Salute

Stai invecchiando bene o male? Scopri che tipologia di over 60 sei

Un'indagine sulla popolazione italiana ha individuato tre categorie di anziani in base alla loro attitudine alla vita. Le parole chiave che li differenziano: vitalità, resilienza e disimpegno

Gli anziani di oggi non sono certo quelli di ieri. Perfino i geriatri ne hanno dovuto prendere atto. Stabilendo, al Congresso nazionale della Società italiana di gerontologia e geriatria di qualche anno fa, che oggi non si diventa più anziani a 65 anni, ma a 75 anni. L’asticella è stata alzata dando il via a quella che poi tutti hanno ribattezzato come la rivoluzione dell’età. Per capire se si sta invecchiando bene o male può essere d’aiuto un’indagine recentemente condotta da Doxa Pharma per Nutricia Fortifit, che ha identificato, dopo aver intervistato 500 italiani con più di 60 anni, tre categorie di persone. Perennials, Silver lines e Gloomers.

I primi si mantengono energici e vitali anche dopo i 60 anni. Per loro la sopraggiunta maturità rappresenta l’occasione di fare quello che non hanno mai avuto possibilità di fare prima nella vita, magari per lavoro o motivi famigliari. I secondi, invece, sono ancora abbastanza dinamici, ma alternano sentimenti di speranza a preoccupazioni e incertezze. Più negativo il quadro dei terzi, che vivono questa fase della loro vita con molta stanchezza e un po’ di sconforto.

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Se sei un perennials come il 40% delle persone che ha risposto all’indagine, significa che hai in media 70 anni, c’è molta probabilità che tu sia un uomo e la tua parola chiave è “vitalità“. Gli anziani che appartengono a questa categoria, infatti, hanno un atteggiamento fortemente proattivo nei confronti della vita. Amano andare alla ricerca di nuove esperienze e si sentono pieni di energia. Il 69% di loro utilizza attivamente i mezzi digitali per esplorare nuovi luoghi e conoscenze. Il 63% è attento a quello che mangia (in fondo troverete dei consigli sullo stile di vita per invecchiare bene) e il 40% si interessa alla propria forma fisica e fa sport regolarmente. Per i perennials la terza età è finalmente l’occasione per fare quello che non hanno mai avuto possibilità di fare prima.

Silver lines

La parola chiave dei silver lines (da “silver”, che significa argento, tipico colore dei capelli dei senior), è invece “resilienza“. Sono persone, anche in questo caso in media di 70 anni, che si mantengono dinamici, soprattutto curando i rapporti sociali e il benessere personale, attraverso l’attività fisica e l’alimentazione. A differenza dei perennials, che sono positivi su tutta la linea, i silver lines se pensano al futuro hanno emozioni un po’ contrastanti, tra speranza e preoccupazioni. Il 68% di loro usa i mezzi digitali per rimanere in contatto con familiari e amici, il 62% sa che è importante tenersi in movimento e cerca di farlo adattando le attività alla propria età. Il 33%, infine, rappresenta un punto di riferimento per la propria famiglia e si occupa regolarmente dei nipoti (secondo alcuni studi scientifici proprio questo è un segreto di longevità).

Gloomers

Il restante 20% del campione è rappresentato dai gloomers, parole che nasce dalla crasi di “gloom”, cioè uno stato d’animo simile alla malinconia e “boomer”, un termine usato per indicare le persone nate tra la fine della Seconda guerra mondiale e la metà degli anni Sessanta. Sei un gloomers se hai circa 75 anni, si una donna (in netta prevalenza in questa categoria rispetto agli uomini) e la tua parola chiave è “disimpegno”.  Rispetto ai due gruppi precedenti, i gloomers accusano maggiormente il passare degli anni e vivono l’età avanzata con una certa stanchezza.

Hanno, infatti, la sensazione che inizino a mancare le forze per le attività quotidiane e cominciano ad avere paura di andare in giro da soli perché si sentono poco sicuri nei movimenti. Il 64% sente che l’età avanza e si stanca facilmente. Il 38% ha qualcuno che l’aiuta nelle attività quotidiane e il 30% ha il cellulare, ma lo usa quasi esclusivamente per le telefonate. Se un gloomers pensa al futuro lo vede prevalentemente in negativo e, pensando al domani, ha un forte sentimento di preoccupazione e sconforto. Una delle poche aree di progettualità è la salute, che però è ritenuto anche l’aspetto più problematico della propria vita.

Gli anziani di oggi: più efficienti e sani

Grandi studi epidemiologici internazionali confermano come gli anziani di oggi siano sempre più efficienti e in buona salute. Nel corso dei decenni sono migliorati i più importanti parametri fisiologici che indicano la vera età biologica di una persona. «Cioè la funzionalità dei polmoni, dei reni e la forza muscolare che influisce sul rischio di cadute e sulla velocità del cammino. Quest’ultimo indicatore è prezioso per valutare l’aspettativa di vita di una persona. Per stare in piedi e camminare bisogna avere una buona funzionalità muscolo-scheletrica. Ma anche una buona coordinazione neuromotoria che parte dal cervello» ha spiegato a OK Niccolò Marchionni, già presidente della SIGG e professore ordinario di geriatria all’Università di Firenze.

«Se ho davanti un 80enne che cammina a una velocità superiore al metro al secondo, è probabile che avrà ancora una ventina di anni da vivere. Quando invece ho a che fare con un 80enne che cammina a meno di 0,3 metri al secondo, è probabile che morirà in meno di cinque anni».

Se oggi gli over 60 camminano con passo sicuro e spedito, «lo dobbiamo innanzitutto al miglioramento dello stile di vita. Ma anche alle performance del nostro bistrattato Servizio sanitario nazionale, a cui dobbiamo moltissimo», sottolinea Marchionni. «Le migliori tecnologie sanitarie al mondo non avrebbero alcun impatto sullo stato di salute globale della popolazione se le cure non fossero accessibili a tutti. Come garantito dall’articolo 32 della nostra Costituzione. Dobbiamo sperare che i momenti di crisi economica non si riflettano sulla sanità pubblica affinché l’aspettativa di vita continui a migliorare e non si fletta».

L’importanza di invecchiare bene

«L’obiettivo è garantire il miglior invecchiamento possibile, libero da malattie e disabilità, alle folte schiere di signore e signori che avanzeranno nei prossimi decenni. Un esercito destinato a diventare sempre più numeroso, se pensiamo che «almeno la metà dei millenials, ovvero dei ragazzi nati a partire dagli anni Duemila, supererà la fatidica soglia dei 100 anni», conclude l’esperto.

I consigli per vivere a lungo

«Mangia la metà, cammina il doppio, ridi il triplo e ama senza misura». È racchiuso in questo vecchio proverbio tibetano il segreto per invecchiare bene e in salute. Tradotto in termini più pratici, significa:

    • Attenzione alla bilancia, perché sovrappeso e obesità sono tra i maggiori killer, responsabili di malattie come ipertensione, aterosclerosi e diabete;
    • Fare attività fisica, anche solo una passeggiata di tre chilometri al giorno a passo veloce;
    • Eliminare il fumo e l’abuso di alcol;
    • Tenere sotto controllo pressione arteriosa (ecco cosa fare se è bassa in estate) e colesterolo;
    • Seguire la dieta mediterranea mangiando cinque porzioni di frutta e verdura al giorno;
    • Mantenere una vita sociale attiva;
    • Trovare passatempi piacevoli e stimolanti che aiutino a mantenere giovane il cervello.

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