Salute Mentale

Cos’è la resilienza e perché si può allenare: il parere dello psicologo

La resilienza non è l'assenza di paura o sofferenza, ma la capacità di affrontare le difficoltà e ritrovare il proprio equilibrio. Come spiega lo psicologo Andrea Fossati, è una competenza che può essere sviluppata e rafforzata nel tempo

Essere resilienti non significa non provare dolore o paura di fronte a un evento avverso, come un lutto, una perdita economica o una catastrofe. Al contrario, la resilienza è la capacità individuale di riprendersi dagli effetti di questi eventi. Ce ne ha parlato Andrea Fossati, preside e associato della Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e specialista in psicologia clinica all’Irccs Ospedale San Raffaele-Turro.

Cos’è la resilienza

La resilienza è un dono evolutivo della specie umana che ci ha permesso di abitare ogni angolo del pianeta, adattandoci a situazioni rischiose e uscendone, talvolta, addirittura arricchiti. Non è un superpotere per pochi eletti, ma una competenza che tutti possiamo coltivare. È la consapevolezza che, anche quando la vita “disfa il puzzle”, abbiamo la capacità creativa e mentale per ricomporre i pezzi, magari creando un disegno nuovo e più forte di prima.

Da cosa dipende la resilienza

Deriva dal termine inglese “resilience”, la sua traduzione letterale è quindi “resistenza”, ma con una sfumatura fondamentale: non è un giubbotto antiproiettile che ci rende invulnerabili. La resilienza è strettamente legata ad alcuni tratti di personalità:

  1. Stabilità emotiva: chi è meno incline all’affettività negativa reagisce meglio agli urti.
  2. Estroversione: l’emozionalità positiva aiuta a superare le avversità.
  3. Flessibilità cognitiva: la capacità di modificare i propri schemi mentali per adattarsi al cambiamento.

Tuttavia, queste radici affondano anche nella nostra storia: le relazioni di attaccamento nell’infanzia e la sicurezza ricevuta dai genitori sono i “blocchi di partenza” che promuovono la resilienza da adulti. Quindi è scorretto definirla una dote innata, perché l’ambiente gioca un ruolo cruciale, ma le basi per capire come resisteremo in futuro le mettiamo già nell’infanzia. La buona notizia è che si può allenare.

Come allenare la resilienza nella vita quotidiana

Non serve esporsi a traumi estremi per diventare forti; l’allenamento avviene nelle “piccole cose” di ogni giorno. Ecco come:

  • L’intelligenza emotiva: imparare a leggere e dare un nome ai propri stati d’animo. Invece di farsi travolgere dalla rabbia per un disguido, bisogna attivare un dialogo interno: cosa mi ha irritato? Perché reagisco così?
  • Il buffer emotivo: creare un tampone alle emozioni negative usando l’emozionalità positiva. Ad esempio, usare un ricordo felice per contrastare un momento critico o, più semplicemente, saper ridere di un imprevisto.
  • La rete sociale: parlare di ciò che accade. Creare reti relazionali di supporto (amici, famiglia) è fondamentale. Il confronto con gli altri aiuta a “disinnescare la mina” di un evento avverso prima che diventi un trauma.
  • Cura di sé: mantenere una posizione di attenzione e cura verso se stessi, senza cadere nell’egoismo, ma preservando le proprie energie mentali.

Quando chiedere aiuto a uno psicologo

Nonostante l’allenamento, ci sono situazioni in cui le risorse individuali vengono sopraffatte. Se l’ansia diventa cronica o se un evento traumatico impedisce il ritorno alla normalità, è opportuno rivolgersi a un professionista, che possa ricostruire quel meccanismo di rimbalzo verso il positivo, momentaneamente spezzato.

Il nostro specialista

Andrea Fossati

Psicologo

Il professor Andrea Fossati è psicologo clinico e psicoterapeuta presso il Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Ospedale San Raffaele Turro e collabora all’Istituto di Cura Città di Pavia. È inoltre Professore Ordinario e Preside della Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Andrea Fossati
Il Andrea Fossati visita ed opera presso IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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