
I reni sono organi infaticabili e silenziosi, ma proprio questa loro “discrezione” può diventare il loro peggior nemico. Parte da Milano, il 5 maggio, la campagna itinerante “CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni”, un progetto di sensibilizzazione promosso da Sobi Italia con il patrocinio di Progetto DDD ETS e delle principali società scientifiche (FIR, SIP, SINEPE).
L’iniziativa, che toccherà anche Bari, Torino, Bologna, Palermo e Roma, nasce per accendere i riflettori su patologie insidiose e spesso invisibili: le malattie renali croniche rare, con un focus particolare sulla Glomerulopatia da C3 (C3G) e sulla Glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (IC-MPGN).
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Malattie renali rare: il problema del ritardo diagnostico
Il dato è allarmante: il 44% dei pazienti affetti da una malattia renale rara deve attendere oltre un anno per ricevere una diagnosi corretta. In questo lasso di tempo, la patologia progredisce silenziosamente, erodendo la funzionalità dell’organo e portando molti pazienti verso l’insufficienza renale terminale.
Prognosi complessa
Affrontare queste patologie significa confrontarsi con una prognosi complessa. I dati mostrano che, dopo dieci anni, molti pazienti necessitano di dialisi, un percorso fatto di sedute ospedaliere ricorrenti che impattano pesantemente sulla qualità della vita. Anche il trapianto non è sempre la soluzione definitiva, poiché la malattia torna a colpire il nuovo rene in otto casi su dieci.
Malattie rare del rene
«Le malattie renali rare come la C3G e la IC‑MPGN primaria rappresentano una sfida clinica complessa», spiega il professor Domenico Santoro, Direttore della UOC di Nefrologia e Dialisi del Policlinico di Messina e docente ordinario di Nefrologia all’Università degli Studi della città siciliana. «Cogliere tempestivamente i segni è cruciale per rallentare la progressione e cambiare il destino del paziente».
Cosa sono C3G e IC-MPGN?
«Si tratta di patologie che colpiscono i glomeruli, le microscopiche unità filtranti del rene. Nella C3G e nella IC-MPGN, il sistema del complemento, che è una parte del nostro sistema immunitario, si attiva in modo anomalo, causando un’infiammazione cronica che danneggia i reni. La prognosi è spesso severa: circa il 50% degli adulti e il 20% dei bambini colpiti da queste forme progrediscono verso l’insufficienza renale entro soli 10 anni dalla diagnosi, rendendo necessari la dialisi o il trapianto», dice Santoro.
Quali sono i segnali da non ignorare?
Non servono esami complessi per far scattare il sospetto, ma una grande attenzione ai dettagli. I segnali “spia” sono:
- Creatinina alta: un valore nel sangue che indica che il filtro renale non lavora bene.
- Proteinuria: presenza di proteine nelle urine.
- Ematuria: presenza di globuli rossi (sangue) nelle urine.
«Normalmente nelle urine non dovrebbero esserci né sangue né proteine. Un semplice esame delle urine e il dosaggio della creatinina sono test economici ma capaci di salvare l’organo prima che sia troppo tardi. Grande attenzione va posta anche alla familiarità: se in famiglia ci sono stati casi di insufficienza renale, lo screening deve essere ancora più rigoroso, specialmente tra i giovani», continua lo specialista».
La campagna CL3AR invita quindi i cittadini a fermarsi nei gazebo informativi: conoscere i propri reni è il primo passo per proteggerli.
A cura di OK Promotion




