Benessere

Smalti e ricostruzioni: quali scegliere?

Gel, semipermanenti e vernici classiche. Tutti i pro e i contro da considerare prima della scelta del trattamento

French manicure, glitter o colori scintillanti. La fantasia non ha limiti in fatto di unghie. E se le tue sono in salute, applicare lo smalto classico non ha controindicazioni. «Assicurati però di non avere allergie ai costituenti del prodotto, soprattutto alla resina toluene sulfonamide formaldeide, che è l’elemento più sensibilizzante» avverte Sandra Lorenzi, dermatologa e responsabile della sezione micologia e patologia annessi cutanei dell'Istituto dermatologico europeo di Milano (puoi chiederle un consulto). «L’unico problema è poi rimuoverlo con l’acetone perché, per quanto possa essere oleoso, per togliere la resina serve un solvente che disidrata la lamina ungueale. Il giusto compromesso è tenere lo smalto una settimana sì e una no», consiglia la specialista.

Se la lamina è fragile. «Se le tue unghie sono deboli, invece, è meglio non mettere lo smalto, nemmeno quello indurente perché poi comunque deve essere tolto con l’acetone», dice Lorenzi. «Preferisci invece degli "integratori" sotto forma di smalto idrosolubile (li trovi in farmacia) da applicare direttamente sulle unghie che contengono complessi multivitaminici, selenio e silicio e urea».

Gruppo San Donato

In caso di funghi. In condizioni patologiche, come le micosi, usare lo smalto per coprire eventuali macchie antiestetiche è una cattiva idea. Come sottolinea la dermatologa: «L’unghia deve essere libera per poter valutare il grado di guarigione e per assorbire al meglio i trattamenti specifici».

Lo smalto semipermanente è una buona idea per avere mani in ordine fino a tre settimane, sempre se le tue unghie sono in salute. «Va bene ricorrere a questa soluzione ma senza esagerare per non rendere l’unghia troppo fragile», puntualizza Lorenzi. «Fai respirare le unghie per almeno un mese tra una seduta e l’altra, intervallando con smalti normali o lasciando l’unghia libera. Il problema sta sempre nel solvente che, per eliminare il semipermanente, disidrata ancora di più l’unghia perché ha tempi di posa maggiori e, in alcuni casi, si deve ricorrere anche alla limatura per una rimozione totale del prodotto».

Se la lamina è fragile. In caso di unghie sottili e che si spezzano è consigliabile effettuare il trattamento almeno ogni due o tre mesi.

In caso di funghi. Lo smalto semipermanente è sconsigliato in caso di funghi.

«Ricostruire l’unghia, invece, comporta l’uso di resine, in particolare acrilati, sostanze che possono provocare sensibilizzazioni e allergie», mette in guardia la specialista. 

Se la lamina è fragile. Il trattamento è da evitare in presenza di fragilità ungueale perché quando il gel viene rimosso l’unghia sarà ancora più friabile.

In caso di funghi. «È da evitare non solo in caso di micosi, ma anche per prevenirle», suggerisce Lorenzi. «La ricostruzione delle unghie consiste nell’allungamento della lamina. Questo prolungamento artificiale esercita una leva sopra la tua unghia e potrebbe causare onicolisi traumatica. In pratica l’unghia potrebbe leggermente sollevarsi dal letto rischiando così infiltrazioni di funghi e batteri».

«In passato si sono verificati anche problemi cutanei (piccoli tumori della pelle) legati all’assiduità di esposizione alle radiazioni UV emesse dalle lampade usate per far asciugare la ricostruzione e il semipermanente. La soluzione è semplice: basta usare dei guanti o una crema con protezione 50+ sulle zone interessate», conclude la dermatologa.

Alice Di Pietro

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