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Liste d’attesa negli ospedali: ecco tutte le misure adottate

Il Consiglio dei Ministri approva un decreto legge e un disegno di legge per arginare la piaga delle lunghe liste d'attesa nelle strutture pubbliche

Abbattere le liste d’attesa. È questo lo scopo del decreto legge e del disegno di legge approvati, martedì 4 giugno, dal Consiglio dei Ministri. Due provvedimenti che introducono nuove misure per cercare di arginare la piaga italiana delle lunghe liste d’attesa nelle strutture pubbliche e garantire ai cittadini le prestazioni sanitarie delle quali hanno bisogno. Ecco, in estrema sintesi e toccando i punti più interessanti per il cittadino, cosa contengono il decreto legge e il disegno di legge.

Liste d’attesa negli ospedali: le misure presenti nel decreto legge

Creazione di una Piattaforma nazionale delle Liste di Attesa

La disposizione prevede l’istituzione, presso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), della Piattaforma nazionale delle Liste di Attesa, che realizzerà l’inter-operabilità con le piattaforme per le liste d’attesa regionali. Questo sistema dovrebbe garantire l’efficacia del monitoraggio, a livello nazionale, di:

Gruppo San Donato

  • misurazione delle prestazioni in lista d’attesa;
  • disponibilità di agende, sia per il sistema pubblico sia per gli erogatori privati accreditati;
  • verifica del rispetto del divieto di sospensione o di chiusura delle attività di prenotazione;
  • modulazione dei tempi di attesa in relazione alle classi di priorità;
  • produttività con tasso di saturazione delle risorse umane e tecnologiche;
  • attuazione decreto del Ministro della salute 23 maggio 2022, n. 77;
  • appropriatezza nell’accesso alle prestazioni, anche utilizzando piattaforme di intelligenza artificiale.

Se dovessero emergere inefficienze o anomalie in merito alle agende di prenotazione, l’Agenas può procedere con una valutazione nei confronti delle Regioni interessate, al fine di verificare il corretto funzionamento del sistema di gestione delle liste d’attesa.

Istituzione di un organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria

Viene istituito, presso il Ministero della Salute, l’organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria, che ha il compito di svolgere verifiche presso le aziende sanitarie locali e ospedaliere e gli erogatori privati accreditati sulla corretta erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie e sul funzionamento del sistema di gestione delle liste di attesa.

Anche le strutture private accreditate afferiscono al CUP

Non solo le strutture pubbliche ma anche gli erogatori privati accreditati devono afferire al CUP regionale o infra-regionale. L’implementazione, da parte delle strutture sanitarie private autorizzate, dell’interoperabilità del proprio sistema di prenotazione e di accesso alle prestazioni con il sistema dei CUP costituisce un requisito, nell’ambito delle procedure di rilascio da parte delle Regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, dell’accreditamento istituzionale.

Il CUP deve contattare l’assistito che ha prenotato una prestazione per ricordare lui la data di erogazione della stessa e chiederne la conferma o la cancellazione, da effettuare almeno due giorni lavorativi prima della prestazione. L’assistito che non si presenta nel giorno previsto senza giustificata disdetta può essere tenuto al pagamento all’erogatore pubblico o privato accreditato della quota ordinaria di partecipazione al costo.

I pazienti cronici e oncologici avranno agende dedicate

Nell’ambito della gestione delle patologie cronico-degenerative e oncologiche, deve essere garantito l’accesso alle prestazioni presenti nei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali, attraverso agende dedicate. La gestione di tali agende può essere effettuata direttamente dallo specialista di riferimento o dalla struttura appositamente dedicata della ASL di appartenenza.

Vietato chiudere le agende

Alle aziende sanitarie e ospedaliere si impone il divieto di sospendere o chiudere le attività di prenotazione.

Garantire le prestazioni utilizzando l’intramoenia o il sistema privato accreditato

Se non fosse possibile rispettare i tempi previsti dalle classe di priorità, le direzioni generali aziendali garantiscono l’erogazione delle prestazioni richieste attraverso l’utilizzo dell’attività libero-professionale intramuraria o intramoenia (che, stando alla definizione del Ministero della Salute, si «riferisce alle prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale, i quali utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale stesso a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa») o del sistema privato accreditato.

Visite diagnostiche e specialistiche anche al sabato e alla domenica

Per garantire il rispetto delle tempistiche, le visite diagnostiche e specialistiche possono essere effettuate anche nei giorni di sabato e domenica e la fascia oraria per l’erogazione di tali prestazioni può essere prolungata. Si vieta che l’attività libero-professionale comporti per ciascun dipendente un volume di prestazione superiore a quello assicurato per i compiti istituzionali. In tal senso, l’attività libero-professionale è soggetta a verifica da parte della direzione generale aziendale.

