Salute

Tutti i falsi miti sulla tiroide. Parola di esperti

Per la Settimana Mondiale dedicata alla Tiroide un gruppo di esperti risponde alle domande più comuni

Resistono molti falsi miti sulla tiroide, nonostante le malattie collegate a questa ghiandola siano molto diffuse. La tiroide è una ghiandola endocrina. Produce gli ormoni tiroidei che rilascia nei vasi sanguigni. Gli ormoni tiroidei regolano, fra le altre cose, il battito cardiaco, la temperatura corporea e soprattutto il metabolismo. Ecco perché è così importante tenerla sotto controllo

La terapia con levotiroxina fa ingrassare?

“Con l’ipotiroidismo lieve, che è quello più diffuso, in genere non si prende peso. I pazienti con la forma grave invece possono avere sovrappeso. Peraltro i pazienti obesi possono avere alterazioni modeste degli esami di funzione tiroidea, che vanno correttamente inquadrati dall’endocrinologo. In ogni caso, l’uso di farmaci a
base di ormone tiroideo a scopo dimagrante non è adeguato né efficace, e presenta rischi per la salute”. La professoressa Anna Maria Colao è presidente della SIE, Società Italiana Endocrinologia.

Gruppo San Donato

I bambini possono avere problemi alla tiroide?

“La tiroide è un organo fondamentale per la crescita. Le malattie tiroidee possono manifestarsi già alla nascita. Da decenni viene effettuato alla nascita lo screening per l’ipotiroidismo. Questo esame dà la possibilità di diagnosi e trattamento tempestivo, garantendo un normale sviluppo psicofisico. Altre patologie simili a quelle dell’adulto possono insorgere nell’infanzia e nell’adolescenza, agevolmente identificabili e curabili dal
pediatra endocrinologo”. La professoressa Mariacarolina Salerno è presidente della SIEDP, Società Italiana di
Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica.

Cosa è importante sapere sul sale iodato?

“Un’adeguata nutrizione con lo iodio consente di prevenire la maggior parte delle patologie tiroidee. La legge 55 del 2005 ha introdotto un programma nazionale di iodoprofilassi tramite il sale iodato, che ha migliorato
considerevolmente lo stato nutrizionale iodico della popolazione. Tutti possono usare il sale iodato, anche le persone con patologie tiroidee. Lo iodio, contrariamente a quanto si crede, non si respira ma si assume attraverso l’alimentazione”. Antonella Olivieri è responsabile Scientifico dell’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia.

Anche da anziani bisogna curare la tiroide?

“Le malattie della tiroide sono molto comuni nell’anziano. I sintomi però possono avere caratteristiche peculiari e non essere facilmente distinguibile da eventuali altre patologie. È importante non limitarsi al semplice dosaggio del TSH. È sempre consigliato rivolgersi allo specialista che valuterà se, quando e come intervenire con una terapia nel quadro globale di salute della persona”. Il professor Fabio Monzani è membro della SIGG, Società Italiana di Geriatria e Gerontologia.

Ci possono essere difficoltà nella deglutizione?

“In caso di fastidio o difficoltà alla deglutizione spesso è data la responsabilità alla tiroide. Va detto che solo una tiroide molto ingrossata, e in particolare noduli di grandi dimensioni, può portare a una reale difficoltà alla deglutizione. Andrebbero valutate con attenzione cause più comuni, quali esofagite da reflusso o faringite”. Il professor Francesco Frasca è membro del comitato esecutivo dell’ETA, European Thyroid Association.

Quali sono i legami concreti tra tiroide e ansia?

“Ansia, irritabilità, insonnia e altri segni di malessere psicologico possono essere legati al malfunzionamento della tiroide, in particolare ipertiroidismo, e normalizzarsi con adeguata terapia della disfunzione. Peraltro disturbi legati ad ansia patologica sono molto frequenti in generale. Il riscontro di normali esami di funzione tiroidea
permette di escludere un legame con disfunzioni della ghiandola”. Il professor Franco Grimaldi è presidente dell’AME, Associazione Medici Endocrinologi.

Cos’è la tiroide secca, tanto pubblicizzata su internet?

“Tra le fake news che circolano in internet, una molto diffusa riguarda la tiroide secca. Si legge spesso che si tratti di un farmaco naturale e che sia meglio delle medicine a base di ormoni tiroidei. In realtà i preparati a base di tiroide secca di origine animale contengono quantità di ormoni tiroidei assai variabili. Il loro uso non presenta alcun vantaggio rispetto alle preparazioni di ormoni purificati e titolati con esattezza”. Il professor Luca Chiovato è Past President dell’A.I.T. Associazione Italiana della Tiroide.

Le radiazioni a cui si è esposte attraverso le mammografie di screening, possono causare danno alla tiroide?

“Non esiste alcun pericolo di danni alla tiroide, e in particolare di insorgenza di tumori, legato allo screening mammografico, procedura preziosa per la diagnosi precoce del cancro al seno. La radioattività erogata è molto bassa e le radiazioni comunque non colpiscono la tiroide. L’uso di collari piombati è non solo inutile ma
dannoso perché può alterare il risultato della mammografia”. La dottoressa Maria Cristina Marzola è membro dell’AIMN, Associazione Italiana Medicina Nucleare.

La scintigrafia tiroidea comporta un’esposizione a radiazioni elevate, bisogna tenerne conto nel programmare una gravidanza? Possono aumentare significativamente il rischio di insorgenza di tumori maligni?

“La scintigrafia tiroidea è un’indagine diagnostica che comporta l’esposizione a dosi molto basse di radiazioni. La sostanza radioattiva somministrata si concentra in maniera pressoché esclusiva nella tiroide e l’irradiazione di altri organi, compresi quelli riproduttivi, è trascurabile. Non esiste alcun problema per la programmazione di gravidanze, né per il rischio di sviluppare tumori. La terapia con iodio radioattivo serve a distruggere residui di tessuto tiroideo tumorale, o tessuto tiroideo iperfunzionante. La radioattività però si concentra elettivamente nel tessuto tiroideo. Il tessuto tiroideo “capta” lo iodio radioattivo allo stesso modo di quello non radioattivo. È in grado di distruggerlo “selettivamente”, irradiando gli altri organi solo in misura minima e non pericolosa”. La dottoressa Maria Cristina Marzola dell’AIMN, Associazione Italiana Medicina Nucleare.

Gli interventi mininvasivi e robotici della tiroide hanno meno complicanze?

“La probabilità di complicanze negli interventi sulla tiroide non è correlata con la tecnica impiegata. Gli interventi mininvasivi sono preferiti per la possibilità di avere sul collo segni quasi invisibili. Queste tecniche però sono riservate alle tiroidi ed ai noduli più piccoli. La chirurgia della tiroide va sempre più verso un approccio personalizzato su ogni singolo paziente e sulle caratteristiche della ghiandola e del nodulo”. Il professor Pietro Giorgio Calò è presidente della SIUEC, Società Italiana Unitaria di Endocrinochirurgia.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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