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Come abbronzarsi senza rischi

Per evitare danni alla pelle, che si possono manifestare anche dopo diversi anni, è sempre doveroso seguire alcune semplici regole per una corretta esposizione solare

Abbronzarsi senza rischi, per prenderci solo il meglio dai raggi solari. Quando si tratta di prendere il sole siamo tutti un po’ più attenti rispetto a qualche anno fa, ma non abbastanza per evitare danni, anche permanenti, sulla salute, causati da un’esposizione scorretta. Eppure le regole per abbronzarsi senza rischi e in maniera sana sono chiare e semplici. Vediamole insieme.

Come abbronzarsi senza rischi: individuare il proprio fototipo per proteggersi adeguatamente

La sensibilità della cute alle radiazioni ultraviolette può variare notevolmente tra gli individui. Una volta identificato il proprio fototipo è più semplice adottare dei comportamenti di esposizione solare adeguati. I fototipi sono sei:

Gruppo San Donato

  • il primo ha capelli chiarissimi, e il colore della pelle è quasi albino;
  • il secondo ha capelli e occhi chiari e appartiene alla specie caucasica/nord europea.
  • I fototipi 3 e 4 hanno capelli, pelle e occhi scuri e appartengono all’area del Mediterraneo.
  • I fototipi 5 e 6 hanno pelle, capelli e occhi molto scuri, tratti asiatici e africani.

Quali sono i rischi di un’esposizione solare sbagliata o esagerata?

Per ottenere un’abbronzatura perfetta spesso ci si espone al sole con sregolatezza e senza usare il buon senso. Ma cosa si rischia? Prima di tutto il fotoinvecchiamento, che non provoca soltanto un invecchiamento precoce della pelle ma aumenta di quattro volte il rischio di ammalarsi di melanoma.

Scottature, eritemi ed esposizione al sole senza filtri solari aumentano il rischio di contrarre melanoma e carcinoma della pelle. Il rischio è molto elevato quando scottature ed eritemi si hanno in giovane età, per questo è importante la prevenzione.

Come abbronzarsi senza rischi e in modo sano: le regole base

Le radiazioni ultraviolette sono considerate dei carcinogeni completi dall’Agenzia IARC, braccio operativo della Organizzazione Mondiale alla Sanità, al pari del fumo di sigarette.

Se si ha un fototipo 1 e 2 bisogna evitare l’esposizione eccessiva e le conseguenti scottature. Per tutti i fototipi, l’esposizione deve essere graduale per poter consentire alla pelle di sviluppare una naturale abbronzatura. È essenziale evitare di prendere il sole durante le ore centrali della giornata. È molto importante proteggere i bambini dalle scottature perché le ustioni solari in età pediatrica correlano con un aumentato rischio di sviluppare melanoma in età adulta. Da evitare l’esposizione solare diretta dei neonati fino a 1 anno.

Come abbronzarsi senza rischi: quali creme e protezioni scegliere?

L’abbronzatura graduale riduce il rischio di scottature solari e gli alleati per ottenerla sono principalmente le creme solari, che vanno scelte in base al proprio fototipo, con filtri per i raggi UVA e UVB. Bisogna sempre tenere a mente che ci si abbronza anche con fattori di protezione elevati. L’abbronzatura appare più lentamente e meno intensa, ma è più uniforme e dura di più.

Le creme solari vanno utilizzate anche quando si è già abbronzati. La cute abbronzata, infatti, non è protetta completamente dall’azione degli UV che creano danni al DNA e alle fibre elastiche della pelle. Per lo stesso motivo ai tropici e in alta montagna è necessaria una protezione maggiore.

Come e quando utilizzare le creme solari per avere un’abbronzatura sana?

Le creme fotoprotettive vanno applicate in dosi adeguate e per più volte durante l’esposizione.