Potenziamento dell’offerta sanitaria

Viene istituito un piano d’azione che rafforzi la capacità di erogazione dei servizi sanitari e l’incremento dell’utilizzo dei servizi sanitari e sociosanitari sul territorio. Questo prevede:

  • la realizzazione degli investimenti relativi alle infrastrutture di tipo tecnologico, destinate all’erogazione di servizi sanitari o sociosanitari, e all’adeguamento infrastrutturale e al potenziamento tecnologico dei Dipartimenti di salute mentale dei Consultori familiari e dei Punti screening;
  • la realizzazione degli investimenti diretti a sostituire, ammodernare o implementare le attrezzature informatiche, tecnologiche e diagnostiche, destinate all’erogazione di servizi sanitari o sociosanitari;
  • la formazione degli operatori sanitari per:
    – la sperimentazione dei progetti terapeutico riabilitativo personalizzati in tutti i Dipartimenti di salute mentale e di modelli organizzativi e dei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali specifici per i Consultori familiari;
    – lo sviluppo di metodologie e strumenti per l’integrazione e l’aggiornamento continuo delle liste anagrafiche degli inviti ai test di screening;
    – la sperimentazione di modelli organizzativi per il miglioramento dell’organizzazione dei servizi di screening.

Liste d’attesa negli ospedali: le misure presenti nel disegno di legge

I medici attribuiscono una classe di priorità alle prestazioni

Quando prescrive prestazioni di specialistica ambulatoriale, nel caso di prima visita o esame diagnostico, il medico deve attribuire una classe di priorità e indicare sempre il sospetto diagnostico. In particolare:

  • classe U (URGENTE): entro 72 ore dalla richiesta di prestazione;
  • classe B (BREVE ATTESA): entro 10 giorni dalla prenotazione;
  • classe D (DIFFERITA): entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli accertamenti diagnostici dalla prenotazione;
  • classe P (PROGRAMMABILE): entro 120 giorni dalla prenotazione secondo indicazione del medico prescrittore.

Le Regioni attuano ogni iniziativa possibile per assicurare ai propri assistiti l’effettiva erogazione delle prestazioni sanitarie nelle strutture pubbliche e private accreditate e per garantire il rispetto dei tempi di attesa.

I cittadini possono segnalare i disservizi

Viene istituito un registro delle segnalazioni a cui accedono i cittadini, tramite il sito istituzionale del Ministero della Salute, per segnalare problematiche e disservizi in materia di erogazione di prestazioni sanitarie.

Nuovi incarichi ai professionisti sanitari

Per garantire la completa attuazione dei Piani operativi per il recupero delle liste d’attesa, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale possono avvalersi degli specialisti ambulatoriali interni, già in servizio a tempo indeterminato, su richiesta degli stessi. Viene anche introdotta la possibilità, per i medici in formazione specialistica regolarmente iscritti al relativo corso di studi, di assumere, su base volontaria e al di fuori dall’orario dedicato alla formazione, incarichi libero-professionali presso i servizi sanitari del SSN. Inoltre, le Regioni e gli enti del SSN possono reclutare il personale del comparto e della dirigenza medica e sanitaria nonché delle professioni sanitarie attraverso forme di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa.

Promuovere l’erogazione dei servizi in farmacia

Il disegno di legge promuove l’erogazione dei servizi in farmacia. Qui si potranno fare vaccinazioni, tamponi, valutazioni diagnostiche di diverso tipo.

Potenziamento dei Dipartimenti di salute mentale

Per potenziare i servizi sanitari e socio-sanitari erogati dai Dipartimenti di salute mentale, il provvedimento autorizza, a decorrere dal 2026, per un triennio, la spesa di 60 milioni di euro annui, per:

  • il finanziamento di un progetto di rafforzamento dei Dipartimenti di salute mentale;
  • la qualificazione dei percorsi per la effettiva presa in carico e per il reinserimento sociale dei pazienti con disturbi mentali autori di reato;
  • l’attuazione degli obiettivi di prevenzione, di presa in carico e di lavoro in rete per i disturbi dell’adulto, dell’infanzia e dell’adolescenza;
  • l’attuazione di appositi piani regionali finalizzati alla presa in carico delle persone con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA).

Per questi motivi le Regioni possono bandire concorsi per l’assunzione, in deroga alle disposizioni vigenti, delle figure professionali di seguito individuate: medici psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, infermieri, educatori professionali, terapisti della riabilitazione psichiatrica, terapisti occupazionali, sociologi, assistenti sociali, operatori socio-sanitari, personale amministrativo.

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Chiara Caretoni

Giornalista pubblicista, lavora come redattrice per OK Salute e Benessere dal 2015 e dal 2021 è coordinatrice editoriale della redazione digital. È laureata in Lettere Moderne e in Filologia Moderna all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha accumulato diverse esperienze lavorative tra carta stampata, web e tv, e attualmente conduce anche una rubrica quotidiana di salute su Radio LatteMiele e sul Circuito Nazionale Radiofonico (CNR). Nel 2018 vince il XIV Premio Giornalistico SOI – Società Oftalmologica Italiana, nel 2021 porta a casa la seconda edizione del Premio Giornalistico Umberto Rosa, istituito da Confindustria Dispositivi Medici e, infine, nel 2022 vince il Premio "Tabacco e Salute", istituito da SITAB e Fondazione Umberto Veronesi.
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