Bambini

Giocare ai videogiochi rende i bambini più intelligenti?

Uno studio americano ribalta le vecchie convinzioni e afferma che i bambini che giocano ai videogame sono più intelligenti degli altri

Giocare ai videogiochi può aumentare l’intelligenza dei bambini. La notizia arriva da uno studio voluto dal National Institute on Drug Abuse. I risultati sostengono che coloro che giocano per tre o più ore al giorno in media hanno ottenuto risultati migliori nei test cognitivi e di memoria rispetto ai loro coetanei. A differenza di quello evidenziato da altre ricerche e cioè che potrebbero aumentare i comportamenti asociali e la violenza, questa volta si punta agli aspetti positivi dei videogame. Una ricerca precedente aveva sottolineato come giocare ai videogiochi facesse bene alla salute mentale.

Giocare ai videogiochi: i bambini hanno ottenuto risultati migliori nei test

“Questo studio suggerisce che potrebbero esserci anche benefici cognitivi associati a questo passatempo popolare, che meritano di essere approfonditi”. Nora Volkow è direttrice del National Institute on Drug Abuse (NIDA). Per fare un confronto, l’American Association of Pediatrics (AAP) afferma che i bambini non dovrebbero giocare per più di due ore al giorno.

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Gli esperti hanno scansionato il cervello mentre eseguivano una serie di test che testavano il loro tempo di reazione, la risoluzione dei problemi e la memoria. I bambini non hanno solo ottenuto punteggi migliori, ma hanno anche avuto più attività nelle regioni del cervello responsabili di ciascuna funzione.

Quanti italiani giocano?

Secondo i dati del report di IIDEA, i 15,5 milioni di videogiocatori italiani sono il 56% uomini e nel 44% dei casi donne. Le fasce d’eta dove videogiocare è più popolare sono due e sono agli antipodi: dai 15 ai 24 anni e dai 45 ai 64 anni, con 3,7 milioni di giocatori per ciascuna.

I ricercatori dell’Università del Vermont negli Stati Uniti hanno analizzato i dati di oltre 2.000 adolescenti americani. 1.278 hanno dichiarato di non aver mai giocato ai videogiochi, mentre 800 hanno riferito di averli usati per almeno tre ore al giorno. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica JAMA Network Open.

Giocare ai videogiochi aumenta attenzione e memoria

Gli esperti hanno sottoposto ogni bambino a una risonanza magnetica funzionale per misurare la loro attività cerebrale. Le scansioni hanno mostrato che i bambini che giocavano ai videogiochi avevano in media più attività nella regione precuneus del cervello, associata all’attenzione e alla memoria. I ricercatori hanno affermato che giocare ai giochi può migliorare l’attenzione e il controllo degli impulsi perché i videogame richiedono la pratica di queste abilità.

Ci sono vantaggi e svantaggi nel giocare ai videogiochi

“Molti genitori oggi sono preoccupati per l’effetto dei videogiochi sulla salute e sullo sviluppo dei loro figli. Poiché questi giochi continuano a proliferare tra i giovani, è fondamentale comprendere meglio sia l’impatto positivo che negativo che tali giochi possono avere”. Il dottor Bader Chaarani, psichiatra della Vermont University, ha condotto lo studio. “Anche se non possiamo dire se giocare regolarmente ai videogiochi abbia causato prestazioni neuro-cognitive superiori, è una scoperta incoraggiante e dobbiamo continuare a indagare su questi bambini mentre passano all’adolescenza e all’età adulta”.

Lo studio era osservazionale, il che significa che non poteva dimostrare se l’intelligenza migliorata fosse dovuta ai videogiochi o a un altro fattore. Inoltre, non ha suddiviso i giochi per categorie, come azione o strategia, o se fossero single player o multiplayer, il che potrebbe influire sui risultati.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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