Salute

Le aritmie ventricolari mandano in tilt il cuore

Le contrazioni caotiche e asincrone dei ventricoli possono essere lievi o molto pericolose. Ecco come si distinguono

Le aritmie ventricolari sono contrazioni caotiche e asincrone dei ventricoli, le cavità inferiori (e più grandi) del cuore, che pompano il sangue venoso verso i polmoni (il ventricolo destro) e quello arterioso a tutto l’organismo (il ventricolo sinistro). Lavori troppo? Attenzione, rischi l’aritmia.

Aritmie benigne  

«Una parte di queste aritmie, chiamate benigne, deriva dallo spostamento anomalo e temporaneo nella parete del ventricolo (e non in quella atriale, come sarebbe previsto) del “nodo” (una sorta di pacemaker naturale) che genera gli impulsi per le fibre muscolari del cuore», spiega Fabio Magrini, direttore del reparto di medicina cardiovascolare del Policlinico di Milano. «In questi casi partono segnali sbagliati, che alterano la normale contrazione del ventricolo e provocano le cosiddette extrasistole».

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Quali sono i sintomi?

Il paziente avverte una sorta di «colpo» strano nel torace, che dura qualche frazione di secondo. Può ripetersi, ma senza conseguenze particolari, in genere. Solo se si verificano problemi nel riempimento e svuotamento del cuore, con un’alterazione del flusso sanguigno, bisogna intervenire.
«A volte, in realtà, bastano piccoli accorgimenti», continua Magrini. «Per esempio, è utile soffiare l’aria fuori dai polmoni, o fare una corsa. Altrimenti, si utilizzano i farmaci, come i betabloccanti o il propafenone, la flecainide, l’amiodarone e altri». Sei sportivo e hai un’aritmia? Nel 75% dei casi puoi continuare ad allenarti.

Aritmie maligne  

«In altri casi, molto più gravi, le aritmie ventricolari insorgono a causa di un infarto o di una cardiomiopatia dilatativa. Provocano una serie di fibrillazioni che possono portare all’arresto cardiaco, fino alla morte», spiega Paolo Della Bella, responsabile dell’unità operativa di aritmologia ed elettrofisiologia cardiaca dell’ospedale San Raffaele di Milano. In queste circostanze si verifica il blocco della respirazione, accompagnato da una rapida perdita delle coscienza e dei riflessi.

La cardiomiopatia dilatativa è una malattia che in genere interessa il ventricolo sinistro. In pratica è un ingrossamento del ventricolo, che causa una ridotta capacità di pompare il sangue. Spesso non si manifesta con sintomi. Se non trattata però può portare a uno scompenso cardiaco.

Aritmie ventricolari: l’importanza dei soccorsi 

«L’estrema rapidità dei soccorsi (pochi minuti) è essenziale», aggiunge Magrini. «Si deve procedere con un defibrillatore, che produce una carica elettrica in grado di annullare quella “sbagliata”. Se questa attrezzatura non è immediatamente disponibile, è necessario correre a un vicino pronto soccorso, effettuando nel frattempo manovre meccaniche e di respirazione sul paziente. Per evitare queste situazioni estreme, nelle persone a rischio è opportuno installare sotto la pelle un piccolo defibrillatore permanente, collegato a un sensore e a un microcomputer, che “intercetta” l’arrivo della fibrillazione e fa partire immediatamente una scarica elettrica».

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