Salute

Terza dose del vaccino al via in Italia: cosa dicono gli studi svolti finora

Mentre parte la vaccinazione per i pazienti fragili e fragilissimi nel nostro Paese, arriva un nuovo studio israeliano

Da oggi lunedì 20 settembre ha preso il via la campagna per l’iniezione della terza dose del vaccino anti Covid in Italia. Si stima che saranno 3.000.000 le persone interessate. Sono pazienti definiti fragili, come ad esempio chi ha subito un trapianto o gli immunocompromessi. Della partita fanno parte anche coloro che soffrano di grave insufficienza renale o che siano in dialisi, o chi abbia subito la rimozione della milza. Anche i pazienti con AIDS, su raccomandazione del medico, possono ricevere la terza iniezione. Le evidenza scientifiche dimostrano che queste persone hanno un significativo beneficio dalla terza dose. Ricordiamo che va somministrata ad almeno 28 giorni di distanza dalla seconda.

Terza dose del vaccino: differenza tra terza dose ai fragili e booster

La maggior parte di loro sarà chiamata direttamente dagli ospedali o dalle Asl dove si stanno curando. Si vaccineranno direttamente in ospedale o in centri specialistici. Chi non avesse ricevuto la chiamata, può contattare i call center della sanità della regione in cui risiedono.

Gruppo San Donato

Per quanto riguarda quello che i medici chiamano booster invece non c’è ancora unanimità sui benefici. Booster in inglese è proprio il nome che si dà al richiamo vaccinale, come quello che si fa ad esempio ogni dieci anni contro il tetano. Interessa tutta la popolazione, quindi non i fragili. Si effettua per ripristinare un’adeguata risposta immunitaria. Succede per molti vaccini.

Terza dose del vaccino: prudenza da parte delle agenzie del farmaco internazionali

Al momento sia l’Agenzia europea del farmaco, sia quella americana non sono d’accordo nel procedere al booster a tutta la popolazione. La Federal Drug Administration sta per dare il parere positivo per le persone sopra i 65 anni. Com’è noto l’età è uno dei fattori di rischio di Covid. Uno studio che ha analizzato i dati finora disponibili sconsiglia una terza dose di massa. Ecco perché.

Il nuovo studio israeliano: quanto aumenta la copertura vaccinale con la terza iniezione?

Ora arriva da Israele un nuovo studio che si occupa proprio della terza dose del vaccino Pfizer. I risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine. Il Paese ha già approvato da tempo la somministrazione della terza dose del vaccino ai suoi cittadini che abbiano compiuto almeno 60 anni. Dalla seconda iniezione al booster erano passati almeno cinque mesi. Coloro che abbiano ricevuto la terza dose hanno avuto un forte aumento della risposta degli anticorpi. Nel dettaglio hanno avuto 19 volte in meno la possibilità di avere i sintomi gravi di Covid 19, mentre il rischio di contagio è sceso di 11 volte.

Efficacia contro Delta torna al 95%

Lo studio è robusto, perché i ricercatori hanno potuto utilizzare i dati di 1.137.804 persone. Dopo 12 giorni anche con la variante Delta, l’efficacia del vaccino torna a  circa il 95%, un valore simile all’efficacia del vaccino «originale» riportata contro la variante Alfa.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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