Disabili

Zanardi: dalle quattro alle tre ruote

Chi non lo ricorda Zanardi al volante della Lotus? Bene Alex è alle paralimpiadi per vincere. Proprio il pilota con oltre 41 presenze nei Gran premi di Formula che negli anni ‘90 ha dato filo da torcere a Prost e a Senna. Lo Zanardi che in un tragico incidente che nel settembre 2001, durante una gara di Formula Cart sul circuito Eurospeedway di Lausitzring, vicino a Dresda, rimase in fin di vita per oltre 97 minuti, oggi è alle Olimpiadi londinesi e compete per un oro.

Chi non lo ricorda Zanardi al volante della Lotus? Bene Alex è alle paralimpiadi per vincere. Proprio il pilota con oltre 41 presenze nei Gran premi di Formula che negli anni ‘90 ha dato filo da torcere a Prost e a Senna. Lo Zanardi che in un tragico incidente che nel settembre 2001, durante una gara di Formula Cart sul circuito Eurospeedway di Lausitzring, vicino a Dresda, rimase in fin di vita per oltre 97 minuti, oggi è alle Olimpiadi londinesi e compete per un oro.

Nella macchina ha lasciato entrambe le gambe, ma non il cuore e il sorriso enigmatico che si disegna sul suo volto. L’amputazione di entrambi gli arti inferiori al di sotto del ginocchio è un colpo che avrebbe messo ko chiunque tranne un grande atleta come lui. «Sono cresciuto sognando le imprese di Jacques Villeneuve, ho avuto l’onore di gareggiare con l’inarrivabile Ayrton Senna», spiega Zanardi, «ma come pilota assomiglio a Nigel Mansel, uno che lotta come un leone fino alla linea del traguardo. Non potevo mollare». è solo l’incipit di una storia che ricomincia prima esorcizzando l’incidente ripercorrendo, nel 2003, i 13 giri che mancavano alla conclusione del gran premio. Ripercorrendoli a modo suo… a tutto gas (in gara avrebbe ottenuto il quinto posto in griglia). Poi gettandosi a capofitto in un altro sport che lo sta conducendo alle paralimpiadi, l’handbike (è arrivato secondo nel campionato mondiale con il Barilla team nel 2011).

Gruppo San Donato

«L’emozione è quella delle grandi occasioni, la sto assaporando, anche se provo anche un filo di tristezza», confessa ad Oggi, «La tristezza di vivere un sogno che dovrà concludersi (ha 46 anni) quando si spegneranno le luci della manifestazione». Ma state tranquilli qualcosa gli frulla già in testa e, alcuni dicono, sia il pensiero di partecipare alle paralimpiadi invernali di Sochi 2014 in Russia.

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