  • La quantità raccomandata dalla comunità europea è di 36 grammi ad applicazione, che corrisponde circa a 6 cucchiai colmi.
  • Il numero di applicazioni è influenzato dal fattore di protezione solare o SPF, dai numeri di bagni al mare e dall’attività fisica. Non bisogna dimenticare che ogni crema, a causa del sudore o dell’acqua, si diluisce fino a scomparire. Pertanto è importante riapplicarla per evitare che perda la sua azione protettiva soprattutto in caso di sport all’aperto o dopo avere fatto un bagno in mare o in piscina. In linea di massima si rendono necessarie nuove applicazioni del prodotto ogni 2-3 ore, per renderlo veramente protettivo.

Come abbronzarsi senza rischi: proteggere anche le zone “nascoste” del corpo

Alcune parti del nostro corpo sono da proteggere in modo particolare perché sono più soggette a scottature ed eritemi. Ma spesso ce ne dimentichiamo perché sono “nascoste”. Stiamo parlando di orecchie, naso, spalle, cuoio capelluto, piedi e la zona posteriore delle ginocchia.

Come abbronzarsi senza rischi: non bisogna dimenticarsi di occhiali da sole, cappelli e indumenti protettivi

Non soltanto creme. Si possono anche utilizzare degli indumenti per proteggersi dai danni del sole. Il cappello a falda larga protegge occhi, viso e collo, ma sono perfetti anche camicia a manica lunga e pantaloni lunghi. La barriera fisica creata dagli indumenti è efficace nel bloccare gli UV e la loro capacità non varia nel tempo, anche se dipende da diversi fattori come umidità, colore e fibre. Ad esempio un tessuto bagnato, chiaro e di cotone è meno efficace nel proteggere dagli ultravioletti rispetto a un tessuto asciutto, scuro e in fibre “fitte”.

Gli occhiali da sole

Non dimenticate gli occhi, anche loro hanno bisogno di protezione ed è essenziale indossare occhiali da sole con filtro UV. Gli occhiali da sole hanno la possibilità di ridurre il danno agli occhi tanto che l’Unione Europea li classifica come “dispositivi di protezione individuale”. Infine, approfittare dell’ombra naturale di alberi, tettoie, ombrelloni è un altro buon consiglio: l’ombra impedisce l’incidenza diretta dell’UV sulla nostra cute ma consente comunque di migliorare l’abbronzatura.

L’importanza del cappello in chi è calvo

I capelli, tra le altre cose, hanno anche il compito di proteggere la cute della testa dai raggi solari. Se si è calvi, rasati o si hanno pochi capelli bisogna indossarne sempre uno.

Lampade a ultravioletti per prepararsi all’abbronzatura: qual è il rischio?

Il rischio c’è per tutti. In pratica una seduta di circa 20 minuti di lettino abbronzante equivale come intensità a 8 ore di esposizione al sole del Mar Mediterraneo in agosto. Secondo il decreto del ministero della Salute l’operatore del centro estetico deve stilare una scheda paziente dove annotare età, caratteristiche della pelle, problemi di salute e altre informazioni prima di sottoporre il cliente alla seduta di abbronzatura artificiale.

La lampada a raggi ultravioletti è vietata ai minori di 18 anni, alle donne in stato di gravidanza, ai soggetti con cute sensibile o che sono stati colpiti da tumori della pelle. Nel nostro studio il lettino abbronzante è utilizzato dal 23% degli intervistati tra i 15 e i 25 anni, anche se vivono in posti di mare, e l’identikit che emerge è di single o separati. Anche le giovani donne con la pelle chiara e le lentiggini amano la lampada. Nel 2009 l’Oms ha dichiarato l’abbronzatura artificiale pericolosa al pari del fumo di sigaretta.

Come abbronzarsi senza rischi: ogni quanto bagnarsi mentre se prende il sole

Esporre il corpo per troppe ore ai raggi solari favorisce la vasodilatazione. Meglio bagnare le gambe molto spesso per evitare la ritenzione di liquidi soprattutto su caviglie e piedi, secondaria alla dilatazione dei vasi sanguigni. Ma ogni quanto bagnarsi? Per 45 minuti di esposizione al sole bisogna stare 15 minuti in mare, sia fermi sia camminando, cercando di bagnarsi anche la testa.

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