Bambini: da che età possono viaggiare in aereo?

I più piccoli possono volare tranquillamente o ciò può avere delle conseguenze sul loro stato di salute? La risposta arriva dalla Società Italiana di Pediatria e dalla Società Italiana di Infettivologia Pediatrica

Il primo viaggio in aereo

Quante volte mamme e papà si sono chiesti se portare il proprio bambino, magari di pochi mesi, in aereo comportasse dei rischi per la sua salute? In realtà, come confermano la Società Italiana di Pediatria (SIP) e la Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP), i bimbi sani e nati a termini possono volare a partire da 48 ore dopo la nascita, anche se è preferibile aspettare almeno il settimo giorno di vita. Per i neonati prematuri o con patologie cardiache o polmonari, invece, andrebbe richiesto un parere medico prima di intraprendere un viaggio a bordo di un aereo.

Quando non possono viaggiare
in aereo

I bambini possono viaggiare in aereo senza problemi, a patto che non abbiano in quel momento malattie infettive acute (come sinusiti o infezioni dell’orecchio) o malattie respiratorie croniche severe o che non si siano sottoposti a interventi chirurgici recenti: in questi casi è meglio evitare di volare.

Donne in gravidanza:
fino a quando possono volare

Le donne in gravidanza possono volare fino alla 36esima settimana di gestazione, poi devono rinunciare a farlo. In caso di gravidanze multiple, il limite è fissato alla 32esima settimana.

Cosa fare durante il viaggio in aereo

SIP e SITIP suggeriscono di portare con sé giocattoli e libri per distrarre i bambini particolarmente spaventati dal volo, senza dimenticare il materiale da toilette e scorte di cibo e bevande. È possibile che le variazioni di pressione all’interno della cabina possano comportare barotraumi, con comparsa di otalgia e acufeni, che possono essere ridotti con la deglutizione; per i lattanti e i bambini più piccoli è possibile minimizzare questi effetti dando loro del cibo o un succhiotto. Il viaggio in aereo è raramente associato a sintomi di cinetosi (nausea, vomito), che comunque possono essere alleviati scegliendo posti a metà cabina, dove i movimenti sono meno pronunciati, e somministrando antiemetici prima della partenza.

Attenzione al jet lag

Sebbene i bambini sopportino meglio degli adulti i cambiamenti di fuso, le variazioni orarie possono provocare alterazioni del ritmo sonno-veglia, disturbi dell’attenzione e malessere generale. La Società Italiana di Pediatria e la Società Italiana di Infettivologia Pediatrica suggeriscono:

  • In caso di viaggi a Est: nei giorni precedenti anticipare di 1-2 ore l’addormentamento e favorire l’esposizione alla luce la mattina.
  • In caso di viaggi a Ovest: nei giorni precedenti posticipare di 1-2 ore l’addormentamento e favorire l’esposizione alla luce la sera.

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