Il 20 maggio si celebra la nona Giornata mondiale delle api, istituita dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione sul ruolo cruciale degli impollinatori nella salute del pianeta e dell’uomo. Lo slogan scelto per il 2026 – “Siate uniti per le persone e per il pianeta” – mette in evidenza il legame profondo tra esseri umani, biodiversità e sicurezza alimentare. Un rapporto che oggi appare sempre più fragile, ma anche sempre più strategico per il futuro ambientale, sanitario ed economico.
Negli ultimi anni, il tema della salvaguardia delle api ha guadagnato sempre più attenzione, non solo da parte degli ambientalisti, ma anche delle istituzioni sanitarie. A sottolinearne l’importanza è stato, nel 2025, il Ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha definito la tutela delle api una “priorità sanitaria, economica e sociale”. Ma cosa c’entrano le api con la salute umana? Molto più di quanto si pensi.
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Le api: sentinelle della salute ambientale
Le api non sono solo produttrici di miele.
Sono impollinatori fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi e per la sicurezza alimentare. Circa il 75% delle colture alimentari mondiali dipende, almeno in parte, dall’impollinazione animale e le api svolgono un ruolo centrale in questo processo. Senza di loro, la varietà e la disponibilità di frutta, verdura, legumi e semi diminuirebbero drasticamente.
Le api sono considerate veri e propri “indicatori biologici” della qualità ambientale. La loro presenza, il loro comportamento e la loro sopravvivenza riflettono lo stato di salute dell’ambiente in cui vivono. Un calo delle popolazioni di api può segnalare l’eccessiva presenza di pesticidi, l’inquinamento dell’aria o dell’acqua, e la perdita di biodiversità. In questo senso, proteggere le api significa anche monitorare e migliorare la qualità dell’ambiente che ci circonda.
L’Italia e il patrimonio delle api mellifere

Nell’ambito dell’apicoltura, l’Italia rappresenta uno dei Paesi più laboriosi. Ad oggi, stando alla Federazione Apicoltori Italiani, il patrimonio nazionale supera 1,7 milioni di colonie, con un valore economico stimato intorno ai 500 milioni di euro.
Particolarmente importante è l’Apis mellifera Ligustica, la cosiddetta “ape italiana”, tra le più diffuse e apprezzate al mondo per le sue capacità di adattamento e impollinazione. Insieme all’Apis mellifera Sicula, rappresenta il primo impollinatore (il 90% di tutti gli insetti utili presenti nei nostri ecosistemi), diffuso in modo capillare negli ambienti rurali, urbani, peri-urbani e naturali.
Perché le api sono importanti per la salute umana: un legame diretto
L’approccio One Health, promosso dal Ministero della Salute, riconosce l’interconnessione tra salute umana, animale e dell’ambiente. Le api si trovano esattamente al centro di questo triangolo. Un ambiente sano, ricco di biodiversità e privo di contaminanti, favorisce la salute delle api. E la salute delle api, a sua volta, garantisce la produzione di alimenti sani, la riduzione dell’uso di sostanze chimiche e la protezione degli ecosistemi.
Inoltre, i prodotti dell’alveare – come miele, propoli, polline e pappa reale – sono noti per le loro proprietà benefiche. Ricchi di antiossidanti, vitamine e sostanze antibatteriche naturali, sono utilizzati da secoli nella medicina tradizionale e oggi trovano applicazione anche nella nutraceutica e nella cosmesi.
Le minacce alle api e le conseguenze per l’uomo
Negli ultimi decenni, le api sono state messe a dura prova da diversi fattori:
- l’uso intensivo di pesticidi;
- la perdita di habitat naturali;
- i cambiamenti climatici;
- l’inquinamento.
Queste minacce hanno causato un preoccupante declino delle popolazioni di api in tutto il mondo.
La scomparsa delle api non è solo un problema ecologico, ma anche sanitario ed economico. Meno api significa:
- meno impollinazione;
- meno raccolti;
- meno varietà alimentare;
- maggiore dipendenza da fertilizzanti e pesticidi.
Tutto questo si traduce in un impatto diretto sulla salute umana, sia in termini di nutrizione che di esposizione a sostanze chimiche.
Il ruolo degli apicoltori nella tutela della biodiversità

Dietro la salvaguardia delle api c’è anche il lavoro quotidiano degli apicoltori e delle apicoltrici, che in Italia sono oltre 77.000. «La Giornata mondiale delle api 2026 è dedicata proprio a loro», ha dichiarato il presidente della FAI Raffaele Cirone, sottolineando il ruolo strategico del settore per la sostenibilità del sistema agroalimentare nazionale.
Cosa possiamo fare per proteggere le api
La tutela delle api richiede un impegno collettivo. Le istituzioni devono promuovere politiche agricole sostenibili, ridurre l’uso di pesticidi nocivi e incentivare la biodiversità. I cittadini, dal canto loro, possono contribuire scegliendo prodotti biologici, piantando fiori melliferi nei giardini e sostenendo gli apicoltori locali.
Il Ministero della Salute ha già avviato iniziative concrete in questa direzione, istituendo un dipartimento dedicato al modello One Health – unico in Europa – e promuovendo il dialogo tra sanità pubblica, agricoltura e ambiente. L’obiettivo è chiaro: valorizzare il ruolo delle api e dell’apicoltura come pilastri di un sistema sano, sostenibile e resiliente. Proteggere le api significa proteggere molto più del miele. Significa difendere la biodiversità, la qualità del cibo e la salute delle future generazioni.




