Salute

I problemi economici danneggiano il cuore come il fumo

Una ricerca su oltre 280 mila adulti mostra che difficoltà economiche e insicurezza alimentare sono associate a un invecchiamento cardiovascolare accelerato, anche più dei fattori di rischio tradizionali

Non sono solo colesterolo alto, ipertensione o fumo a mettere a rischio la salute del cuore. Anche lo stress legato ai problemi economici può accelerare l’invecchiamento cardiovascolare, con un impatto paragonabile – e in alcuni casi superiore – a quello dei tradizionali fattori di rischio.

A suggerirlo è un ampio studio pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings, che apre nuove prospettive sul legame tra condizioni socio-economiche e malattie cardiovascolari, ancora oggi prima causa di morte negli Stati Uniti e in molti Paesi occidentali.

Questo studio rafforza un concetto sempre più centrale nella salute pubblica: la salute non dipende solo dalle cure ricevute, ma anche dalle condizioni sociali ed economiche in cui viviamo.

Riconoscere stress finanziario e insicurezza alimentare come parte integrante del rischio cardiovascolare può portare a un approccio più umano, realistico ed efficace alla prevenzione delle malattie del cuore.

Cos’è l’“età cardiovascolare” e perché conta più dell’età anagrafica

I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 280.000 adulti, combinando informazioni cliniche sullo stato di salute del cuore con questionari dettagliati su stress finanziario, accesso al cibo e condizioni socio-economiche.

Invece di limitarsi a valutare chi sviluppava una malattia cardiaca, lo studio ha utilizzato un indicatore sempre più impiegato in ambito scientifico: la “età cardiovascolare”. Questo parametro stima quanto il cuore e i vasi sanguigni appaiono “vecchi” dal punto di vista biologico, rispetto a ciò che ci si aspetterebbe per l’età anagrafica di una persona.

Il risultato è chiaro: chi riferiva maggiori difficoltà economiche dimostrava segni di invecchiamento cardiovascolare più avanzato, anche tenendo conto di fattori come pressione alta, diabete, fumo o colesterolo.

In pratica, due persone della stessa età e con lo stesso profilo clinico possono avere cuori biologicamente molto diversi, a seconda del livello di stress economico a cui sono sottoposte.

Problemi economici e cuore: un legame che va oltre la salute mentale

Lo studio non dimostra un rapporto di causa-effetto diretto, ma rafforza l’idea che lo stress economico cronico influisca non solo sul benessere psicologico, ma anche sulla salute cardiovascolare.

Quando si parla di invecchiamento del cuore, ci si riferisce a cambiamenti strutturali e funzionali che aumentano il rischio di:

  • infarto,
  • ictus,
  • insufficienza cardiaca.

Tra questi cambiamenti rientrano l’irrigidimento dei vasi sanguigni, alterazioni della funzione del muscolo cardiaco e una minore capacità dell’apparato cardiovascolare di rispondere agli sforzi.

Perché lo stress cronico accelera l’invecchiamento cardiovascolare

Lo stress attiva una risposta biologica complessa che coinvolge ormoni come cortisolo e adrenalina. Nel breve periodo si tratta di meccanismi utili, ma quando lo stress diventa cronico, come accade spesso nelle difficoltà economiche prolungate, questi sistemi restano attivati troppo a lungo.

Nel tempo, ciò può favorire:

  • aumento persistente della pressione arteriosa,
  • infiammazione cronica,
  • alterazioni del metabolismo,
  • peggior controllo della glicemia.

Un accumulo di effetti che, sul lungo periodo, produce un’usura del sistema cardiovascolare simile a quella osservata con l’invecchiamento o con patologie croniche.

Perché lo stress economico è particolarmente dannoso

A differenza di uno stress acuto – come una scadenza lavorativa o una malattia temporanea – lo stress finanziario tende a essere continuo e difficile da “spegnere”. Può includere preoccupazioni costanti per:

  • pagamento delle bollette,
  • stabilità abitativa,
  • spese mediche,
  • debiti,
  • sostegno economico ai familiari.

Inoltre, il denaro influisce su molti aspetti della vita quotidiana. Le difficoltà economiche possono:

  • disturbare il sonno,
  • limitare l’accesso a cibo sano,
  • ridurre la possibilità di fare attività fisica,
  • rendere più difficile seguire cure mediche regolari.

Tutti elementi che si sommano e amplificano il rischio cardiovascolare.

Un impatto paragonabile ai fattori di rischio tradizionali

Uno degli aspetti più sorprendenti dello studio è che l’associazione tra stress economico e invecchiamento del cuore è risultata simile – e in alcuni casi superiore – a quella di fattori clinici ben noti, come ipertensione, diabete e fumo.

Questo non significa che lo stress finanziario sostituisca i fattori di rischio tradizionali, ma che si aggiunge a essi. Una persona con pressione alta che vive anche una forte difficoltà economica potrebbe trovarsi ad affrontare un rischio cardiovascolare “moltiplicato”.

Problemi economici e cuore: non è un destino inevitabile

Un punto fondamentale sottolineato dagli autori è che vivere una situazione di stress finanziario non equivale a essere condannati a una cattiva salute cardiaca. Il rischio cardiovascolare dipende da molti fattori e ci sono comunque azioni concrete che possono ridurre il danno.

Cosa possono fare i medici (e perché è importante parlarne)

Secondo gli esperti, lo stress economico dovrebbe essere considerato parte integrante della valutazione del rischio cardiovascolare, al pari della storia familiare o dello stile di vita.

Chiedere ai pazienti informazioni su:

  • livello di stress,
  • difficoltà economiche,
  • accesso a cibo e cure.

può fornire un contesto prezioso per personalizzare le decisioni cliniche. Non si tratta di “risolvere” i problemi finanziari dei pazienti, ma di:

  • adattare i piani terapeutici,
  • ridurre il carico economico delle cure quando possibile,
  • migliorare l’aderenza ai trattamenti,
  • indirizzare verso risorse di supporto.

Anche il semplice riconoscimento dello stress economico come fattore reale di rischio può migliorare il rapporto di fiducia e la qualità dell’assistenza.

Le basi della prevenzione cardiovascolare restano fondamentali

Nonostante il ruolo dello stress, le regole cardine per proteggere il cuore restano valide:

  • attività fisica regolare,
  • alimentazione equilibrata e cardioprotettiva,
  • mantenimento di un peso sano,
  • abolizione del fumo,
  • controllo di pressione, colesterolo e glicemia.

I controlli periodici sono essenziali, perché molti fattori di rischio cardiovascolare si sviluppano senza sintomi evidenti. Trattare precocemente ipertensione o diabete riduce in modo significativo il rischio di eventi gravi come infarto e ictus.

Poiché anche lo stress cronico influisce sulla salute del cuore, sonno adeguato, relazioni sociali e tecniche di gestione dello stress (come mindfulness o attività rilassanti) possono contribuire a proteggere il sistema cardiovascolare.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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