Disabili

Ho una laurea, ma il lavoro dov’è?

«Disabilità, università e lavoro: userei queste tre parole per descrivere brevemente la mia vita» - spiega Laura Capra nel racconto che mi ha mandato e che pubblico. «Convivo dalla nascita con una patologia congenita che mi costringe in carrozzina, ma nonostante ciò, non mi sono mai fermata davanti a nulla anche grazie all’aiuto fondamentale della mia famiglia».  

«Disabilità, università e lavoro: userei queste tre parole per descrivere brevemente la mia vita» – spiega Laura Capra nel racconto che mi ha mandato e che pubblico. «Convivo dalla nascita con una patologia congenita che mi costringe in carrozzina, ma nonostante ciò, non mi sono mai fermata davanti a nulla anche grazie all’aiuto fondamentale della mia famiglia».

 

Non mi sono fermata davanti al fatto che a Carlantino, il piccolo paese foggiano dove vivo non ci sono né scuole superiori né università. Volevo studiare e mi sono iscritta alla facoltà di Economia di Foggia. Ho vissuto lontano dalla mia famiglia – non totalmente sola perché non sono completamente autonoma – per 5 anni fino al conseguimento della laurea.

Gruppo San Donato

Non è stato facile: Foggia non offre nessun tipo di servizio per i disabili, né per i trasporti degli studenti nelle facoltà, né di assistenza all’interno delle case dello studente. Le mille difficoltà, alcune volte, hanno minato la mia volontà – pensate che al momento di svolgere il tirocinio obbligatorio mi è stato detto che non era compito della facoltà trovare un’azienda senza barriere architettoniche nonostante ci fosse un referente alla disabilità e ho dovuto provvedere diversamente, ma alla ce l’ho fatta: nel maggio 2010 ho conseguito la laurea specialistica in Economia in corso e a pieni voti

Ben presto però ho capito che quello era solo il punto di partenza; ho sostenuto qualche concorso pubblico, con esito negativo purtroppo, ho inviato curriculum vitae su Internet ma mai nessuna chiamata se non per un call – center di una multinazionale inglese dove è stato esplicitamente dichiarato che ero troppo qualificata per lavorare li.

Da una parte ero contenta di aver sostenuto il mio primo colloquio di lavoro e dall’altra ero delusa perché mi aspettavo qualcosa di più. Pochi giorni fa, una telefonata da Milano per attività di segreteria presso un’azienda ma non sono andata bene perché era necessario almeno il domicilio in Lombardia; poi il vuoto totale.

Ho letto le parole di Cristina Scialino, responsabile delle risorse umane L’Oreal, e mi ci sono confrontata: in un anno e mezzo solo due colloqui. Eppure sono laureata. Eppure mi sono dedicata anima e corpo a cercare lavoro. Mi chiedo siamo categorie protette o persone maggiormente esposte agli insuccessi?
Laura Capra

Mostra di più
Pulsante per tornare all'inizio