Disabili

Ti aiuto leggendoti nel pensiero

La parola. Avete mai riflettuto su quanto una semplice parola sia importante: acqua, male… Se ne accorgono le mamme – e i papà -quando si trovano tra le mani un frugoletto che piange. Notti passate in bianco a cercare di capire se il neonato ha fame, ha le coliche o vuole solo attenzioni. Se ne accorgono i parenti di chi soffre di gravi disabilità che impediscono di parlare.

Così mi colpisce – in positivo – la ricerca, pubblicata sul Journal of Neural Engineering e condotta su quattro soggetti affetti da epilessia. La loro attività cerebrale è stata monitorata dagli studiosi del Centre for Innovation in Neuroscience and Technology dell’Università di Washington (Usa) attraverso l’impiego di 64 elettrodi. Lo studio ha dimostrato che è possibile identificare i segnali elettrici che si formano nel cervello in corrispondenza della pronuncia di determinati suoni come «oo, ah, eh, ee».

Gruppo San Donato

Siamo come si vede agli albori della ricerca. E lo ammette anche Eric Leuthardt, che ha guidato la ricerca: «Non posso affermare di essere in grado di leggere nella mente di qualcuno. Tuttavia, ho le prove che ciò sia possibile». Però la via è stata aperta…

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