Salute

Giornata dell’acne inversa: cos’è, sintomi e cure

Una giornata per uscire dal labirinto di una malattia complicata, difficile da diagnosticare e da curare.

Conosciuta anche come acne inversa, malattia di Verneuil o semplicemente HS, l’idrosadenite suppurativa è una malattia cronica della pelle caratterizzata da aree di infiammazione con alterazioni cutanee che vanno da quello che comunemente definiamo brufoli a noduli, lesioni maggiori e cicatrici. Generalmente la reazione avviene vicino alle ghiandole che producono il sudore, soprattutto nella zona delle ascelle e dell’inguine, anche se possono svilupparsi sotto il seno, nella zona perianale e in quella dell’interno cosce.

Martedì 7 è la Giornata Mondiale dell’idrosadenite suppurativa vuole rompere il muro del silenzio e anche della vergogna che circonda questa malattia. Tra gli obiettivi quello di stimolare il  dibattito che, anche in funzione di esperienze internazionali, possa determinare nuovi spunti per la gestione della malattia e nuove modalità di approccio, per una patologia invalidante, sconosciuta ai più. Tra i promotori c’è l’associazione Inversa Onlus, punto di riferimento in Italia per i malati, che si è fatta promotrice in Europa della costituzione di una Federazione delle associazioni dei pazienti affetti da Hs.

Gruppo San Donato

Le cause sono al momento sconosciute, anche se è chiaro il coinvolgimento del sistema immunitario. Generalmente colpisce tra i 20 e i 30 anni e causa l’ostruzione dei follicoli piliferi. Può manifestarsi in modo molto diverso da persona a persona: forme lievi sono spesso caratterizzate da leggeri gonfiori, piccole cisti e comedoni, mentre nelle forme più gravi compaiono fistole e ascessi, che possono rilasciare all’esterno secrezioni, spesso maleodoranti. Le lesioni, spesso, sono dolorose e provocano un netto peggioramento della qualità di vita.

In Italia colpisce l’1% della popolazione, circa 600.000 persone, ma si pensa che in realtà siano di più, soprattutto quelle affette dalla versione più lieve. Le donne hanno una maggiore probabilità di sviluppare questa malattia. Gli studi dimostrano che può essere ereditaria: un paziente su tre ha infatti nella propria famiglia una persona affetta da questa malattia.

Come si diceva è una patologia che può presentare in forme più o meno gravi:

Idrosadenite suppurativa di lieve entità: si manifesta con foruncoli singoli o comunque pochi e isolati, nessuna presenza di fistole o cicatrici. I rigonfiamenti sono delle dimensione di un pisello.

Idrosadenite suppurativa di media gravità: i foruncoli sono ricorrenti e diffusi in diverse aree con presenza di fistole e cicatrici.

Idrosadenite suppurativa grave: i foruncoli sono diffusi, come le fistole dalle quali esce pus maleodorante. Gli ascessi sono molto dolorosi.

In molti casi peggiora con il passare del tempo, mentre in altri le lesioni scompaiono per poi ripresentarsi o aggravarsi, se non curate adeguatamente. È quindi fondamentale una diagnosi precoce ed esatta, che permetta di iniziare subito un trattamento specifico, anche se non c’è una vera e propria cura.

Il trattamento dipende dallo stadio della malattia. Le lesioni precoci sono trattate con antibiotici, altri farmaci quali steroidi sistemici, estrogeni, anti-androgeni, retinoidi sono stati usati nelle forme croniche. I trattamenti chirurgici includono incisioni e drenaggio ed escissioni per noduli limitati. In caso di malattia avanzata l’unico trattamento possibile consiste in un’ampia escissione totale delle lesioni suppurative e delle ghiandole sudoripare.

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