Alimentazione

Lo zucchero frena la fame

Uno studio danese assolve il saccarosio: non fa ingrassare. Non solo: addolcire tè o caffè aiuta addirittura ad avere meno appetito

Uno studio dell’Università di Copenaghen, in Danimarca, assolve lo zucchero, uno degli alimenti considerati da sempre colpevoli del sovrappeso.

La ricerca: il saccarosio
aiuta ad avere meno appetito

Non solo: secondo i ricercatori danesi, assumere più volte nella giornata piccole quantità di saccarosio potrebbe addirittura aiutare a non ingrassare e a tenere a freno la fame. Senza esagerare, ovviamente.
In soldoni: se si decide di diminuire le calorie, non si deve per forza tagliare sulla bustina dello zucchero nel tè o nel caffè. Gli studiosi hanno tenuto sotto osservazione un campione vasto, di quasi 3.300 persone. E si sono resi conto che il consumo di zucchero nelle bevande calde, in chi aveva l’abitudine di dolcificare tè o caffè, era inversamente associato all’insorgere dell’obesità.
I ricercatori hanno analizzato una serie ampia di dati (come lo stile di vita, l’attenzione a una dieta differenziata e al peso corporeo), cercando di capire se l’insorgenza ridotta dell’obesità fosse dovuta a un effetto benefico dello zucchero o più semplicemente al fatto che, molto spesso, le persone in sovrappeso evitano di mettere lo zucchero nel caffè.

Gruppo San Donato

Alla fine è emerso che l’associazione inversa fra obesità e consumo di zucchero nelle bevande calde era particolarmente marcata fra le persone meno attente alla dieta: questo ha avvalorato la teoria che piccole quantità di zucchero assunte più volte durante la giornata possano non nuocere alla linea, ma addirittura aiutare a mantenerla. I risultati sono stati pubblicati sull’International journal of food, science and nutrition.

Stimolato un ormone che agisce sulla sazietà
Ma com’è possibile che lo zucchero, tacciato per anni come nemico numero uno della silhouette, possa diventare alleato della dieta? L’ipotesi dei ricercatori è questa: il saccarosio stimolerebbe la produzione di un ormone (peptide 1 similglucagone), che agirebbe sui centri della sazietà. Lo si è dedotto dal fatto che, in alcuni esperimenti condotti su animali, è stato associato a una riduzione di calorie assunte. I nutrizionisti italiani concordano, ma sottolineano che bisogna comunque moderarsi. «Gli zuccheri sono necessari per l’organismo, però vanno privilegiati quelli che sono contenuti nella frutta, negli ortaggi o nei cereali», dice Carla Favaro, professore a contratto presso la scuola di specializzazione in scienza dell’alimentazione dell’Università Milano Bicocca.
Secondo le linee guida americane, che sono più recenti di quelle italiane, in una dieta equilibrata si possono prevedere in modo indicativo anche 32 grammi al giorno di zuccheri aggiunti (il saccarosio, appunto, o il miele) per la donna e 48 grammi per l’uomo. Questi zuccheri vanno però frazionati in piccole quantità nel corso della giornata. Come contarli? Ricordando, quando volete dolcificare tè o caffè, che un cucchiaino vale cinque grammi e una zolletta quattro. Mentre una lattina di bibita zuccherata tocca i 32 grammi e una coppetta di sorbetto al limone i 34.
Giulia Lazzerini – OK La salute prima di tutto

Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2009

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