Vaccini: dopo l’obbligo la copertura è salita quasi al 95%

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Per alcune malattie, come poliomelite e morbillo, si sta per raggiungere l'immunità di gregge, fondamentale per mettere al sicuro l'intera popolazione

Da (quasi) peggiori della classe a bravi studenti. In materia di vaccini l’Italia sta iniziando a fare i compiti a casa. Dopo il minimo storico del maggio 2017, quando le coperture vaccinali italiane erano state indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le più basse d’Europa (nessuna raggiungeva la soglia di sicurezza del 95%), i numeri sono ricominciati a salire. Effetto del Decreto Lorenzin (in vigore dal 28 luglio 2017), che ha reso obbligatorie 10 vaccinazioni.

Verso l’immunità di gregge

La copertura anti-poliomelite è risalita al 94,5%, quella contro il morbillo è cresciuta del 4,4% arrivando al 91,6%, mentre l’anti-pneumococcica è passata dall’88,4% nel 2016 al 90,8% nel 2017. Perché è importante raggiungere il 95% dei bambini vaccinati? Perché solo in questo modo si ottiene l’immunità di gregge e si proteggono indirettamente coloro che, per motivi di salute, non si sono potuti vaccinare. Ad esempio, i bambini che soffrono di malattie che abbassano le loro difese immunitarie. 

I vaccini salvano vite

Basta poco però – tra fake news e ricorsi delle Regioni – a invertire questo circolo virtuoso. Il rischio è che le vaccinazioni vengano nuovamente messe in discussione, quando in realtà si tratta dell’intervento medico a più basso costo che ha storicamente permesso – e permette ancora oggi – di sconfiggere gravissime malattie. Secondo le stime dell’OMS, i vaccini salvano cinque vite al minuto in tutto il mondo: 7.200 ogni giorno.

I no-vax

I movimenti no-vax hanno preso di mira soprattutto le combinazioni vaccinali somministrate in età pediatrica, ma numerosi studi clinici dimostrano che la somministrazione contemporanea di più antigeni offre una protezione efficace pari a quella dei vaccini somministrati singolarmente, non indebolisce, né sovraccarica il sistema immunitario dei piccoli.

Il vaccino anti-HPV

Uno dei più recenti successi nel campo delle vaccinazioni è rappresentato dal vaccino anti-HPV, il papilloma virus responsabile di circa il 5% dei tumori nel mondo. In Italia, a partire dal 2007, è raccomandata l’offerta attiva e gratuita del vaccino anti-HPV alle ragazze nel corso del dodicesimo anno di vita e il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale prevede nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) l’estensione dell’offerta attiva e gratuita a tutti i dodicenni, sia maschi che femmine.

Il piano vaccinale

Il cardine della strategia vaccinale italiana è proprio il nuovo piano vaccinale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 febbraio 2017, che pone a disposizione gratuitamente ed attivamente all’interno del Servizio Sanitario Nazionale molte delle vaccinazioni considerate sicure ed efficaci dalla comunità scientifica nazionale e internazionale.

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