Salute

Gravidanza: i disturbi che rendono l’attesa meno dolce

I nove mesi sono spesso accompagnati da piccoli ma fastidiosi malesseri. Meglio i rimedi naturali o i farmaci?

Sei raggiante, si vede dagli occhi che aspetti un bambino, per non parlare di pelle e capelli, un vero incanto! Le future mamme sanno che ricevere complimenti del genere durante la dolce attesa non è affatto raro, anzi. Ma sanno altrettanto bene che sguardo luminoso e chioma lucente sono solo alcuni degli effetti della gravidanza, e che non sono tutti così piacevoli. «La gestazione è un periodo di importanti trasformazioni per l’organismo della donna, determinate principalmente dalle alterazioni dell’assetto ormonale, che portano con sé malesseri e fastidi, più o meno lievi», spiega Stefania Piloni, specialista in ostetricia e ginecologia. «Si tratta di un fenomeno assolutamente naturale, che deve essere vissuto in piena serenità e non dovrebbe essere eccessivamente medicalizzato; tuttavia, alleviare questi piccoli disturbi permette alla futura mamma di vivere più tranquillamente i nove mesi».

Nausea

È uno dei primi e più comuni sintomi della gravidanza, con un’incidenza di oltre il 50%. Raggiunge il picco massimo tra l’ottava e la dodicesima settimana, scomparendo generalmente intorno alla fine del primo trimestre. Il disturbo è causato da un’aumentata acidità eptogastrica (un eccesso di liquidi acidi nello stomaco) tipica della gravidanza, ma non è ancora chiaro perché alcune donne ne soffrano e altre no, o perché nella stessa persona la nausea si faccia sentire maggiormente in una gravidanza piuttosto che in un’altra. Può essere accompagnata da vomito, sudorazione, pallore, eccessiva salivazione (scialorrea), spossatezza e senso di malessere.

Gruppo San Donato

I consigli

Poiché si tratta di un disturbo che compare tipicamente al risveglio (durante il digiuno notturno si prolunga il ristagno dei liquidi acidi nello stomaco), è bene alzarsi molto lentamente dal letto e assumere per colazione alimenti secchi, che assorbono e stemperano l’acidità gastrica, come crackers o fette biscottate (meglio evitare caffè o altri liquidi). Durante la giornata, invece dei classici tre pasti, è meglio fare spuntini piccoli e frequenti, prediligendo alimenti facilmente digeribili (come riso, pasta, pane secco, crackers, patate, carote, mele, banane) e cotture semplici (al vapore, al cartoccio, a pressione), e bere i liquidi a piccoli sorsi.

È d’aiuto consumare radice di zenzero fresco, a fette, grattugiato o in tisana, assieme a un po’ di limone, e assumere vitamine del gruppo B. Solo quando la nausea è particolarmente intensa e il vomito insistente (iperemesi gravidica) può essere necessario ricorrere ai farmaci (ma solo ed esclusivamente su consiglio del ginecologo), per evitare che la mamma vada incontro a deperimento.

Mal di stomaco e iperacidità

Anche questi disturbi, più frequenti verso la fine della gravidanza, sono provocati dall’aumento di succhi gastrici acidi nello stomaco e da un generale rallentamento della digestione, e possono dar luogo a fastidiosi episodi di reflusso.

I consigli

I pasti devono essere leggeri, composti da cibo fresco e di stagione (che va masticato bene e a lungo) e accompagnati da tisane che favoriscono la digestione, come quelle a base di melissa e malva; bisognerebbe evitare di stare in posizione orizzontale per almeno un paio d’ore dopo aver mangiato e l’ideale sarebbe fare una breve passeggiata. Se il fastidio persiste, è possibile assumere farmaci antiacidi da banco suggeriti dal farmacista, mentre i gastroprotettori (inibitori di pompa protonica della categoria dei prazoli) vanno considerati solo in casi particolari, prescritti dal ginecologo e assunti solo sotto stretto controllo medico.

Astenia (stanchezza cronica)

È uno dei primi segnali della gravidanza, da interpretarsi come una sorta di richiamo che l’organismo invia alla donna affinché rallenti i suoi ritmi quotidiani e si concentri sulla gestazione. In alcuni casi, però, può provocare ipotensione, mal di testa, capogiri e svenimenti, ed è allora opportuno rivolgersi al proprio medico, che prescriverà un’integrazione adatta.

I consigli

Assumere, su consiglio del proprio ginecologo, preparati che contengano vitamine del gruppo B, ferro, vitamina D, calcio, magnesio, sali minerali, omega 3 e 6.

Gambe pesanti

È un problema causato dal rallentamento del ritorno del flusso sanguigno e linfatico dai piedi verso il cuore e si manifesta con gonfiore, pesantezza, dolore e talvolta prurito alle gambe, teleangectasie (rottura di capillari) e ritenzione idrica. Dipende dall’azione degli ormoni e diventa più intenso dopo la ventesima settimana, quando il peso del ventre si fa sentire sulle vene centrali e interferisce sulla circolazione addominale.

