Bambini e alimentazione: cresceteli con dieta varia e porzioni corrette

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Garantire varietà, giuste quantità e pochi zuccheri è il primo passo per allontanare il rischio di obesità nei più piccoli, ma tutto dipende dai genitori

Il fatto che il 36% dei bambini della scuola primaria sia obeso o in sovrappeso è un dato preoccupante, ma forse lo è ancora di più il fatto che tra le loro mamme, 4 su 10 non ritengano che il figlio abbia un problema di peso. Se si considera che l’educazione alimentare è compito innanzitutto dei genitori, quando questi non riescono a trasmetterla in modo adeguato scatta il via libera a merendine, bis a tavola, bevande zuccherate durante i pasti, dolci e cibi più appetitosi che salutari. «Oltre ad essere di esempio nel consumare un’alimentazione corretta, i genitori dovrebbero imparare a stimare il fabbisogno giornaliero di calorie e nutrienti dei loro bambini, al fine di poter offrire porzioni corrette oltre che bilanciate nella composizione» sottolinea Claudio Maffeis, professore associato di Pediatria all’Università di Verona, che insieme allo chef Danilo Angè e alla nutrizionista Caterina Poli ha presentato al Festival della Letteratura di Mantova “Mamma ho fame – Una ricetta al giorno per diventare grandi” edito da Educazione Nutrizionale Grana Padano.

Il libro si propone come uno strumento educativo agile e pratico per i genitori, con consigli nutrizionali accanto a ogni ricetta, ma contenente anche informazioni più propriamente scientifiche, segnalando la composizione dei nutrienti di ogni piatto. Perché l’alternativa alla merendina e alla bevanda piena di zuccheri, esiste. «A parte l’acqua, bevanda ideale per grandi e piccini, durante la merenda un bambino può bere un succo 100% frutta (senza zucchero aggiunto), un centrifugato o il latte. Queste bevande però, a differenza dell’acqua, contengono calorie che devono essere considerate nel computo generale della merenda e della giornata» spiega Maffeis. Per quanto riguarda la parte “solida” della merenda, invece, molte mamme prediligono alimenti ricchi di zuccheri a rapido assorbimento «ma si possono anche scegliere alimenti salati, soprattutto per garantire una dieta varia, importante nell’alimentazione di un bambino».

Dalla mattina alla sera, quindi, come si compone una giornata alimentare tipo per un bimbo? «In generale è bene partire con latte o yogurt a colazione, perché i latticini sono ricchi di calcio, fondamentale nella crescita di un bambino. Associare quindi cereali quali pane o fette biscottate (bene alternare integrale e bianco) con poca marmellata. A merenda si può dare la frutta, perfetta perché sazia, idrata ed è ricca di minerali e vitamine. A pranzo e a cena, invece, si possono cucinare piatti unici. Durante questi due pasti principali è importante fornire carboidrati (il bambino ha bisogno di energia a rapido assorbimento) con riso, pasta, polenta o patate, associati a verdure (garantiscono minerali, vitamine e fibre) e a una fonte di grassi e proteine come pesce, carne bianca, legumi o formaggi. Attenzione a non rendere la cena troppo ricca perché magari a pranzo, soprattutto gli adulti, mangiano poco o di fretta. La cena dovrebbe essere leggera per garantire una corretta digestione e non favorire l’accumulo di grasso in eccesso. Mangiando
leggero si dorme anche meglio» sottolinea l’esperto. «La merenda del pomeriggio, invece, dato che c’è più distanza tra pranzo-cena rispetto che tra colazione-pranzo, può essere più robusta di quella di metà mattina: per esempio con frutta, anche centrifugata o frullata, associata a una fonte di grassi, carboidrati e proteine, come per esempio una focaccia. La merenda può essere dolce o salata, ma alimenti ricchi di zuccheri (come gelati e prodotti da forno) e/o grassi (snack e fast food) vanno assunti solo saltuariamente».

Oltre alla merenda ipercalorica, tra i problemi principali di una cattiva educazione alimentare ci sono le porzioni, spesso eccessive. «Salvo poche eccezioni, dovrebbero essere inferiori rispetto a quelle di un adulto. Importante anche il numero dei pasti che dovrebbe essere di 5 (colazione, pranzo, cena e due merende). Se il bimbo ne salta uno perché fa un capriccio, mangerà al pasto successivo, mentre se rifiuta un alimento non ci si deve arrendere al primo “no”: si deve riproporre ciclicamente finché non verrà accettato o almeno provato» spiega Maffeis. «I bambini non hanno bisogno di un eccesso di calorie per crescere: tra i 2 e gli 8 anni solo il 2% delle calorie assunte nella giornata sono utili per la crescita. Con l’adolescenza si arriva al 10-12% ». Dopo il concetto di porzione, fondamentale anche quello di attività fisica: solo1 bambino su 10 fa sport secondo le raccomandazioni. « Molte mamme pensano che le classiche due ore di sport a settimana siano sufficienti per i bambini, mentre le linee guida indicano almeno un’ora di attività fisica al giorno che faccia sudare, anche non necessariamente sportiva, come il gioco all’aperto» conclude Maffeis.

Giulia Masoero Regis

 

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