Salute

«Anche un tumore curabile può diventare fatale»: perché il metodo Hamer continua a essere così pericoloso

La teoria secondo cui il cancro nascerebbe da un conflitto emotivo continua a circolare. Ma cosa dice la scienza e perché gli esperti invitano a non rinunciare alle cure oncologiche validate?

«Affidarsi al metodo Hamer è pericolosissimo perché può portare a gravi ritardi nella terapia. Anche tumori che al momento della diagnosi sono curabili possono metastatizzare, degenerare e portare a esiti infausti». È con queste parole che Luigi Ricciardiello, professore di Gastroenterologia all’Università di Bologna, mette in guardia sui rischi di una delle teorie più controverse e pericolose in ambito oncologico.

Eppure, nonostante le numerose smentite della comunità scientifica, questo metodo continua ancora oggi ad attirare persone, spesso vulnerabili a causa di una diagnosi di tumore appena ricevuta.

L’idea che piace a molti: “Il cancro nasce nella mente”

Come mai nel 2026 ci sono ancora persone disposte a dare credibilità a un metodo che non ha alcuna validazione scientifica? Il successo di questa teoria, formulata dall’ex medico tedesco Ryke Geerd Hamer, si basa su un concetto semplice e apparentemente rassicurante: il tumore non sarebbe una malattia biologica ma frutto di un trauma o di un conflitto interiore non risolti.

Stando a quanto sosteneva Hamer, e a quanto professano ancora i suoi seguaci, per guarire non servirebbero chirurgia, chemioterapia, radioterapia e farmaci ma sarebbe sufficiente individuare e risolvere il disagio che ha dato origine al cancro. Una spiegazione tanto banale quanto confortante. Il problema è che non è mai stata dimostrata scientificamente.

Cosa dice davvero la scienza

«Negli anni sono state condotte analisi molto approfondite sul metodo Hamer ma il risultato è sempre stato lo stesso: non ci sono prove che il tumore sia causato da un conflitto emotivo né che la risoluzione di un trauma psichico possa far sparire il cancro», ribadisce il professore e ricercatore.

Per questo motivo, l’Istituto Elvetico per la Ricerca Oncologica applicata, l’Istituto Nazionale per la Salute e la Ricerca medica francese e la nostra Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri hanno ufficialmente dichiarato che questa presunta terapia anti-cancro è da ritenere a tutti gli effetti ingannevole e pericolosa.

Perché alcune persone ci credono ancora?

Chi riceve una diagnosi di tumore si ritrova spesso sopraffatto, smarrito, assalito da dubbi. In questo vortice di emozioni, ci si ritrova a fare i conti anche con ciò che comportano le terapie convenzionali, tra spostamenti in ospedale, attese, effetti collaterali. In alcuni casi, quindi, può iniziare a maturare il desiderio di trovare soluzioni meno invasive e impegnative a livello di energie, tempo, forze fisiche e mentali.

Promesse come:

  • “si può guarire anche senza farmaci”;
  • “basta risolvere il conflitto interiore che ha causato il tumore”;
  • “la chemioterapia e la radioterapia fanno più danni del cancro stesso”

possono fare breccia in persone già fragili e messe a dura prova dalla malattia. È proprio questa vulnerabilità che rende particolarmente insidiosi i messaggi pseudoscientifici.

Il rischio più grande è il tempo perso

Il problema non è tanto credere che le emozioni influenzino il benessere psico-fisico quanto piuttosto perdere tempo prezioso. Molti tumori, se diagnosticati e curati tempestivamente, possono essere trattati con successo ma la finestra temporale è spesso fondamentale. Rimandare visite e terapie con la speranza che la malattia guarisca spontaneamente, lavorando solo sulla propria interiorità, favorisce la progressione della patologia stessa, fino a stadi avanzati sempre più difficili da trattare.

5 segnali per riconoscere una presunta cura contro il cancro priva di basi scientifiche

donna che guarda il telefono
5 segnali per riconoscere una presunta cura contro il cancro priva di basi scientifiche – www.ok-salute.it

Non sempre è facile distinguere tra informazioni affidabili e promesse infondate, soprattutto dopo una diagnosi di tumore. Esistono però alcuni campanelli d’allarme che dovrebbero invitare alla prudenza.

1. Promette di curare tutti i tumori

I tumori non sono tutti uguali e ognuno richiede approcci specifici, talvolta diversi gli uni dagli altri. Bisogna sempre diffidare di chi sostiene di possedere una soluzione unica, valida per tutte le malattie oncologiche.

2. Invita ad abbandonare le terapie tradizionali

Quando la pseudo-terapia invita il paziente a non iniziare o a interrompere le terapie tradizionali, prescritte dagli specialisti, bisogna insospettirsi. Niente e nessuno possono chiedere di rinunciare a trattamenti validati scientificamente.

3. Si basa solo su testimonianze personali

Racconti di guarigioni miracolose, video sui social o esperienze individuali non rappresentano una prova scientifica. L’efficacia di una cura deve essere dimostrata attraverso studi clinici.

4. Parla di complotti o verità nascoste

Quando si menzionano complotti (“l’industria farmaceutica nasconde la vera cura per il cancro per interesse”), solitamente si è di fronte a bufale e teorie prive di fondamento.

5. Non esistono studi scientifici a sostegno

Prima di affidarsi a qualsiasi trattamento è importante verificare che esistano pubblicazioni scientifiche che ne dimostrino sicurezza ed efficacia. In assenza di prove solide, è bene consultare il proprio medico o uno specialista prima di prendere qualsiasi decisione.

Chiara Caretoni

Giornalista pubblicista, lavora come redattrice per OK Salute e Benessere dal 2015 e dal 2021 è coordinatrice editoriale della redazione digital. È laureata in Lettere Moderne e in Filologia Moderna all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha accumulato diverse esperienze lavorative tra carta stampata, web e tv. Nel 2018 vince il XIV Premio Giornalistico SOI – Società Oftalmologica Italiana, nel 2021 porta a casa la seconda edizione del Premio Giornalistico Umberto Rosa, istituito da Confindustria Dispositivi Medici e, infine, nel 2022 vince il Premio "Tabacco e Salute", istituito da SITAB e Fondazione Umberto Veronesi.
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