I consigli

Utilizzare calzature con circa 2 centimetri di tacco (mai infradito e ballerine o, viceversa, tacchi troppo alti) e indossare calze a compressione graduata, che favoriscono il ritorno venoso verso l’alto. Sollevare le gambe di frequente e, quando si sta in piedi, favorire il ritorno venoso alzandosi più volte sulle punte, molleggiando per qualche secondo e riappoggiando la pianta del piede sul pavimento; passare quotidianamente getti d’acqua fredda sulle gambe, partendo dai piedi e risalendo verso le cosce (mai arrivare alla pancia) e massaggiare regolarmente le gambe dal basso verso l’alto con olio di mandorle o con creme all’ippocastano, dal potere antinfiammatorio. Sono utili i preparati orali a base di estratti di mirtillo e amamelide, mentre i bioflavonoidi sono sconsigliati ed eventualmente da assumere solo sotto stretto controllo medico.

Malattia emorroidaria

Si tratta di un disturbo strettamente legato alla circolazione venosa affaticata e al rilassamento dei vasi sanguigni, che possono dilatarsi nella zona ano-rettale e fuoriuscire (emorroide esterna), creando irritazione e dolore. Generalmente peggiora nell’ultimo trimestre, quando la pressione sulla zona è massima, ed è spesso accompagnato da stitichezza, che porta a sforzare il plesso emorroidario.

I consigli

In questo caso è da evitare l’acqua fredda, che momentaneamente dà sollievo ma sul lungo periodo può peggiorare la situazione. Preferire invece abluzioni di acqua tiepida, dopo le quali si consiglia l’applicazione di creme emollienti e decongestionanti all’ippocastano, che vanno spalmate anche all’interno dell’ano facendo rientrare l’emorroide esterna; solo se il disturbo diventa difficile da sopportare il medico può prescrivere creme al cortisone. Per evitare ulteriori irritazioni è necessario favorire l’evacuazione e mantenere le feci morbide assumendo frutta e verdura cotte e alimenti ricchi di fibre come i cereali integrali.

Prurito

Il solletico sul pancione, o talvolta sul seno, è provocato dalla tensione cui viene sottoposta la pelle nel corso dei nove mesi di gravidanza, soprattutto nell’ultimo trimestre, quando l’utero si ingrossa notevolmente. Questo stiramento eccezionale irrita la cute, che finisce spesso per prudere. Si tratta di un fastidio molto comune e non preoccupante se è circoscritto al ventre, ma che non va sottovalutato se si presenta in altre parti del corpo, come il palmo delle mani o le piante dei piedi, perché può essere il sintomo di colestasi gravidica, una patologia del fegato da non sottovalutare.

I consigli

Per alleviare questo sintomo è fondamentale utilizzare solo detergenti delicati e ipoallergenici e mantenere la pelle ben idratata, applicando quotidianamente e fin dai primi mesi olio di mandorle, dal potere elasticizzante e idratante, o creme cosmetiche specifiche, che consentiranno inoltre di evitare o limitare le smagliature dopo il parto.

Mal di schiena

Nella parte conclusiva della gestazione il peso della pancia aumenta notevolmente, e la schiena, per controbilanciare il carico, tende ad assumere una posizione di iperlordosi (inarcamento della colonna), che a lungo andare causa fastidi e dolore.

I consigli

In caso di lombalgia è molto utile usare la panciera, ma con moderazione per evitare un indebolimento dei muscoli. Oltre a prestare maggiore attenzione alla postura, le future mamme possono concedersi un massaggio da parte di un fisioterapista specializzato in gravidanze o chiedere al proprio compagno di applicare della crema all’arnica sulla zona dolorante.

Umore

Oltre ai disturbi fisici, la gravidanza può portare con sé anche qualche malessere psicologico. Il più comune è rappresentato dagli sbalzi d’umore, caratterizzati dall’alternarsi di stati d’animo euforici a emozioni negative quali ansia, timore di non farcela, totale sconforto. «Se è vero che le alterazioni ormonali, indipendenti dalla volontà, hanno un peso sulle variazioni umorali, è altresì innegabile che per la donna, soprattutto alla prima gravidanza, può essere destabilizzante prendere coscienza che niente sarà più come prima», dice Stefania Piloni, specialista in ostetricia e ginecologia. «Per questo è importante che la futura mamma si ponga in uno stato d’animo di apertura verso il nuovo che sta arrivando, non pretendendo troppo da se stessa, condividendo emozioni e paure con chi le sta vicino e vivendo i tempi più lenti imposti dalla gravidanza come un’occasione per volersi più bene, senza sensi di colpa.

Leggi anche…

Mostra di più
Pulsante per tornare all'inizio