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Essere gentili fa ingrassare

Essere cortesi può essere una tentazione a mangiare anche quando non si ha fame. L’essere cortesi e far sentire più a loro agio gli altri, o la paura di offenderli, può indurci a mangiare anche quando non abbiamo fame o non è il caso. Questo il problema maggiore del frequentare gli altri, secondo i ricercatori della Case Western Reserve University di Cleveland in Ohio (Usa).

Essere cortesi può essere una tentazione a mangiare anche quando non si ha fame. L’essere cortesi e far sentire più a loro agio gli altri, o la paura di offenderli, può indurci a mangiare anche quando non abbiamo fame o non è il caso. Questo il problema maggiore del frequentare gli altri, secondo i ricercatori della Case Western Reserve University di Cleveland in Ohio (Usa).

È naturale, d’altronde. Si va a casa di qualche amico o parente e questo ci offre il caffettino, il biscottino, la torta… il pranzo. La stessa cosa avviene quando si decide di andare a prendere qualcosa al bar o in qualche altro locale, fosse anche il fast-food. E così, per non sembrare scortesi, capita spesso di mangiare anche quando non necessario e il risultato lo vediamo quando saliamo sulla bilancia.

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Il voler far piacere agli altri, poi, può essere sentito come una pressione sociale al dover mangiare per forza, e ciò in alcune persone può essere fonte di disagio emotivo. Senza tenere conto che, molte volte si è spinti a mangiare oltre misura – sempre nel tentativo di far sentire a proprio agio gli altri.

«Coloro che mangiano troppo, per piacere agli altri tendono a rimpiangere le proprie scelte in seguito»Julie Exline, psicologa alla Case Western Reserve. «Non ci si sente bene a cedere alle pressioni sociali», aggiunge Exline nell’articolo che riporta i risultati dello studio sul Journal of Social and Clinical Psychology.

Per comprendere come funzionano certi meccanismi psicologici, che poi hanno inevitabilmente delle ripercussioni anche sul fisico, gli scienziati hanno coinvolto 101 studenti universitari, di cui 41 uomini e 60 donne. Tutti i partecipanti hanno dovuto compilare un questionario atto a esaminare le caratteristiche personali delle persone che vogliono fa piacere agli altri, ossia quelli che mettono i bisogni degli altri prima dei loro, che si preoccupano se potrebbero ferire gli altri – e che per l’occasione hanno battezzato “sociotropy”.

Quello che è emerso con maggiore evidenza è che la pressione sociale spesso gioca un ruolo fondamentale nelle abitudini alimentari delle persone che, quando analizzate, possono riservare delle sorprese. Molti comportamenti alimentari possono infatti differire di molto in base alle relazioni sociali. Le persone che fanno di tutto per far piacere agli altri, sottolineano i ricercatori, possono sentirsi ansiosi o in colpa se sorpassano gli altri in settori quali gli studi, lo sport, le relazioni eccetera. Costoro cercano sempre di non essere una minaccia per gli altri, e spesso bruciano molta energia nel tentativo di tenere gli altri a loro agio.

«Le persone sociotropy sentono maggiormente la pressione nel dover mangiare quando credono che questo loro mangiare aiuti un’altra persona a sentirsi più a suo agio. Quasi tutti si sono trovati in una situazione in cui hanno sentito questa pressione, ma le persone sociotropy sembrano particolarmente sensibili a esse», conclude Exline.

Fonte La Stampa

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