Salute

Reni in salute? Ecco cosa fare!

Per un buon funzionamento renale bere acqua è importante, ma non basta. «In generale le stesse cause che innescano le malattie cardiovascolari causano anche le malattie renali» spiega l'esperto di OK Carmine Zoccali.

Quali sono le regole base da seguire per avere reni in salute? E quali i sintomi se c’è qualcosa che non va? Ce lo spiega Carmine Zoccali, coordinatore scientifico CNR-IFC Epidemiologia Clinica e Fisiopatologia delle Malattie Renali e dell’Ipertensione Arteriosa.

Quali sono i campanelli d’allarme?

Non sempre i sintomi di un problema ai reni hanno manifestazioni che riguardano la zona dei reni o la sua funzione. Tra i campanelli d’allarme a cui dobbiamo fare attenzione troviamo:

Gruppo San Donato

  • problemi a dormire,
  • fatica,
  • incapacità di concentrazione,
  • pelle secca e pruriginosa,
  • aumento o diminuzione della minzione,
  • sangue nelle urine,
  • urina schiumosa,
  • gonfiore intorno agli occhi,
  • gonfiore del piede o della caviglia,
  • appetito ridotto,
  • crampi muscolari.

Reni in salute: quanta acqua dobbiamo bere? 

L’idea che l’acqua protegga, almeno in parte, dalle malattie renali ha radici nella storia remota della medicina. Nell’uomo non abbiamo prove sperimentali che un alto apporto idrico possa essere protettivo per i nefropatici o possa prevenire le malattie renali nei soggetti sani. Bere a sufficienza è tuttavia importante per mantenere un’adeguata idratazione. La disidratazione riduce la pressione arteriosa e quindi anche la perfusione renale e con questo meccanismo può generare danno renale. Introdurre un’adeguata quantità di liquidi, da un litro e mezzo a tre litri al giorno, è importante per il nostro benessere e quindi anche per il benessere dei reni.

Ci sono acque più indicate di altre?

L’acqua non deve essere “dura”, cioè non deve contenere molto calcio né avere un alto contenuto in sodio e inoltre deve essere libera da impurità. Le acque oligominerali che si trovano in commercio, in generale hanno queste caratteristiche. Purtroppo l’acqua erogata dai sistemi idrici pubblici, anche se potabile, in molte città italiane ha un gusto poco gradevole e contiene talora quantità eccessive di sali minerali. Solo pochi comuni italiani forniscono informazioni sulla qualità dell’acqua erogata e a questo proposito sarebbe necessaria una maggiore trasparenza.

Ci sono alimenti o bevande che fanno male ai reni?

Alcolici a parte, alcune bevande gasate contengono coloranti e conservanti come i sali di fosforo. Coloranti a parte, un alto contenuto in fosforo della dieta nel lungo termine potrebbe provocare effetti dannosi per il sistema cardiovascolare e per i reni. Queste bevande hanno spesso anche un alto contenuto in zuccheri raffinati, che se introdotti in quantità eccessiva facilitano l’insorgenza di obesità, diabete e ipertensione.

Reni in salute: attenzione al sale

Mangiare molti cibi salati può interferire con l’equilibrio dei minerali nel sangue. Questo può rendere più difficile il corretto funzionamento dei reni. Prova a sostituire gli alimenti trasformati, che di solito hanno molto sale aggiunto, con cibi integrali. Sappiamo con certezza che il sale incide sulla pressione del sangue e che l’ipertensione arteriosa sia un importante fattore di rischio per la malattia renale cronica.

Usa i farmaci con cautela

L’assunzione regolare di determinati farmaci da banco, come i farmaci antinfiammatori non steroidei, può causare danni ai reni nel tempo. Di tanto in tanto va bene prenderli, ma occorre trovare alternative se hai una condizione che richieda la gestione del dolore, come l’artrite.

Che cosa può danneggiare il buon funzionamento renale?

Le cause sono molte. L’ipertensione, l’obesità e il diabete sono le cause più comuni di insufficienza renale nella popolazione generale. In generale le stesse cause che innescano le malattie cardiovascolari, innescano anche le malattie renali.

Reni in salute: quali sono i sintomi se c’è qualcosa che non va?

La presenza di sangue visibile a occhio nudo, o più spesso la presenza di tracce di sangue o di proteine nell’esame delle urine in esami di routine, sono i modi più comuni per rilevare la presenza di nefropatie. Il danno renale provoca ipertensione e spesso questo disturbo conduce alla scoperta di una malattia renale cronica. Lo stesso vale per il diabete. È da sottolineare che le malattie renali possono rimanere a lungo asintomatiche, per questo è bene cogliere ogni occasione per rilevarle.

Quali sono gli esami di routine da eseguire?

Negli adulti, ogni volta che si eseguono esami di laboratorio per qualsiasi motivo (per motivi clinici o anche per controlli routinari) è raccomandabile misurare la pressione, includere una misura della creatinina nel sangue e fare un semplice esame delle urine. Dalla creatinina si può risalire a una stima della filtrazione renale (il Filtrato Glomerulare) che è ridotta quando i reni funzionano male. All’esame delle urine si possono rilevare perdite di sangue microscopiche e perdita di proteine, due indizi importanti di danno renale. Soggetti a rischio maggiore di malattia renale sono gli ipertesi, i diabetici, gli obesi e gli anziani in generale. Pazienti con malattie neoplastiche o con malattie articolari sono esposti al rischio di danno renale prodotto dai farmaci usati per trattare le neoplasie o i dolori articolari come i FANS.

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