Con l’arrivo delle vacanze cresce inevitabilmente il desiderio di rimettersi in forma. Le giornate più lunghe e la prospettiva dell’estate spingono molti a riprendere l’attività fisica dopo mesi di pigrizia invernale. Il problema reale è che questo ritorno allo sport avviene spesso in modo impulsivo: si passa direttamente dalla sedia dell’ufficio alla corsa, dal divano al campo da padel, senza alcuna preparazione.
Questo passaggio repentino è la causa principale del boom di infortuni. Il dottor Matteo Vitali, medico-chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia e responsabile dell’ambulatorio Sportgevity Medicine presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, spiega come svegliare il corpo dal “letargo” in totale sicurezza.
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Rischi infortuni in estate: gli esami da fare prima di ricominciare (specie dopo i 40 anni)
Scegliere uno sport solo perché è di moda o perché lo praticano gli amici è il primo errore. Se si arriva da una lunga sedentarietà, specialmente se si sono superati i 40 anni, è fondamentale effettuare una valutazione iniziale.
Gli accertamenti consigliati dagli specialisti includono:
- Esami del sangue: per monitorare i parametri del metabolismo e lo stress ossidativo.
- Controllo dell’insulina: fondamentale per capire come l’organismo gestisce l’energia sotto sforzo.
- Valutazione cardiologica: elettrocardiogramma ed ecocardiogramma sotto sforzo.
- Test cardiopolmonare: per misurare la reale capacità di cuore e polmoni durante l’attività.
Il controllo più sottovalutato: la postura
Accanto agli esami tradizionali, la valutazione posturale è quella che viene più spesso dimenticata. Analizzare l’appoggio del piede, l’allineamento delle ginocchia e la simmetria della colonna permette di individuare i punti deboli prima che si infiammino. In caso di anomalie, l’ortopedico può richiedere approfondimenti mirati come radiografie in carico, ecografie muscolo-tendinee o risonanze magnetiche.
Diventare sportivi con la regola del “FIT”
Per evitare sovraccarichi pericolosi, la medicina dello sport si serve del protocollo FIT, basato su quattro pilastri che vanno calibrati su ogni singola persona:
- Frequenza: stabilire quante volte a settimana praticare l’attività.
- Intensità: calcolare quanto deve essere faticoso l’allenamento.
- Tempo: definire la durata della sessione.
- Tipo: scegliere la disciplina più adatta alla struttura fisica del soggetto.
Il consiglio dell’esperto: Per proteggere i tendini non basta lavorare sulla forza. Bisogna restituire elasticità ai muscoli. Per questo, nei primi mesi, è utilissimo affiancare allo sport scelto attività come lo yoga, il pilates, la ginnastica in acqua o lo stretching posturale.
Sonno, dieta e integratori: i pilastri invisibili per abbassare i rischi infortuni in estate
La performance e la prevenzione degli infortuni si costruiscono anche a tavola e a letto. Un riposo insufficiente o di cattiva qualità è il primo alleato delle lesioni muscolari, poiché il corpo ha bisogno di tempi di recupero personalizzati tra una sessione e l’altra.
Per chi vuole proteggere la cartilagine dall’usura, specialmente con l’avanzare dell’età, l’ortopedico suggerisce di valutare (sempre sotto controllo medico) cicli di integrazione mirati 2 o 3 volte l’anno a base di:
- Acido ialuronico (anche per via infiltrativa intra-articolare, per lubrificare lo snodo).
- Condroitina solfato.
- Collagene idrolizzato.
La parola d’ordine resta una sola: gradualità. Lo sport deve essere vissuto come un percorso di salute a lungo termine, non come uno scatto improvviso per rimediare ai mesi di inattività.
Studi scientifici e fonti istituzionali sui rischi infortuni in estate
Per approfondire i protocolli di prevenzione e le linee guida sulla ripresa dell’attività fisica, è possibile consultare i seguenti riferimenti ufficiali:
- IRCCS Ospedale San Raffaele – Ambulatorio Sportgevity Medicine: il portale del centro clinico di eccellenza milanese dove opera il Dott. Matteo Vitali, specializzato nei protocolli di longevità sana e medicina predittiva applicata allo sport.
- Ministero della Salute Italiano – Linee Guida per l’Attività Fisica: il documento istituzionale che definisce i livelli raccomandati di movimento per la popolazione e l’importanza degli screening preventivi per contrastare la sedentarietà in sicurezza.
- Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) – Protocolli di Valutazione dell’Atleta: le linee guida ufficiali della federazione per la prescrizione dell’esercizio fisico e i criteri di idoneità cardiovascolare e muscolo-scheletrica per i praticanti non agonistici.
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Andrea Fossati
Il professor Andrea Fossati è psicologo clinico e psicoterapeuta presso il Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Ospedale San Raffaele Turro e collabora all’Istituto di Cura Città di Pavia. È inoltre Professore Ordinario e Preside della Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.




