaccinazione possa creare problemi con gli effetti collaterali ai propri figli. I presidi invece spingono perché il maggior numero possibile di studenti possa ricevere la vaccinazione prima della partenza dell’anno scolastico 2021-2022.

I dati raccolti sui vaccini Covid dai 12 ai 15 anni sono sufficienti?

Molti genitori vivono la paura che si sia corsi troppo nella sperimentazione dei vaccini per i ragazzi. Addirittura più veloci di quello che è successo con adulti e anziani. In realtà è una paura del tutto infondata. È normale infatti che la sperimentazione sia durata meno, visto che alcuni dati sono gli stessi della popolazione adulta. Il controllo degli enti regolatori del farmaco come la Fda e l’Ema sono assolutamente scrupolosi. Insomma possiamo fidarci senza dubbio.

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Ci sono effetti collaterali più importanti per i vaccini Covid dai 12 ai 15 anni?

Tutti gli esperti convergono sul fatto che non ci siano effetti collaterali diversi da quelli già studiati. Lo stesso ovviamente vale anche per gli adolescenti. Quindi è esclusa la possibilità che i ragazzi possano avere effetti collaterali specifici. Come avviene per gli adulti, gli effetti collaterali che possono arrivare dopo l’iniezione del vaccino del colosso americano sono perlopiù lievi o moderati, come febbre, male alle ossa e alle articolazioni e brividi. Se dopo la prima iniezione il ragazzino dovesse manifestare sintomi allergici, ecco che il medico potrebbe chiedere di non sottoporre l’adolescente anche alla seconda dose. Esattamente come già accade con gli adulti.

Quando rivolgersi al pediatra?

Come si diceva la stragrande maggioranza degli effetti collaterali sono tranquillamente gestibili dai genitori. Basta una tachipirina, un po’ di riposo, bere molti liquidi e mangiare leggero. Se la febbre è alta o il ragazzino si sente particolarmente stanco o c’è una reazione allergica è allora opportuno chiamare il pediatra che darà ai genitori tutte le istruzioni necessarie per affrontare la situazione.

Ci sono delle accortezze che un genitore deve avere prima della vaccinazione del figlio?

Come avviene per gli adulti, anche per i ragazzini non ci sono atti preparatori particolari prima di recarsi al centro in cui si sarà vaccinati. Naturalmente il genitore deve verificare che il figlio sia in buona salute fisica. Ad esempio se ha febbre o mal di gola è meglio rimandare l’appuntamento.

Vaccini Covid dai 12 ai 15 anni: arriverà anche per i bambini più piccoli?

La sperimentazione deve ancora concludersi, ma la stragrande maggioranza degli esperti sostiene che la risposta sia sì. La Food and Drug Administration sta già analizzando i dati per estendere a breve la raccomandazione del vaccino anche a quella fascia della popolazione con un’età inferiore ai 12 anni. Dopo il sì della Fda, come sta sempre succedendo, accadrà la stessa cosa anche in Europa.

Perché è importante vaccinare i bambini e i ragazzi?

Per affrontare una pandemia di natura virale com’è quella di Covid 19, occorre vaccinare il più alto numero di persone possibile. Quindi è sicuramente corretto cominciare dalle fasce di popolazione più a rischio come gli anziani, i super anziani, le persone con malattie croniche e con problemi al sistema immunitario. Ma per proteggere l’intera popolazione bisogna vaccinare anche i ragazzini e i bambini che altrimenti possono rappresentare un importante serbatoio per l’infezione.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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