Salute Mentale

L’eterno conflitto tra suocera e nuora

La nuora teme il confronto con la suocera e la suocera che le sia sottratto l'affetto del figlio. Così i rapporti si incrinano. E l'uomo? "Non dovrebbe mai trovarsi nella condizione di scegliere tra le due" spiega l'esperta di Ok Grazia Attili.

È una realtà famigliare da sempre e sul rapporto suocera-nuora sono state scritte commedie e drammi, satire e barzellette. Alle volte, però, c’è poco da ridere, soprattutto quando alla base c’è un’incompatibilità di carattere difficile da superare. Ma vivere in armonia si può: ce lo spiega Grazia Attili, professore ordinario di Psicologia sociale all’Università La Sapienza di Roma. Nel dipartimento di Scienze sociali dirige l’unità di ricerca “Sistemi sociali, Strutture mentali e Attaccamento”. È autrice del libro “Amore imperfetto”, edito da Il Mulino, che parla del rapporto genitori-figli (puoi chiederle un consulto).

Suocera-nuora: che tipo di legame è?

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È un tipo di legame acquisito. Una nuova donna, giovane, una estranea, entra a far parte del nucleo famigliare dove l’unica figura femminile era quella della madre. Attorno a lei ruotavano gli affetti e i legami. Con il subentrare di un’altra donna, tra l’altro la moglie del figlio, si può verificare un sentimento di timore perché la suocera teme che le possa venire a mancare l’affetto del figlio.
Questo tipo di situazione è molto comune ed esiste sempre una difficoltà, anche quando il rapporto appare semplice e facile. In realtà, forse l’unico caso in cui la nuova donna non è vista come una minaccia è quando la moglie del figlio è un’amica di famiglia che si conosce da anni. In questo caso per entrambe le parti è più facile superare le divergenze.

A un certo punto il rapporto degenera e diventa conflittuale. Perché?

Quando le due donne non riescono a tollerare la presenza l’una dell’altra, quando c’è il timore che alla madre possa essere sottratto l’affetto del figlio, allora il rapporto diventa conflittuale.
Dal canto suo la nuora può temere il paragone con la figura materna e sentirsi sempre sotto giudizio, non all’altezza delle aspettative del marito e della suocera e sviluppare un senso di frustrazione che si può ripercuotere anche sul rapporto di coppia.

Qual è il ruolo del figlio, del marito?

L’uomo si trova in una situazione conflittuale perché è come dentro a un “sandwich”: da una parte la madre e dall’altra la moglie. La madre rimprovera al figlio di non dedicarle più tempo come una volta, di trascurarla, mentre la moglie gli chiede di prendere una posizione, di schierarsi con lei contro la madre. Entrambe ne reclamano l’affetto e le attenzioni, entrambe vorrebbero che lui scegliesse l’amore di una o dell’altra. Ecco, questo non dovrebbe mai accadere, l’uomo non si dovrebbe mai trovare nella condizione di scegliere e in questo caso spetta alla donna più giovane, alla moglie, “l’ultima arrivata” non porlo di fronte a questo dilemma.

Che cosa succede quando c’è un figlio nella coppia giovane?

Di norma, finché il bambino è piccolo, è seguito in assenza dei genitori dalla madre della donna. Invece, proprio per evitare inutili dissapori o un aggravamento della situazione, bisognerebbe coinvolgere anche la suocera nella gestione del nipote che può fungere da trait d’union tra le due donne e non usare i figli come ricatti morali nei confronti della madre del marito.

Quale atteggiamento bisogna assumere per risolvere, almeno in parte, la situazione?

L’uomo deve cercare di essere conciliante con entrambe le donne, rassicurarle che sarà sempre presente per tutte e due. Deve essere capace di autonomia e di indipendenza, anche se spesso queste situazioni si verificano proprio perché alla base c’è un legame madre-figlio forte e simbiotico, con risvolti patologici che possono fungere da impedimento ai normali rapporti extra famigliari.
La moglie deve essere complice del marito, non deve temere il confronto e assumere un atteggiamento neutro. Spetta a lei fare un passo verso la suocera, rendersi disponibile al dialogo e dal canto suo la suocera deve ammorbidirsi e assumere un atteggiamento comunicativo. Bisogna avere tolleranza da entrambe le parti e la capacità di accettare i cambiamenti.

Eliana Canova

 

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