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Alopecia areata e dermatite atopica: rimborsabile la prima terapia specifica

Baricitinib è la prima opzione terapeutica per adulti con alopecia areata severa rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale in ambito ospedaliero

È stato il primo farmaco in assoluto autorizzato per l’alopecia areata severa (nel 2022), e ora è anche rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale in ambito ospedaliero. Baricitinib fa parte dei JAK-inibitori, una categoria di medicinali in cui da tempo sono riposte molte speranze per il trattamento dell’alopecia areata e anche della dermatite atopica grave, a cui spesso è associata. Entrambe due malattie al forte impatto estetico e con pesanti ripercussioni sulla vita di chi ne soffre. Tra queste ansia, depressione, disturbi del sonno, difficoltà a socializzare.

Come funziona il nuovo farmaco

Il farmaco baricitinib è un inibitore orale delle Janus chinasi (JAK), che agisce interrompendo la risposta immunitaria anomala che causa la caduta dei capelli nell’alopecia areata. Fino al 2022 nessun JAK-inibitore era stato ancora approvato dalle autorità regolatorie italiane. Mentre ora non solo la sua efficacia è stata riconosciuta ma è anche rimborsabile in fascia H, quella che comprende i farmaci utilizzabili solo in ospedale o che possono essere distribuiti dalle strutture sanitarie, per i pazienti candidati a una terapia sistemica affetti da alopecia areata severa e da dermatite atopica severa in associazione a corticosteroide topico.

Gruppo San Donato

Baricitinib è il primo farmaco specifico approvato per il trattamento dell’alopecia areata severa negli adulti. Fino a poco tempo fa non esistevano trattamenti approvati dalle autorità per i pazienti con alopecia areata. I medici potevano solo affidarsi all’uso di terapie off-label. «La rimborsabilità per bariticinib è un grande passo avanti» conferma Bianca Maria Piraccini, direttore della UOC Dermatologia IRCCS Policlinico di Sant’Orsola Università degli Sudi di Bologna. «Gli studi Brave (trial clinici di fase 3, pubblicati sul The New England Journal of Medicine, ndr) ne hanno ampiamente dimostrato sicurezza ed efficacia».

Cos’è l’alopecia areata

L’alopecia areata è caratterizzata dalla perdita di capelli a chiazze con prurito, sensazione di bruciore o dolore prima della caduta. La ricrescita spontanea è frequente nelle prime fasi della malattia, ma sono comuni anche le recidive. Circa l’85% dei pazienti presenta infatti episodi multipli.

Impatto psicologico

Molti di loro descrivono di sentirsi in imbarazzo, umiliati e profondamente depressi a causa della perdita dei capelli.
Esistono prove che dimostrano che le persone hanno un rischio maggiore di soffrire di disturbi mentali quando vivono con una condizione come l’alopecia. Anche perché gran parte dell’opinione pubblica continua a considerarla una malattia trasmissibile. E questo accentua la stigmatizzazione, che si può presentare sotto forma di bullismo o di incomprensione da parte dei colleghi, amici, terze persone.

In uno studio, i pazienti con alopecia areata hanno espresso il timore che qualcuno non volesse avere una relazione sentimentale con loro e hanno trovato difficile o evitato del tutto gli appuntamenti a causa della scarsa fiducia in sé stessi, della paura del giudizio o del rifiuto.

Diffusione dell’alopecia areata

Secondo i dati di uno studio condotto in Italia nel 2019, si stima che circa 117.966 italiani soffrano di alopecia areata. È più comune nei giovani adulti, ma colpisce in egual misura tutti i sessi. L’esordio avviene quasi sempre prima dei 40 anni e quasi la metà dei pazienti mostra segni clinici prima dei 20 anni. Si stima che tra il 7% e il 25% dei pazienti con alopecia areata a chiazze progredisca verso l’alopecia totalis o l’alopecia universalis, per cui la guarigione completa è rara.

Il nuovo farmaco e la dermatite atopica

Baricitinib rappresenta una risorsa utile anche per il trattamento della dermatite atopica, che colpisce soprattutto le donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni e si presenta con eritemi, edemi, formazione di vescicole che possono trasformarsi in ulcerazioni e croste, fino a raggiungere in fase avanzata lichenificazione e desquamazione.

Si tratta di una patologia cutanea infiammatoria, il cui trattamento differisce in base alla gravità della malattia. Può prevedere sia l’applicazione di sostanze lenitive ed emollienti, sia l’utilizzo di antinfiammatori per uso cutaneo a base di corticosteroidi o di inibitori della calcineurina.
Nei casi più gravi, caratterizzati da una bassa qualità di vita, ansia, depressione, disturbi del sonno, possono essere impiegati farmaci immunosoppressori. Ma qualora questi farmaci siano controindicati o vi sia una risposta insoddisfacente, si possono utilizzare gli anticorpi monoclonali o baricitinib, come alternativa terapeutica.

«Bariticinib è un farmaco già molto utilizzato nel trattamento dell’artrite reumatoide. Ha un buon profilo di sicurezza e poche interazioni farmacologiche» ha commentato Antonio Costanzo, direttore dell’Unità Operativa di Dermatologia-Humanitas. «Sul piano terapeutico, come dimostrato dagli studi Breeze, ha il vantaggio di agire rapidamente calmando il prurito e agendo anche sulle lesioni della pelle. La rimborsabilità è un’ottima notizia perché sono ancora poche le terapie sistemiche». 

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