Il mal di schiena è uno dei disturbi più frequenti nella popolazione e rappresenta una delle principali cause di visita medica. Spesso, però, viene associato automaticamente alla presenza di un’ernia del disco, generando preoccupazioni non sempre giustificate. In realtà, la maggior parte degli episodi di mal di schiena non dipende da un’ernia e, allo stesso tempo, non tutte le ernie provocano sintomi o richiedono un intervento chirurgico.
Quando sospettare un’ernia del disco e quando è davvero necessario operare? Lo abbiamo chiesto al dottor Andrea Luca, chirurgo ortopedico dell’Unità Operativa di Chirurgia Vertebrale dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, diretta dal prof. Roberto Bassani.

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Mal di schiena: quando il dolore fa pensare a un’ernia
Non tutto il mal di schiena è uguale. Se il dolore resta localizzato alla schiena, spesso la causa non è un’ernia del disco. Diverso è il caso in cui il dolore si irradia lungo una gamba o un braccio. «L’ernia si caratterizza per sintomi più specifici – spiega il dottor Luca – in particolare per l’irradiazione del dolore lungo un arto. Il segnale più caratteristico è infatti la presenza di un dolore che corre lungo il braccio o gamba. Questo suggerisce un coinvolgimento della radice nervosa ed è molto più indicativo di ernia rispetto al dolore localizzato alla schiena. Inoltre, in base a come il dolore si distribuisce, possiamo già avere un’idea clinica della radice nervosa coinvolta, ancora prima degli esami diagnostici e strumentali».
La distribuzione del dolore può infatti aiutare lo specialista a individuare quale nervo sia coinvolto ancora prima di richiedere esami strumentali.
L’ernia non sempre fa male
Molte persone restano sorprese nello scoprire che è possibile avere un’ernia del disco senza saperlo. Non tutte le ernie provocano infatti dolore o altri disturbi. «Non sempre l’ernia correla con la sintomatologia – sottolinea il medico. Il dolore dipende dall’entità dell’irritazione di natura meccanica o chimica a carico della radice nervosa». Può accadere inoltre che il dolore si risolva spontaneamente, mentre l’ernia rimane visibile alla risonanza magnetica. Per questo motivo la presenza dell’ernia da sola non basta per decidere il trattamento: è fondamentale valutare i sintomi e la visita clinica.
Chi è più colpito da ernia del disco?
Contrariamente a quanto si pensa, l’ernia del disco non riguarda soltanto gli anziani. «Paradossalmente l’ernia può essere più frequente nei soggetti giovani, perché il disco mantiene una capacità espulsiva maggiore». Negli anziani sono invece più frequenti altri fenomeni degenerativi della colonna vertebrale.
Cosa fare quando compare il dolore
Di fronte a un sospetto di ernia del disco, il primo passo non è necessariamente una risonanza magnetica. «La risonanza magnetica non è sempre indicata all’esordio dei sintomi: è necessaria una corretta valutazione clinica cui fa sempre seguito un tentativo conservativo di gestione della sintomatologia».
Nella maggior parte dei casi il trattamento iniziale prevede riposo funzionale, evitando gli sforzi più intensi, e una terapia farmacologica antinfiammatoria e antidolorifica. Se il dolore migliora, è possibile tornare gradualmente alle normali attività. Quando invece la sintomatologia persiste, possono essere utili infiltrazioni mirate con corticosteroidi o trattamenti a base di ossigeno-ozono per ridurre l’infiammazione e controllare il dolore. La risonanza magnetica diventa particolarmente importante quando il dolore non risponde alle cure oppure quando compaiono deficit neurologici.
Quando è necessario operare?
Fortunatamente, solo una minoranza dei pazienti con ernia del disco arriva all’intervento chirurgico. Le principali indicazioni sono:
- dolore severo che non risponde alle terapie conservative;
- perdita di forza o sensibilità;
- comparsa di disturbi sfinterici.
«In presenza di questi sintomi l’intervento diventa indicato e, in alcuni casi, urgente – spiega il dott. Luca. Si tratta tuttavia di una minoranza dei casi: la grande maggioranza delle ernie si cura senza chirurgia».
Come si opera oggi l’ernia del disco

La tecnica più utilizzata è la microdiscectomia, un intervento mini-invasivo che permette di rimuovere il frammento di disco che comprime il nervo, limitando il trauma chirurgico ai tessuti circostanti. Sempre più diffuse sono anche le procedure endoscopiche, che consentono una ripresa più rapida nelle prime settimane dopo l’intervento. Dopo l’operazione il recupero è generalmente rapido. Le attività più impegnative vengono limitate per circa due settimane e la ripresa avviene progressivamente.
«Il riposo funzionale non significa stare a letto, ma limitare le attività più pesanti e riprendere gradualmente ciò che il paziente riesce a fare. Il paziente viene accompagnato in un percorso graduale, evitando l’immobilizzazione prolungata» prosegue lo specialista. L’ernia può comunque ripresentarsi, soprattutto nei pazienti più giovani: «I soggetti giovani hanno una maggiore capacità espulsiva del disco e quindi anche un rischio più alto di recidiva. Per questo è importante seguire le indicazioni cliniche e riprendere le attività in modo progressivo» spiega il dottor Luca.
Si può prevenire l’ernia del disco?
Non esiste una prevenzione assoluta. Fumo, sedentarietà e lavori fisicamente pesanti possono aumentare il rischio, ma l’ernia può comparire anche senza uno sforzo evidente. Il consiglio degli specialisti è mantenere uno stile di vita attivo e una buona forma fisica, pur sapendo che non è possibile azzerare completamente il rischio.
La presenza di mal di schiena non significa automaticamente avere un’ernia del disco e, anche quando l’ernia è presente, nella maggior parte dei casi non è necessario operare. Il percorso terapeutico è quasi sempre inizialmente conservativo: solo le forme resistenti o con segni neurologici richiedono un approfondimento e, eventualmente, la chirurgia. «Un approccio graduale e personalizzato permette oggi di trattare efficacemente la
patologia, evitando esami inutili e garantendo interventi mirati solo quando realmente indicati» conclude il dottore.
A cura di OK Promotion




