Città sempre più inquinate, cibi ultraprocessati che portano con sé pesticidi e microplastiche e stili di vita non corretti possono favorire lo sviluppo di tumori ematologici come leucemie e mielomi. È questo il tema centrale del volume “L’impatto dell’ambiente e degli Stili di Vita nel rischio onco-ematologico” a cura di Aurelio Angelini, già professore Ordinario di Sociologia dell’Ambiente e Presidente del Comitato Educazione alla Sostenibilità Agenda 2030, e di Mariaclaudia Cusumano, ricercatrice e sociologa dell’ambiente all’Università Milano-Bicocca.
Il testo raccoglie gli atti del convegno di AIL – Associazione italiana contro le leucemie linfomi e mieloma dal titolo “Curare e prendersi cura, impatto ambientale e rischio sanitario, benessere e stile di vita”. Il volume racchiude gli interventi di oltre trenta specialisti che hanno affrontato il ruolo dell’inquinamento, dell’alimentazione e dei comportamenti non salutari nello sviluppo dei tumori ematologici.
In questo articolo
Il ruolo dell’alimentazione e dei pesticidi
«L’alimentazione emerge come uno snodo cruciale, non soltanto per quanto riguarda la nutrizione, ma in quanto elemento cardine della prevenzione. La qualità del cibo non dipende unicamente da cosa mangiamo, ma anche da come quel cibo viene prodotto, confezionato, distribuito» avverte Aurelio Angelini. «I temi del volume toccano questioni urgenti come l’uso eccessivo di pesticidi in agricoltura, la presenza di sostanze tossiche nei materiali plastici del packaging e la lentezza con cui l’Unione Europea si muove verso obiettivi concreti, come la riduzione del 50% dell’uso di pesticidi entro il 2030».
Inquinamento e fattori di rischio modificabili
L’aumento dell’incidenza dei tumori è legato non soltanto all’alimentazione, ma anche all’esposizione a fattori di rischio ambientali modificabili, come l’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua. «In questo scenario, AIL vuole ribadire che prendersi cura della salute significa anche ridurre i rischi ambientali, promuovere consapevolezza sociale e rafforzare strategie condivise per la prevenzione delle patologie onco-ematologiche» commenta Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL.
Prevenzione e responsabilità collettiva
«Con la pubblicazione del volume, l’associazione conferma il proprio impegno accanto al sostegno alla ricerca scientifica e all’assistenza ai pazienti ematologici, nel diffondere conoscenza e nel favorire una cultura della salute che integri ambiente, stili di vita e benessere psicofisico, nell’interesse dell’intera collettività. Sono problematiche, però, che non possono essere delegate ai cittadini, ma devono essere affrontate dai responsabili politici. A un livello più alto è necessario che ci sia la volontà di adottare pratiche più salutari come lo smart working o un sistema di trasporti più efficace, soluzioni che eviterebbero per esempio di stare in mezzo al traffico in balia delle polveri sottili e riducendo il numero di veicoli circolanti».




