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I genitori e la paura di viziare i figli

Testo di Daniela Ciccarelli, psicologa e psicoterapeuta, blogger di PSICOZOO Avere paura di viziare il proprio bambino è tipico di tutti i genitori, sin dalla nascita del figlio. A causa di questa paura, molti genitori lasciano piangere i loro figli, non li prendono spesso in braccio e dicono ai nonni come comportarsi per evitare di viziare i nipoti.

Testo di Daniela Ciccarelli,
psicologa e psicoterapeuta,
blogger di PSICOZOO

Avere paura di viziare il proprio bambino è tipico di tutti i genitori, sin dalla nascita del figlio. A causa di questa paura, molti genitori lasciano piangere i loro figli, non li prendono spesso in braccio e dicono ai nonni come comportarsi per evitare di viziare i nipoti.

Gruppo San Donato

Quando si parla di affetto non è mai troppo. Alcuni bambini soffrono di coliche e quindi piangono molto. Se adottiamo la tattica «non lo prendo in braccio quando piange perché lo vizio», non gli diamo quell’affetto di cui ha bisogno in quel momento di sofferenza che sta provando.

Avere paura di viziare il proprio figlio è sano, ma facciamo attenzione a non limitare il nostro affetto, i nostri baci e abbracci, solo per paura. I bambini hanno bisogno di contatto fisico, di calore e attenzione.

Ovviamente non è il caso di dare loro tutto quello che vogliono in qualsiasi momento, come giochi o altro. Questo potrebbe essere rischioso, si rischia di non poter negare nulla al bambino, i quali poi con il tempo, crescendo, potrebbero diventare egoisti e pensare solo ai loro bisogni.

I bambini formano il loro carattere quando si vedono come una persona separata dagli altri; prima dei due anni è difficile che il bambino abbia del tutto questa percezione.

Quando parliamo di un bambino lattante dobbiamo ricordare che un modo per esprimere una propria esigenza è il pianto. Se abbiamo paura di viziare un neonato, o ci sentiamo giudicati dagli altri che stiamo viziando nostro figlio, rischiamo di non comprendere e soddisfare le sue richieste, e lui continuerà a piangere, perché quello è l’unico modo che ha per comunicare con voi. Lui impara a comunicare con voi con il pianto. E il fatto che il genitore ci sia, vuol dire solo una conferma per il bambino che sta imparando a gestire il mondo che lo circonda.

Pensiamo alla paura del viziarlo solo dopo i due anni, periodo in cui il bambino ha una percezione di sé diversa, sta crescendo e maturando, quindi è pronto ad avere alcune regole e a non ottenere sempre tutto quello che desidera.
Daniela Ciccarelli

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