Psicologia

Mai più soli prima di un esame: la scienza svela il trucco per “spegnere” l’ansia

Un rivoluzionario studio dell’Università di Padova dimostra che avere qualcuno accanto, anche uno sconosciuto, cambia la risposta del nostro cervello allo stress

Che si tratti di un esame universitario, di un concorso pubblico, di un colloquio di lavoro o, peggio ancora, di un intervento chirurgico, la sensazione è la stessa: il cuore accelera, i muscoli si tendono e l’allerta sale ai livelli di guardia, insomma arriva l’ansia. Ma la scienza oggi ci dà un consiglio tanto semplice quanto rivoluzionario: non andateci mai da soli.

L’esperimento: perché il cervello “trema” quando è solo

Una ricerca condotta dai dipartimenti di Psicologia dell’Università di Padova, in collaborazione con la Wake Forest University (USA), ha analizzato ciò che accade nel nostro sistema nervoso durante l’attesa di un evento stressante.

I ricercatori hanno monitorato il “riflesso di trasalimento” (startle reflex): quel battito di ciglia involontario e rapido che facciamo quando sentiamo un rumore improvviso. È un retaggio ancestrale, lo stesso che spinge un gatto a saltare se vede un tubo che somiglia a un serpente.

Il test: partner vs sconosciuti

Lo studio ha coinvolto 70 donne sottoposte al Trier Social Stress Test, una simulazione di colloquio di lavoro ad alta pressione. Le partecipanti sono state divise in tre gruppi:

  1. Chi affrontava la prova da sola.
  2. Chi era accompagnata dal partner.
  3. Chi aveva accanto uno sconosciuto.

Il risultato è sorprendente: chi era sola mostrava un’allerta cerebrale significativamente più alta. Al contrario, la presenza di un’altra persona – anche se perfetta sconosciuta – fungeva da “scudo” fisiologico, riducendo drasticamente la reattività del sistema nervoso.

La “Social Baseline Theory”: siamo nati per stare insieme

Perché la presenza di un altro ci calma? La risposta risiede nella Social Baseline Theory. Secondo questa teoria, il cervello umano è “settato” per funzionare al meglio in gruppo.

  • In solitudine: Il cervello deve consumare enormi energie metaboliche e cognitive per monitorare l’ambiente in cerca di pericoli.
  • In compagnia: La presenza fisica di un altro essere umano invia un segnale di sicurezza. Il cervello può “delegare” parte del controllo e ottimizzare le risorse, abbassando lo stress.

Come gestire ansia da esame: perché questo studio cambia le regole del benessere?

Lo stress cronico e il “logorio” da isolamento sono all’origine di numerose patologie. Sapere che la semplice vicinanza fisica può fungere da regolatore fisiologico apre nuove strade per la prevenzione.

In futuro, la ricerca punterà a capire come sfruttare al massimo il potenziale delle relazioni per migliorare la salute pubblica. Nel frattempo, il messaggio è chiaro: per la prossima sfida della vita, che sia in ospedale o in un’aula universitaria, cercate un compagno di viaggio. Il vostro cervello vi ringrazierà.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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