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Perché la mima-digiuno aiuta a curare il cancro al seno?

Il regime restrittivo ideato da Valter Longo permette di "smascherare" alcune cellule che alimentano il tumore e sono responsabili delle recidive

Una severa restrizione calorica, bassi livelli di proteine, pochi zuccheri e tanti grassi buoni, in particolare da olio d’oliva e frutta secca. Sono le caratteristiche principali della dieta mima-digiuno, quel regime alimentare che nei laboratori di ricerca si sta dimostrando sempre di più una valida terapia contro il cancro.

Dieta mima-digiuno e cancro al seno

In particolare, contro il tumore al seno triplo negativo, la forma di tumore alla mammella più difficile da curare perché privo dei bersagli contro cui sono generalmente indirizzati i trattamenti più efficaci. A evidenziarlo un recente studio pubblicato su Cell Metabolism, condotto dall’Università di Milano, dall’Ifom e dall’Istituto Nazionale dei Tumori su circa 400 pazienti in cura con il coordinamento dello scienziato Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità della California.

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Perché la mima-digiuno può curare il cancro?

La dieta mima-digiuno può rappresentare un valido alleato perché la restrizione calorica è in grado di rallentare la crescita del tumore e ridurre le dimensioni della massa tumorale. I risultati sono stati ottenuti con esperimenti in provetta, su animali di laboratorio e con le analisi relative ai dati delle 400 pazienti in cura all’Istituto dei Tumori. Quelle con più bassi livelli di glicemia (indotti dalla restrizione calorica) presentavano una prognosi migliore. 

Inoltre, il rigido regime alimentare, privando le cellule staminali tumorali di glucosio, le costringe a scoprirsi attivando meccanismi di sopravvivenza alternativi che possono essere colpiti da appositi farmaci. E alcune cellule staminali alimentano proprio la crescita del tumore e sono la principale causa della resistenza ai trattamenti e alle recidive.

La rigenerazione cellulare

Dopo cinque giorni di mima-digiuno, infatti, le cellule di vari organi si rigenerano e quelle del sistema immunitario iniziano a ricambiarsi e a ridistribuirsi. In pratica, molte delle cellule danneggiate o già malate muoiono. Mentre le cellule ematopoietiche staminali si attivano e quando l’organismo torna a mangiare danno vita a nuove cellule immunitarie e staminali. In sostanza, c’è un sorta di rigenerazione e rinnovamento cellulare. Secondo i ricercatori, questa strategia potrebbe rivelarsi efficace anche contro altre neoplasie.

Più mima-digiuno, meno resistenza ai farmaci

«È importante approfondire e comprendere la potenzialità di questo abbinamento, dieta più terapia, perché nei topi è riuscito persino ad avere effetti curativi» ci aveva spiegato Valter Longo nella nostra ultima intervista. «Sono fiducioso. Per ora le evidenze migliori sull’uomo le abbiamo avute sulle donne con tumore al seno. In chi faceva sei-otto cicli di mima-digiuno durante altrettanti cicli di chemioterapia, la percentuale delle pazienti resistenti ai farmaci scendeva di ben cinque volte».

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