Alimentazione

Vegetariani: meno rischi per 5 tumori, ma attenti a esofago e colon

Un maxi-studio su 1,8 milioni di persone rivela: l'assenza di carne riduce il rischio di tumori a seno e prostata, ma raddoppia quello esofageo. Il ruolo chiave di nutrienti e cibi ultra-processati

La scelta di eliminare la carne dalla propria tavola è spesso dettata da ragioni etiche o di salute, ma i risultati di una imponente ricerca dell’Università di Oxford, pubblicata sulla rivista scientifica BMC Medicine, suggeriscono che il quadro sia più sfaccettato del previsto. Se da un lato l’alimentazione vegetariana si conferma uno scudo contro diversi tumori, dall’altro emergono rischi inaspettati per il tratto digerente.

Lo studio, che ha analizzato i dati di oltre 1,8 milioni di persone, indica che i vegetariani hanno fino al 31% di probabilità in meno di sviluppare tumori a pancreas, prostata, seno, reni e mieloma multiplo rispetto a chi consuma carne. Tuttavia, la ricerca evidenzia un dato controcorrente: il rischio di tumore all’esofago quasi raddoppia (+93%) tra chi esclude carne e pesce.

I benefici: perché la dieta vegetariana protegge

La riduzione del rischio per alcuni tipi di cancro sembra essere legata a diversi fattori biologici e antropometrici:

  • peso corporeo: i vegetariani tendono ad avere un indice di massa corporea (BMI) inferiore. L’obesità è un noto driver per il tumore al pancreas, poiché l’eccesso di grasso addominale può scatenare l’insulino-resistenza.
  • salute renale: chi consuma proteine animali presenta livelli più alti della molecola Kidney Injury Molecule-1, legata ai danni renali. I vegetariani, avendo livelli più bassi, mostrano una protezione del 28% in più contro il tumore al rene.
  • additivi e carne processata: La riduzione di nitrati e nitriti (spesso usati nei salumi) contribuisce a diminuire l’incidenza di tumori a seno (-9%) e prostata (-12%).

Il “caso” dell’esofago e del colon: i rischi inaspettati

Il dato più sorprendente riguarda il tumore all’esofago. Non è ancora del tutto chiaro perché chi mangia carne sia più protetto, ma gli esperti ipotizzano che alcuni nutrienti essenziali presenti nella carne rossa, come il ferro eme, lo zinco e le vitamine del gruppo B, possano svolgere un ruolo difensivo specifico per le cellule del condotto alimentare.

Ancora più dibattuto è il dato sui vegani e il tumore al colon-retto: Secondo lo studio, i vegani hanno mostrato un rischio superiore del 40% di sviluppare cancro all’intestino rispetto ai mangiatori di carne.

La spiegazione potrebbe risiedere nella carenza di calcio. Ricerche precedenti suggeriscono che il calcio (abbondante nei latticini) sia un potente fattore protettivo per l’intestino. “Non è una condanna del veganesimo,” chiarisce la Dr.ssa Shireen Kassam, “ma un monito: ogni dieta deve essere nutrizionalmente ben pianificata”.

L’importanza dell’equilibrio

Il Professor Tim Key dell’Università di Oxford, co-autore dello studio, sottolinea che dare priorità a frutta, verdura e fibre rimane la strategia vincente. Tuttavia, avverte che i vegetariani devono prestare attenzione a integrare i nutrienti mancanti.

D’altro canto, esperti come il Prof. Jules Griffin suggeriscono che la “dieta ottimale” potrebbe non essere quella priva di carne, ma quella mediterranea, dove pesce e carne sono consumati con moderazione, garantendo così l’apporto di ferro e calcio senza gli eccessi dei cibi ultra-processati.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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