Salute

Tumore al pancreas: l’intelligenza artificiale può scoprirlo con 3 anni di anticipo

Un nuovo modello di AI sviluppato dalla Mayo Clinic riesce a individuare i segni invisibili del tumore più letale quando è ancora curabile, superando la precisione dei radiologi

Il tumore al pancreas è spesso definito dai medici come il “killer silenzioso”. A differenza di altre patologie, i suoi sintomi iniziali sono vaghi, come un leggero mal di schiena, stanchezza o una digestione difficile, e quando finalmente “alza la voce”, è spesso troppo tardi.

Oggi però, una rivoluzione tecnologica promette di cambiare le regole del gioco. I ricercatori della Mayo Clinic hanno annunciato lo sviluppo di REDMOD, un modello di intelligenza artificiale capace di rilevare il cancro al pancreas fino a tre anni prima della diagnosi clinica tradizionale.

Cancro al pancreas e intelligenza artificiale: la sfida al tumore invisibile

L’adenocarcinoma duttale pancreatico è la forma più comune e letale di questa malattia. Il problema principale? Circa l’80% dei casi viene diagnosticato quando il cancro si è già diffuso, rendendo impossibile l’intervento chirurgico, che ad oggi resta l’unica speranza di guarigione.

L’occhio umano, anche quello del radiologo più esperto, fatica a individuare i cambiamenti infinitesimali dei tessuti nelle fasi precoci. È qui che entra in gioco REDMOD (Radiomics-based Early Detection MODel).

I risultati dello studio: l’AI vede ciò che l’uomo non vede

Nello studio i ricercatori hanno testato l’algoritmo su centinaia di scansioni TC di 219 pazienti. Queste immagini erano state originariamente refertate come “normali” dai radiologi, ma i pazienti avevano poi sviluppato il tumore mesi o anni dopo.

I dati emersi sono sorprendenti:

  • Previsione anticipata: l’AI ha individuato la “firma invisibile” del tumore con una media di 475 giorni di anticipo rispetto alla diagnosi reale.
  • Precisione superiore: REDMOD ha identificato correttamente il cancro nel 73% dei casi, contro il misero 39% ottenuto dai radiologi umani sulle stesse immagini.
  • Lungo termine: in casi analizzati due anni prima della comparsa dei sintomi, l’AI è stata tre volte più accurata dei medici (68% contro 23%).

Una speranza per lo “Stadio 0”

«Il più grande ostacolo nel salvare vite dal cancro al pancreas è stata la nostra incapacità di vedere la malattia quando è ancora curabile», ha dichiarato il Dr. Ajit Goenka, radiologo della Mayo Clinic e autore principale dello studio.

Grazie a questa tecnologia, i medici sperano di poter intercettare la malattia allo Stadio 0. Individuare il cancro in questa fase significa passare da una condanna a morte quasi certa a una patologia gestibile e, in molti casi, eliminabile.

Cancro al pancreas e intelligenza artificiale: verso il futuro della prevenzione

Sebbene lo studio richieda ulteriori validazioni su una popolazione più diversificata, i ricercatori sono ottimisti: il sistema è completamente automatizzato e pronto per essere integrato nei flussi di lavoro clinici.

Il paradigma sta cambiando: non aspetteremo più che il cancro si manifesti con i sintomi, ma useremo l’intelligenza artificiale per intercettarlo mentre è ancora un’ombra silenziosa nei nostri organi.

Si possono leggere i risultati sulla prestigiosa rivista scientifica Gut.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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