L’epidemia di meningite di tipo B, ricondotta a una discoteca situata a Canterbury, in Inghilterra, frequentata da studenti della University of Kent e da giovani, è stata considerata dagli esperti di una rapidità senza precedenti. Ventuno i casi confermati in pochi giorni, nove ricoverati, due morti. Successivamente sono stati vaccinati per la prima volta undicimila ragazzi e sono state distribuite tredicimila dosi di antibiotici.
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Meningite B: perché il caso inglese preoccupa gli esperti
I casi di meningite inglesi hanno riacceso i riflettori sulla necessità di vaccinare gli adolescenti, nei quali la malattia ha un secondo picco di incidenza, dopo quella pediatrica. Secondo gli esperti riuniti a Bologna al congresso ESPID, la Società Europea per le Malattie Infettive Pediatriche, il problema riguarda soprattutto la
vaccinazione contro il virus responsabile della meningite di tipo B, proprio quella più diffusa tra gli adolescenti, vaccinazione che in alcune regioni italiane non è garantita.
Vaccino contro il meningococco B: cosa succede in Italia
«Non esiste un’offerta uniforme a livello nazionale perché per questa specifica età il vaccino anti-MenB non è ancora inserito nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, le prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire a tutti i cittadini gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket», avverte Paolo Bonanni, professore di Igiene all’Università di Firenze e coordinatore del Calendario Vaccinale per la Vita.
Il Calendario Vaccinale per la Vita è redatto da un comitato scientifico che aggiorna periodicamente il programma ideale di immunizzazione per tutte le fasce d’età, dalla nascita all’età adulta e riunisce oltre cinquantamila operatori sanitari appartenenti a cinque principali società e federazioni mediche: SItI (Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica), SIP (Società Italiana di Pediatria), FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), FIMMG (Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale) e SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie).
Perché l’offerta non è uguale in tutte le regioni
In Italia, la vaccinazione contro il meningococco B è inclusa nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale per i nuovi nati e dovrebbe essere offerta attivamente e gratuitamente in tutte le regioni. Tuttavia, per gli adolescenti le modalità di somministrazione e la gratuità variano notevolmente da regione a regione.
E poiché il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale non impone una direttiva rigida per questa specifica fascia d’età, ogni regione adotta un proprio calendario: in alcune è offerta gratuitamente e attivamente, mentre in altre è a pagamento e non è nemmeno attiva una strategia di prevenzione universale dedicata agli adolescenti. In alcune regioni, come l’Umbria, il Friuli Venezia Giulia e la Valle d’Aosta, si arrivano a pagare fino a 140 euro per la vaccinazione.
I numeri della diffusione del meningococco B
Eppure i medici avvertono che il sottotipo meningococco B (MenB) sta aumentando la sua diffusione. In Europa nel 2019 i casi di MenB erano il 51%, nel 2022 erano saliti al 62%. La percentuale è ancora più elevata in Italia: l’80% delle infezioni è causata da MenB tra gli adolescenti e tra i 10 e i 14 anni questa percentuale arriva addirittura al 100%.
«L’epidemia inglese sottolinea l’urgenza di politiche vaccinali nazionali chiare, omogenee ed eque anche in Italia: il MenB resta la principale causa di malattie meningococciche invasive in Italia, e può progredire molto rapidamente in soggetti giovani e apparentemente sani» conferma Giovanni Gabutti, Professore di Igiene all’Università di Ferrara e membro della SItI (Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica).
«Gli adolescenti rappresentano la seconda fascia d’età più colpita dalla malattia, dopo i bambini, con un rischio elevato di trasmissione e di complicanze, inclusa la morte (10-15% dei casi), e sono i principali portatori e trasmettitori del batterio meningococcico».
La richiesta degli esperti al Ministero della Salute
Anche sulla base di questi dati, Il Comitato del Calendario per la Vita chiede al Ministero della Salute, alla Conferenza Stato‑Regioni e agli enti regionali di inserire con urgenza nel Calendario Nazionale di Prevenzione Vaccinale la vaccinazione contro il Meningococco B nell’adolescente mai vaccinato in precedenza, e la rivaccinazione per coloro che abbiano ricevuto un ciclo vaccinale nell’infanzia.




