Salute

Asciugamani ad aria e salviette di carta: quale metodo diffonde più batteri?

Un'indagine scientifica dimostra che i dispositivi a getto d'aria possono moltiplicare la carica batterica nell'aria fino a 27 volte rispetto alle tradizionali salviette, sollevando dubbi sulla loro sicurezza negli ambienti sanitari 

Lavarsi bene le mani è da sempre il primo pilastro della prevenzione contro germi, batteri e infezioni respiratorie. Tuttavia, la fase successiva – ovvero il modo in cui ci asciughiamo le mani nei bagni pubblici o nelle strutture sanitarie – gioca un ruolo altrettanto cruciale, spesso sottovalutato.

A mettere in luce i rischi associati a diversi metodi di asciugatura è un rigoroso studio scientifico condotto dai ricercatori E. L. Best, P. Parnell e M. H. Wilcox, pubblicato sul Journal of Hospital Infection. La ricerca analizza la tendenza di tre diffuse modalità di asciugatura (asciugamani elettrici a getto d’aria, asciugamani ad aria calda tradizionali e salviette di carta monouso) ad aerosolizzare microrganismi e a contaminare l’ambiente circostante, gli utenti e le persone nelle immediate vicinanze.

I dettagli dello studio: un confronto a tre vie

un soffiatore ad aria e distributore di fazzoletti di carta
I dettagli dello studio: un confronto a tre vie – www.ok-salute.it

Per simulare la condizione tipica di mani lavate in modo frettoloso o insufficiente, i ricercatori hanno applicato sulle mani dei partecipanti una carica controllata di Lactobacilli. Successivamente, i soggetti hanno utilizzato uno dei tre sistemi di asciugatura.

L’esperimento ha previsto 120 test di campionamento dell’aria a diverse distanze (sia a ridosso del dispositivo sia a 1 metro di distanza), affiancati da prove visive condotte con vernici per tracciare la dispersione fisica delle goccioline.

I risultati: il getto d’aria moltiplica i batteri sospesi

I dati emersi dalle analisi evidenziano differenze statisticamente significative nella dispersione batterica:

  • Vicinanza immediata: nelle immediate vicinanze del dispositivo, la carica batterica rilevata nell’aria durante l’uso del getto d’aria ad alta velocità è risultata 4,5 volte superiore rispetto all’asciugatore ad aria calda tradizionale (70,7 CFU contro 15,7 CFU) e ben 27 volte superiore rispetto all’uso delle salviette di carta (2,6 CFU).
  • Distanza di 1 metro: un pattern analogo è stato riscontrato a un metro di distanza, dimostrando che il flusso d’aria spinge e mantiene in sospensione le particelle microbiche in una vasta area circostante.
  • Dispersione di goccioline: i test di visualizzazione hanno confermato che i dispositivi a getto d’aria provocano la maggiore dispersione meccanica di micro-gocce d’acqua contaminate.

Implicazioni igienico-sanitarie e raccomandazioni

I risultati suggeriscono che i dispositivi elettrici ad aria, pur essendo apprezzati per la loro rapidità o praticità ecologica, producono una forte aerosolizzazione batterica. Questo fenomeno rischia di facilitare la contaminazione incrociata sia attraverso la dispersione aerea di agenti patogeni, sia depositando germi sugli abiti dei visitatori o sulle superfici circostanti.

Alla luce di queste evidenze, gli autori concludono che gli asciugamani elettrici ad aria risultano poco idonei per i contesti sanitari e ospedalieri, dove la presenza di pazienti fragili o immunocompromessi richiede la massima riduzione del rischio di infezioni correlate all’assistenza. In questi contesti, la tradizionale salvietta di carta monouso si conferma la scelta meccanicamente più sicura ed efficace.

Studi e fonti scientifiche citate

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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