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Aspirina riduce il rischio di tumori all’intestino

Una importante analisi svolta in Italia sottolinea come il medicinale faccia abbassare le probabilità di ammalarsi di diversi tumori

È tra i farmaci più usati e studiati in tutto il mondo. Nata per combattere i sintomi delle malattie influenzali negli anni ha dimostrato di essere efficace anche in altri campi, come ad esempio nelle malattie cardiovascolari. Ora la più imponente analisi mai fatta assegna un altro importante risvolto. L’aspirina è legata a una riduzione del rischio di sviluppare pericolosi tumori come quelle del colon-retto e di altri che colpiscono l’apparato gastrointestinale. Nell’elenco ce ne sono anche alcuni che hanno una prognosi molto sfavorevole, come quello al pancreas e al fegato. L’analisi è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Annals of Oncology. In pratica l’aspirina riduce il rischio di tumori.

Aspirina riduce il rischio di tumori: la ricerca è italiana

L’analisi è stata coordinata dall’Unità di Epidemiologia dei Tumori dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano. I ricercatori hanno messo sotto osservazione 113 studi osservazionali, pubblicati fino a marzo 2019. Tutte le ricerche indagavano la relazione tra aspirina e rischio di tumori del tratto digerente. Quarantacinque studi riguardavano il tumore al colon-retto. I casi presi in esami sono 156.000. Oltre al tumore del colon-retto, sono stati considerati i tumori di testa e collo, esofago, stomaco, cardias, fegato e vie biliari, e pancreas.

Gruppo San Donato

Aspirina riduce il rischio di tumori al colon retto

Il tumore al colon retto è in grande crescita e sta colpendo sempre più spesso anche persone giovani per le pessime abitudini alimentari e per lo stile di vita scorretto. Il team di ricerca ha osservato sia l’effetto della dose, sia quello della durata.

I risultati hanno evidenziato come il rischio di tumore si riduca all’aumentare della dose.

  • Un dosaggio compreso tra i 75 e 100 mg al giorno è legato a una riduzione del 10% rispetto a chi non utilizza aspirina;
  • una dose di 325 mg al giorno è associato a una riduzione del 35%;
  • infine un dosaggio di 500 mg al giorno è associato ad una riduzione del rischio del 50 per cento. La stima del rischio calcolata per alte dosi di aspirina è basata su pochi dati e deve essere interpretata con cautela.

Per quanto riguarda la durata dell’utilizzo, il rischio di tumore del colon-retto, rispetto alle persone che non assumono regolarmente aspirina, diminuisce:

  • del 4% dopo un anno di utilizzo,
  • dopo tre anni dell’11%,
  • del 19% dopo cinque anni,
  • dopo dieci anni del 29 per cento.

Il parere degli esperti

“L’utilizzo regolare di aspirina, definito come l’assunzione di almeno una o due compresse a settimana è associato a una riduzione significativa del rischio di sviluppare queste neoplasie, a eccezione di quelli della testa e collo. In particolare, l’utilizzo di aspirina è associato a una riduzione del rischio del 27% di tumore del colon-retto (45 studi), del 33% di tumore dell’esofago (13 studi), del 39% di tumore del cardias (10 studi), del 36% di tumore dello stomaco (14 studi), del 38% di tumori epatobiliari (5 studi) e del 22% di tumore del pancreas”. Cristina Bosetti è capo dell’Unità di Epidemiologia dei Tumori dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS.

“Sono previsti circa 175.000 decessi per tumore del colon-retto per il 2020 nell’Unione Europea, di cui circa 100.000 in persone di età compresa tra 50 e 74 anni – spiega Carlo La Vecchia, docente di Epidemiologia dell’Università degli Studi di Milano. –  Ipotizzando che l’utilizzo regolare di aspirina nella popolazione in questa fascia di età aumenti dal 25% al 50%, vi potrebbe essere una riduzione di 5.000-7.000 decessi e di 12.000-18.000 nuovi casi di tumore del colon-retto. Le cifre corrispondenti per il tumore dell’esofago, stomaco e pancreas sarebbero di circa 3.000 decessi, e per il tumore al fegato di circa 2.000 decessi. Data la prognosi sfavorevole per questi tumori, il numero di nuovi casi sarebbe solo leggermente superiore a quello dei decessi”.

Attenzione comunque agli effetti collaterali

“Le nostre osservazioni – conclude Cristina Bosetti – suggeriscono che dosi più elevate di aspirina siano associate a una maggiore riduzione del rischio di tumore del colon-retto. Tuttavia, la scelta della dose deve prendere in considerazione il potenziale rischio di sanguinamento gastrointestinale, così come di altre emorragie, che aumenta per dosaggi elevati. L’assunzione di aspirina per la prevenzione del carcinoma del colon-retto o di altri tumori gastrointestinali deve comunque essere effettuata dopo aver consultato un medico, che terrà conto del rischio individuale”.

Lo studio è stato supportato da Bayer AG. La revisione sul tumore dello stomaco è sostenuta da Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro.

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