In occasione della Giornata Mondiale della Tiroide, che si celebra il 25 maggio, i riflettori si accendono sui sintomi della tiroide, una ghiandola tanto piccola quanto fondamentale per il corretto funzionamento del nostro intero organismo. Per fare il punto sulle ultime novità terapeutiche, sui sintomi da non sottovalutare e sull’impatto dell’alimentazione, abbiamo intervistato il Professor Alessandro Marugo, medico endocrinologo e responsabile del Centro Tiroide presso l’IRCCS Policlinico San Donato di Milano.
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I sintomi della tiroide? Dipendono dalla causa del problema
Professor Marugo, quali sono i principali campanelli d’allarme che dovrebbero spingerci a controllare la tiroide?
«Dipende dal tipo di problema. Se parliamo di malattie funzionali, cioè quando la tiroide funziona troppo o troppo poco, i sintomi sono opposti. Nel caso dell’ipotiroidismo, quando la tiroide lavora meno del dovuto, i segnali tipici sono stanchezza cronica, affaticabilità, tendenza ad aumentare di peso, sensazione costante di freddo e colesterolo alto.
Al contrario, nell’ipertiroidismo, quando la tiroide lavora troppo, il paziente avverte tachicardia, agitazione, tremori, sudorazioni calde e un dimagrimento improvviso.
Se invece ci troviamo di fronte a patologie nodulari, i campanelli d’allarme sono locali: un senso di fastidio alla gola, difficoltà a deglutire, la presenza di linfonodi ingrossati nel collo o una sensazione di ingombro. In questo caso, il primo passo è sempre un controllo ecografico».
Rimedi: la chirurgia è un passaggio obbligato?

Una volta individuato il problema, quali sono i rimedi? La chirurgia è sempre necessaria?
«Assolutamente no. Per i deficit funzionali la terapia è medica: se la tiroide funziona meno si assume l’ormone tiroideo sostitutivo; se lavora troppo, si usano farmaci specifici per bloccarne l’azione.
La chirurgia diventa la soluzione principale davanti a noduli molto grossi o in caso di tumore della tiroide. Tuttavia, l’evoluzione medica ci permette oggi di essere sempre meno invasivi. In casi selezionati si ricorre all’alcolizzazione, ovvero l’immissione di alcol nei noduli misti per ridurli, o alla termoablazione, una tecnica che tramite laser o radiofrequenze ‘brucia’ i noduli benigni riducendone il volume senza toccare il bisturi. Inoltre, anche quando operiamo, cerchiamo di passare dalla rimozione totale alla lobectomia, togliendo cioè solo la parte di tiroide malata».
I nuovi trattamenti
Al Policlinico San Donato utilizzate una tecnica d’avanguardia per l’agoaspirato. In cosa consiste il sistema ThinPrep?
«L’agoaspirato è necessario quando l’ecografia mostra noduli sospetti: scuri, molto vascolarizzati, in crescita o con microcalcificazioni. Tradizionalmente, le cellule prelevate vengono strisciate su un vetrino. Al San Donato utilizziamo invece il ThinPrep, una citologia a strato sottile di livello superiore.
Il materiale prelevato viene inserito in una macchina speciale che filtra il sangue, la fibrina e i detriti, aumentando enormemente l’attendibilità della lettura. Il grande vantaggio è che, se su quelle cellule si rendono necessari esami di biologia molecolare per cercare mutazioni genetiche, possiamo farli direttamente sullo stesso campione. Con il metodo tradizionale, invece, il paziente sarebbe costretto a ripetere un secondo agoaspirato».
Tiroide e alimentazione

Il tema della Giornata Mondiale di quest’anno è l’alimentazione. Cosa fa bene e cosa fa male alla tiroide?
«La tiroide è una sorta di filtro che trattiene sia le cose buone, sia quelle cattive che assumiamo. Per proteggerla, andrebbe ridotto il consumo di alimenti che possono ostacolarne il funzionamento, come cavoli, cavolfiori e broccoli, specialmente se mangiati crudi. Attenzione anche ai farinacei raffinati (come la farina 00), che aumentando l’insulino-resistenza peggiorano l’efficienza tiroidea.
Al contrario, via libera a ciò che fa bene: sale iodato, pesce e frutti di mare. Recenti studi scientifici dimostrano inoltre che sostanze come lo iodio, il selenio, la vitamina C e la vitamina D sono pilastri fondamentali non solo per la prevenzione, ma vengono da noi specialisti utilizzate come una vera e propria cura in alcune patologie».
Sintomi della tiroide: quanto incide sull’aumento di peso?
Chiudiamo con un classico dubbio: quanto c’è di vero sul legame tra tiroide e aumento di peso? Si ingrassa davvero così tanto?
«In parte si tratta di un luogo comune. Tutto dipende da quanto la tiroide sia effettivamente compromessa. Se la ghiandola funziona un 10% in meno rispetto alla norma, si assiste a un lieve rallentamento del metabolismo che può portare a prendere tre, quattro o al massimo cinque chili; parliamo di poca roba. Se invece il deficit è nettamente più grave, l’aumento di peso può essere più importante. La buona notizia è che si tratta di un effetto assolutamente reversibile: non appena il paziente inizia la terapia sostitutiva corretta, il peso corporeo torna progressivamente alla normalità».
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Alessandro Marugo
Il Prof. Alessandro Marugo è medico endocrinologo e responsabile del Centro Tiroide presso l’IRCCS Policlinico San Donato. Dal 2003 è stato dirigente medico nel reparto di Endocrinologia – Centro della Tiroide dell’Ospedale Galliera di Genova e Professore in Endocrinologia c/o Scuola di specializzazione in Otorinolaringoiatria – Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Genova.
Con oltre 25 anni di esperienza nello studio e nella cura delle patologie e dei disturbi legati al malfunzionamento del sistema endocrino, la sua attività clinica si concentra sulle patologie tiroidee e paratiroidee. Ha eseguito oltre 262 mila ecografie tiroidee e 24 mila agoaspirati tiroidei ed alcoolizzazioni tiroidee. In Policlinico effettua visite, ecografie e agoaspirati tiroidei.
La sua area di studio comprende: le patologie tiroidee, i noduli tiroidei, lo screening tiroideo pre-gravidanza, patologia paratiroidea, patologie surrenaliche, patologie ovariche, irsutismo e alopecia, menopausa e osteoporosi, sovrappeso e obesità, patologia ipofisaria, patologie pancreatiche, andrologia ed impotenza, visite di medicina interna.
Membro attivo della AME – Associazione Medici Endocrinologi Italiani, della AIT – Associazione Italiana della Tiroide, ATA – American Thyroid Association, S.I.E.D.P. Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica, della Società italiana della Menopausa e della SIE Società italiana di Endocrinologia. Partecipa attivamente a congressi nazionali e internazionali di settore.




